La responsabilità nell’impianto sportivo
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29 Ago 2016
 
L'autore
Marco Borriello
 


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La responsabilità nell’impianto sportivo

Impianto sportivo e danni all’utente. La responsabilità del titolare per l’omessa dovuta manutenzione. Il risarcimento del danno.

 

La partita di calcetto con gli amici, piuttosto che la sfida a tennis, sono sicuramente importanti per il fisico e per la mente: si fa movimento e ci si diverte. Tuttavia, anche un momento piacevole come quello poc’anzi indicato, può caratterizzarsi per un evento negativo.

 

Frequentemente,  infatti, si verifica l’infortunio o più semplicemente l’incidente, e non sempre la causa è accidentale. Non di rado, essa è imputabile alla cattiva manutenzione dell’impianto sportivo. Ed allora quali sono i diritti del malcapitato di turno e come si deve comportare?

 

 

Mi sono fatto male durante una partita di calcetto: ho diritto al risarcimento?

Dipende, e vediamo perché.

 

È importante sapere che il titolare di un impianto sportivo è un vero e proprio garante di coloro che lo utilizzano. Egli, infatti ha la piena disponibilità dell’impianto e delle sue strutture, e pertanto non può che esserne responsabile della dovuta quanto necessaria manutenzione e della custodia delle stesse.

 

Se quindi, gli utilizzatori dell’impianto, tra i quali anche gli amici che s’incontrano per disputare una partita di calcetto, dovessero farsi male a causa della violazione dei doveri di manutenzione e custodia sopra citati, essi potranno agire in risarcimento nei confronti del titolare.

 

Anche la Suprema Corte di Cassazione [1] conferma la predetta conclusione, precisando che i doveri del responsabile della struttura derivano dalla legge [2], e pertanto devono essere necessariamente rispettati.

 

In buona sostanza, se un utente dell’impianto sportivo si fa male, ad esempio, per colpa della cattiva manutenzione della rete di recinzione del campetto piuttosto che del pessimo manto erboso sintetico, egli ha diritto al risarcimento del danno.

 

 

Mi sono fatto male durante una partita di calcetto per colpa della recinzione malmessa: come devo procedere per il risarcimento?

La prima cosa da fare è quella di farsi certificare, da una struttura pubblica, il danno subito. Se si tratta di un evento lesivo abbastanza grave (una frattura piuttosto che un ferita profonda), ciò avverrà in automatico presso la sede di ricovero.

 

A guarigione avvenuta, attivatevi immediatamente nei riguardi del titolare della struttura: in particolare,  se si tratta di un danno quantificabile nei limiti dei 50.000 euro, sarà necessario tentare la cosiddetta negoziazione assistita. Il vostro legale, invierà, quindi, una richiesta formale di risarcimento, con l’avvertimento che in mancanza di ogni riscontro sarà avviata l’inevitabile azione legale.

 

La predetta lettera, oltre che indispensabile per l’eventuale e successivo contenzioso, consentirà al titolare dell’impianto di informare la propria assicurazione. Ciò sarà ovviamente utile per tentare di ottenere bonariamente l’indennizzo dovuto.

 

Se la “negoziazione assistita” dovesse fallire, così come i successivi approcci con la compagnia assicuratrice di turno, la causa diverrà inevitabile.

 

A tal proposito, ricordatevi che la responsabilità del proprietario della struttura sportiva è, per legge, presunta. In altri termini, nel procedimento giudiziario:

 

– il danneggiato dovrà provare l’accadimento dell’evento/danno;

– il titolare dell’impianto, sarà, invece, tenuto a dimostrare che l’evento lesivo è avvenuto per caso fortuito oppure per un altro fatto idoneo a provocarlo. Se non dovesse riuscire in questo intento, la condanna al risarcimento sarà una conseguenza naturale.

 

Secondo la Cassazione, infatti, non è importante il carattere colposo della condotta del custode né la pericolosità della cosa, quanto il semplice legame causale tra quest’ultima e l’evento lesivo verificatosi [3].


[1] Cass. Pen. sent. n. 47752/2015

[2] Art. 40, comma 2 cod. Pen – Art. 2051 cod. Civ.

[3] Cass. Civ. sent. n. 7699/2015.

 


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