Cos’è un decreto ingiuntivo?
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11 Ago 2016
 
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Edizioni Simone
 


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Cos’è un decreto ingiuntivo?

Recupero crediti con il decreto ingiuntivo: i lunghi tempi dei procedimenti di cognizione fanno correre al creditore il rischio di non recuperare il proprio credito: la legge tutela la parte attrice/creditrice con l’introduzione di procedimenti cosiddetti “a cognizione sommaria”.

 

Non sempre le caratteristiche dei procedimenti e, soprattutto, le garanzie offerte dall’ordinamento al convenuto, sono compatibili con le esigenze di tutela dei diritti del creditore. L’esigenza di consentire al creditore di ottenere un titolo esecutivo in tempi rapidi e, tramite l’esecuzione forzata, la veloce soddisfazione forzosa del credito è ottenuta, per i crediti di somme liquide di denaro, attraverso il procedimento di ingiunzione (artt. 633 e ss. c.p.c. e 638 e ss. c.p.c.) volto all’emissione di un decreto ingiuntivo.

 

Tale procedimento è caratterizzato, come è stato osservato in dottrina, da una cognizione sommaria perché superficiale, ottenuta con una fase iniziale necessaria senza contraddittorio, a seguito del deposito del ricorso da parte del creditore e che si chiude con l’eventuale pronuncia del decreto ingiuntivo (art. 641 c.p.c.). Il decreto dovrà poi essere notificato, ai sensi dell’art. 643 c.p.c., a cura del ricorrente, al debitore-ingiunto.

 

Vi è poi una fase eventuale, ad iniziativa dell’ingiunto, che determina lo svolgimento del giudizio secondo le norme del procedimento ordinario (art. 645 c.p.c.). In altre parole il debitore può, contestando il decreto ingiuntivo, con un atto di citazione in opposizione, fare sorgere un giudizio nel quale fare valere le proprie ragioni.

 

 

Decreto ingiuntivo: come si svolge il procedimento per ingiunzione?

Su domanda di chi è creditore di una somma liquida di denaro o di una determinata quantità di cose fungibili, o di chi ha diritto alla consegna di una cosa mobile determinata, il giudice competente pronuncia ingiunzione di pagamento o di consegna.

 

L’ingiunzione di pagamento o di consegna viene pronunciata prevalentemente nei seguenti casi, individuati dall’art. 633 c.p.c.:

 

— se del diritto fatto valere si dà prova scritta;

 

— se il credito riguarda onorari per prestazioni giudiziali o stragiudiziali o rimborso di spese fatte da avvocati, procuratori, cancellieri, ufficiali giudiziari o da chiunque altro ha prestato la sua opera in occasione di un processo;

 

— se il credito riguarda onorari, diritti o rimborsi spettanti ai notai a norma della loro legge professionale, oppure ad altri esercenti una libera professione o arte, per la quale esiste una tariffa legalmente approvata.

 

Sono prove scritte idonee le polizze e promesse unilaterali per scrittura privata e i telegrammi, anche se mancanti dei requisiti prescritti dal codice civile.

 

Per i crediti relativi a somministrazioni di merci e di danaro nonché per prestazioni di servizi fatte da imprenditori che esercitano un’attività commerciale anche a persone che non esercitano tale attività, sono prove scritte idonee le fatture o gli estratti autentici delle scritture contabili, purché bollate e vidimate nelle forme di legge e regolarmente tenute, nonché gli estratti autentici delle scritture contabili prescritte dalle leggi tributarie, quando siano tenute con l’osservanza delle norme stabilite per tali scritture (art. 634 c.p.c.).

 

Per l’emissione dell’ingiunzione è competente il Tribunale in composizione monocratica o il Giudice di Pace, che sarebbe competente per la domanda proposta in via ordinaria.

 

Il procedimento ingiuntivo è caratterizzato, come detto, da una cognizione sommaria.

Se esistono le condizioni previste, il giudice, con decreto, ingiunge all’altra parte di pagare la somma o di consegnare la cosa nel termine di quaranta giorni, con l’espresso avvertimento che nello stesso termine può essere fatta opposizione e che, in mancanza di opposizione, si procederà a esecuzione forzata.

 

Nel decreto il giudice liquida le spese e le competenze e anche di esse ingiunge il pagamento, ex art. 641 c.p.c. In alcuni casi, ad esempio se il credito è fondato su cambiale, assegno bancario, assegno circolare, su atto ricevuto da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato ecc., il giudice, su istanza del ricorrente, ingiunge al debitore di pagare immediatamente, autorizzando in mancanza l’esecuzione provvisoria del decreto e fissando il termine ai soli effetti dell’eventuale opposizione. L’esecuzione provvisoria può essere concessa anche se vi è pericolo di grave pregiudizio nel ritardo ovvero se il ricorrente, quindi il creditore, produce documentazione sottoscritta dal debitore comprovante il diritto fatto valere (art. 642 c.p.c.).

 

La copia autentica del ricorso e del decreto sarà quindi notificata al debitore a cura del ricorrente (art. 643 c.p.c.).

 

Come sopra accennato, vi è poi una fase del tutto eventuale, ad iniziativa dell’ingiunto, il quale, con la notifica di un atto di citazione, instaura un giudizio ordinario, del quale si è già detto sopra, detto giudizio di opposizione, disciplinato dall’art. 645 c.p.c.

 

Si rammenti che nel giudizio di opposizione a un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo, il giudice, su istanza dell’opponente, se ricorrono gravi motivi, può, con ordinanza non impugnabile, sospendere l’esecuzione provvisoria del decreto.

 

D’altra parte, qualora l’opposizione riguardi un decreto ingiuntivo non immediatamente esecutivo, il giudice, se l’opposizione non è fondata su prova scritta o di pronta soluzione, deve concedere, con ordinanza non impugnabile, l’esecuzione provvisoria del decreto. Il giudice deve concedere l’esecuzione provvisoria parziale del decreto ingiuntivo opposto limitatamente alle somme non contestate, salvo che l’opposizione sia proposta per i vizi procedurali.

 

Se non è stata fatta opposizione nel termine stabilito oppure l’opponente, dopo aver notificato la citazione, non si è costituito, il giudice che ha pronunciato il decreto lo dichiara esecutivo.

 

Il-Recupero-dei-Crediti


In pratica

Il creditore, in caso di inadempimento del debitore, può ricorrere al procedimento per ingiunzione, caratterizzato da cognizione sommaria, per ottenere un decreto ingiuntivo.

Resta comunque all’ingiunto la possibilità di opporsi al decreto, instaurando così un procedimento ordinario.

 

La parte creditrice può rivolgersi al Giudice adito affinché pronunci decreto ingiuntivo per le ipotesi previste dalla legge.

Qualora il Giudice accolga il ricorso, emette decreto motivato, con l’ingiunzione al debitore ad adempiere nel termine di quaranta giorni (salva la ipotesi di decreto immediatamente esecutivo), con l’espresso avvertimento che nello stesso termine può fare opposizione e che, in mancanza di opposizione, si procederà a esecuzione forzata.

Il ricorrente provvederà quindi a notificare all’ingiunto copia autentica del ricorso e del decreto.

Parte debitrice, qualora, si opponga al decreto, instaurerà il giudizio di opposizione, che segue le norme del processo ordinario.

Infine, se non viene fatta opposizione, decorso il termine di 40 giorni, il Giudice, su istanza di parte, dichiara il decreto esecutivo.

 


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