L’accertamento di confomità dell’abuso edilizio
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9 Set 2016
 
L'autore
Antonio Ciotola
 


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L’accertamento di confomità dell’abuso edilizio

La sanatoria edilizia e l’illecito penale: alcune considerazioni su di una disciplina di non facile comprensione.

 

Ho edificato un fabbricato abusivo  in difformità della concessione  edilizia. In presenza della doppia conformità si può richiedere l’accertamento di conformità in sanatoria ai sensi dell’art. 36 dpr 380/2001. Tenendo presente che il  Comune ricade in zona sismica,  in caso di accoglimento della sanatoria, il procedimento penale si estingue? 

 

La procedura penale (qui intesa nel senso di processo penale) è volta all’accertamento dei reati ed  alla punizione del colpevole e, come tale,  va tenuta distinta da quella amministrativa di competenza, in questo caso, degli organi comunali.  Le due procedure sono, in via generale distinte e, in una certa misura, indipendenti una dall’altra.  La legge [1] prescrive, infatti, che,  salvo che il fatto costituisca più grave reato e ferme le sanzioni amministrative, si applica:

 

a) l’ammenda fino a 10329 euro per l’inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive previste dal presente titolo, in quanto applicabili, nonché dai regolamenti edilizi, dagli strumenti urbanistici e dal permesso di costruire;

 

b) l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 5164 a 51645 euro nei casi di esecuzione dei lavori in totale difformità o assenza del permesso o di prosecuzione degli stessi nonostante l’ordine di sospensione;

 

c) l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 15493 a 51645 euro nel caso di lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio, come previsto dal primo comma dell’articolo 30.  La stessa pena si applica anche nel caso di interventi edilizi nelle zone sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesistico, ambientale, in variazione essenziale, in totale difformità o in assenza del permesso.

 

D’altra parte, lo stesso accertamento  di conformità presuppone la commissione dell’illecito penale (cioè la realizzazione, pur se entro certi limiti,  di un manufatto edilizio in assenza del permesso di costruire o in sua difformità).  In buona sostanza, l’accertamento di conformità è volto a sanare l’abuso da un punto di vista amministrativo sul presupposto che   l’intervento edilizio realizzato (il manufatto) risulti essere  conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dell’abuso sia al momento della presentazione della domanda, ed è in questo senso che si parla di doppia conformità.

 

Detto questo, c’è da considerare che, secondo altra disposizione della stessa legge [2] è espressamente previsto che   il  rilascio in sanatoria del permesso di costruire estingue i reati contravvenzionali previsti dalle norme urbanistiche vigentiIn buona sostanza,  l’effetto estintivo della sanatoria rispetto all’illecito penale  è limitato esclusivamente “ai reati contravvenzionali previsti dalle norme urbanistiche vigenti» mentre  non opera relativamente ad altri reati.  Sono sottoposte, infatti, a specifiche normative, le costruzioni da realizzare in zone sulle quali esistono  vincoli ambientali e/o paesaggistici  oppure, come nel caso proposto, per le opere realizzate  in zone sismiche.  In questi casi, essendo previste delle normative specifiche rispetto a quelle urbanistische, gli illeciti penali non si estinguono per effetto della sanatoria amministrativa.

 

In altri termini,  l’effetto estintivo penale della sanatoria  riguarda solo i reati di tipo contravvenzionale previsti dalle norme urbanistiche vigenti e non opera, invece, relativamente ai reati che non ricadono in questo tipo di classificazione  (es. costruzione in zona vincolata, costruzione in zona antisismica) perchè connessi all’abuso edilizio realizzato in zone vincolate e/o sottoposte alle normative per le zone sismiche.


[1] Art. 44 del DPR 380/2001.

[2] Art. 45 dpr 380/01.

 


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