Auto di lusso a rate: arriva l’accertamento del Fisco
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11 Ago 2016
 
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Maria Monteleone
 


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Auto di lusso a rate: arriva l’accertamento del Fisco

L’acquisto a rate non salva dal Fisco: sì all’accertamento se il contribuente non dimostra con idonea documentazione che l’acquisto dell’auto di lusso è stato possibile grazie a redditi esenti.

 

Legittimo l’accertamento del maggior reddito (cosiddetto accertamento sintetico) del contribuente basato sull’acquisto di un’auto di lusso, anche quando il pagamento avviene tramite finanziamento della banca con rate di basso importo. La disponibilità di un bene di lusso, con tutti i costi anche di manutenzione che questo comporta, può risultare inadeguata rispetto al tenore di vita dichiarato al Fisco e legittimare l’emissione di un avviso di accertamento.

È quanto affermato dalla Cassazione in una recente ordinanza [1].

 

L’accertamento “sintetico”  [2] è un metodo di controllo del reddito delle persone fisiche che si basa sulla verifica di congruità tra redditi dichiarati ed effettiva capacità di spesa del contribuente. Tale verifica deve essere effettuata partendo da dati certi (acquisto di beni immobili, autovetture ecc.) e utilizzando gli stessi come indici di capacità di spesa, per dedurne, tramite specifici parametri di valorizzazione (redditometro), il reddito presuntivamente necessario a garantirla.

Quando il reddito così ricalcolato si discosta da quello dichiarato per almeno due annualità, l’ufficio può procedere all’accertamento con metodo sintetico, determinando il reddito induttivamente e, quindi, utilizzando i parametri previsti dalla legge, a condizione che il reddito rideterminato sia superiore di almeno un quarto a quello dichiarato.
 

Certamente, in caso di accertamento con metodo sintetico, il contribuente può fornire la prova contraria, dimostrando che la disponibilità di determinati beni e servizi proviene da redditi esenti o da redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta. L’entità di tali redditi che hanno permesso l’acquisto del bene di lusso così come la loro durata devono però risultare da idonea documentazione.

 

Al contribuente non basta dunque allegare la circostanza del bisogno di un finanziamento per l’accesso ad un bene o servizio di lusso. A prescindere dal metodo di pagamento, al Fisco interessa sapere come può giustificarsi la disponibilità di quel bene a fronte della situazione reddituale e della capacità di spesa dichiarata dal contribuente.


[1] Cass. ord. n. 14405 del 14.7.16.

[2] Art. 38 DPR 600/1973.

 


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