I titoli esecutivi e il pignoramento
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11 Ago 2016
 
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I titoli esecutivi e il pignoramento

L’esecuzione forzata: le caratteristiche del titolo esecutivo e il recupero crediti.

 

Il nostro codice di procedura civile, all’art. 474, prevede che l’esecuzione forzata possa avvenire sulla base di un titolo esecutivo.

Il titolo esecutivo è un atto documentale che legittima colui che viene indicato nel medesimo come creditore ad intraprendere immediatamente, sulla base di esso, l’esecuzione forzata.

 

Il diritto è:

 

certo, quando non è controverso nella sua esistenza e dal suo contenuto si

possono chiaramente individuare il creditore ed il debitore;

 

liquido, quando è quantificato nel suo ammontare in un importo di denaro. Se poi tale importo non consiste in una determinata somma definitiva è comunque necessario che sia facilmente desumibile attraverso un calcolo matematico sulla base di elementi certi e positivi, presenti nel titolo stesso e non ricavabili altrove;

 

esigibile, quando non sussistono ostacoli per la sua realizzazione. In altre parole l’eventuale condizione deve già essersi verificata e l’eventuale termine deve essere scaduto.

 

Il titolo esecutivo è un presupposto indispensabile non solo all’inizio del processo di esecuzione, ma anche per tutto lo svolgimento dello stesso.

Conseguentemente la sopravvenuta esistenza del titolo non può sanare una procedura esecutiva iniziata senza di esso e, analogamente, il sopravvenuto venire meno del titolo esecutivo, rilevabile in ogni stato e grado del giudizio, comporta l’illegittimità dell’intera esecuzione.

 

Secondo la giurisprudenza, la realizzazione coattiva dell’obbligo risultante dal titolo esecutivo può aversi se l’obbligo sussiste non solo quando l’azione è iniziata, ma anche nel momento in cui si tratta di adottare nel processo esecutivo i provvedimenti idonei ad attuarla. Se il provvedimento giudiziale che costituisce il titolo esecutivo è annullato, l’esecuzione deve arrestarsi e non può più proseguire (Cass., 9 gennaio 2002, n. 210 – Cass., 28 marzo 2000 n. 3728).

 

La qualità di titolo esecutivo spetta ad atti tassativamente stabiliti dalla legge e che pertanto costituiscono un numero chiuso. In particolare essi possono essere racchiusi in quattro tipologie di atti.

 

Quelli che appartengono alla prima categoria sono di formazione giudiziale, mentre quelli appartenenti alle altre categorie sono di formazione stragiudiziale.

 

Sono titoli esecutivi:

 

— le sentenze ed i provvedimenti ai quali la legge attribuisce espressamente efficacia esecutiva;

 

— le cambiali nonché gli altri titoli di credito e gli atti ai quali la legge attribuisce espressamente la stessa efficacia;

 

— gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato dalla legge a riceverli, relativamente alle obbligazioni di somme di denaro in essi contenute;

 

— le scritture private autenticate, relativamente alle obbligazioni di somme di denaro in esse contenute.

 

 

Cosa sono i titoli esecutivi giudiziali?

Sono titoli esecutivi le sentenze che definiscono il processo di cognizione, di cui abbiamo parlato sopra, con la precisazione che l’esecuzione forzata può fondarsi solo sulle sentenze di condanna e non su quelle di mero accertamento o costitutive.

 

La sentenza, inoltre, deve essere passata in giudicato o deve essere dichiarata esecutiva dalla legge o dal giudice. A tal proposito si ricorda che sono provvisoriamente esecutive tutte le sentenze di primo grado, salva la sospensione dell’esecuzione, che può, ai sensi dell’art. 283 c.p.c., essere eventualmente disposta dal giudice d’appello.

 

I provvedimenti giudiziali diversi dalle sentenze ai quali la legge attribuisce l’efficacia di titolo esecutivo sono ordinanze o decreti che, per particolari disposizioni di legge, decidono, in via definitiva, od anche solo in via provvisoria, questioni che già investono il diritto sostanziale. In via esemplificativa essi sono i decreti ingiuntivi divenuti definitivi per mancata opposizione o per rigetto dell’opposizione oppure dichiarati provvisoriamente esecutivi, i verbali di conciliazione giudiziale e le ordinanze anticipatorie del giudizio di cognizione di cui si è parlato sopra, l’ordinanza di convalida di licenza o di sfratto, taluni provvedimenti emessi nel corso del procedimento per separazione dei coniugi, i lodi arbitrali dichiarati esecutivi con decreto del Tribunale ecc.

 

Gli altri atti cui la legge attribuisce efficacia di titolo esecutivo sono quelli di formazione amministrativa, come i ruoli per la riscossione delle imposte.

 

Cosa sono i titoli esecutivi stragiudiziali?

La categoria dei titoli esecutivi stragiudiziali è composta da atti di natura negoziale, ai quali la legge attribuisce efficacia esecutiva.

Tra i titoli esecutivi stragiudiziali vengono annoverati le cambiali e gli altri titoli di credito ai quali la legge attribuisce espressamente efficacia esecutiva, e per la loro disciplina si richiama quanto si è già detto nei capitoli precedenti.

 

Sono poi titoli esecutivi gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato dalla legge a riceverli, relativamente alle obbligazioni di somme di danaro in essi contenute.

Recentemente è stata introdotta un’ulteriore categoria di titoli esecutivi di natura stragiudiziale, rappresentata dalle scritture private autenticate, relativamente alle obbligazioni di somme di denaro in esse contenute.

 

Le scritture private autenticate hanno quindi efficacia di titolo esecutivo laddove contengano una dichiarazione con cui il soggetto che le sottoscrive si assuma un debito certo, liquido ed esigibile nonché suscettibile di esecuzione forzata.

 

Il-Recupero-dei-Crediti


In pratica

Il titolo esecutivo è atto che legittima il creditore ad intraprendere la procedura esecutiva.

Affinché ciò sia possibile, si richiede che il diritto vantato sia:

 

— certo, ossia la sua esistenza non deve essere controversa;

— liquido, ossia il suo importo deve essere quantificato in una somma di denaro;

— esigibile, ossia non devono essere presenti ostacoli alla realizzazione dello stesso;

 

Sono titoli esecutivi, ai sensi dell’art. 474 c.p.c., solo quelli individuati dalla legge, e cioè sentenze, provvedimenti ai quali la legge attribuisce efficacia esecutiva, cambiali, altri titoli di credito ed atti cui la legge attribuisce espressamente efficacia esecutiva, atti ricevuti da notaio o altro pubblico ufficiale autorizzato dalla legge a riceverli e scritture private autenticate, in relazione alle obbligazioni di somme di denaro in essi contenute.

 

Sono titoli esecutivi giudiziali le sentenze e gli altri provvedimenti giudiziali cui la legge attribuisce l’efficacia di titolo esecutivo.

 

Sono titoli esecutivi stragiudiziali le cambiali, gli altri titoli di credito cui venga riconosciuta efficacia esecutiva dalla legge, gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato dalla legge a riceverli e le scritture private autenticate, che abbiano le caratteristiche ed il contenuto previsto dalla legge.

 


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