Contratto di mantenimento: cos’è e come funziona
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12 Ago 2016
 
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Ditelo Voi
 


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Contratto di mantenimento: cos’è e come funziona

La legge consente di trasferire a parenti o a estranei un bene in cambio di servizi di assistenza che chi acquista deve effettuare a favore di chi trasferisce.

 

Tramite il contratto di mantenimento due soggetti si obbligano:

 
– da un lato, a trasferire un bene mobile (come una macchina, i mobili che arredano una casa, dei gioielli) o immobile (come un appartamento, un terreno, un garage);
– dall’altro lato, a effettuare servizi di assistenza gratuita fino alla morte dell’altra parte.

 

I servizi di assistenza possono essere di vario tipo e vanno concordati tra le parti. Solitamente chi sceglie di concludere un contratto di mantenimento vuole assicurarsi il vitto, l’alloggio, l’acquisto dei medicinali, la cura di un animale domestico, l’organizzazione di assistenza medica o infermieristica a domicilio, la semplice compagnia.

 

Questo contratto evidentemente è particolarmente utile a chi voglia organizzare la propria vecchiaia.

 

Infatti consente ad un anziano, eventualmente non più autosufficiente, di ricevere da una persona di fiducia tutta l’assistenza che desidera fino alla morte. L’assistenza in sé è gratuita, ma viene ricompensata trasferendo in cambio un determinato bene.

 

Nel contratto si possono inserire varie clausole, soprattutto a tutela di chi trasferisce il bene:

 
– si può prevedere l’usufrutto a favore del vecchio proprietario, che così continuerà ad abitare nella propria casa di sempre e riceverà lì l’assistenza di cui ha bisogno;
– si può prevedere una condizione risolutiva, che altro non è che una clausola in base alla quale, se colui che riceve il bene non effettua tutti i servizi concordati in modo adeguato, il contratto si scioglie e il bene torna indietro al vecchio proprietario;
– si può nominare un eventuale futuro amministratore di sostegno, scegliendo proprio la persona a cui si sta trasferendo il bene.

 

In quest’ultimo caso, se la persona anziana si dovesse trovare in futuro nella impossibilità di provvedere ai propri interessi, il Giudice sarà tenuto a rispettare la volontà dell’interessato. Quindi, come amministratore di sostegno, verrà nominato preferibilmente proprio quel soggetto che è stato indicato nel contratto di mantenimento.

 

Questo contratto non va considerato una donazione, perché chi trasferisce il bene lo fa per avere qualcosa in cambio. Quindi non potrà essere contestato dai parenti contrari all’operazione, neanche dopo la morte e cioè al momento in cui si aprirà la successione.

 

A questo scopo però è importante che il contratto di mantenimento sia caratterizzato da proporzionalità e omogeneità tra le prestazioni. In poche parole, più vale il bene trasferito, più deve essere serio e concreto l’impegno assunto dal soggetto che deve prestare assistenza.

 

Se il contratto di mantenimento ha ad oggetto il trasferimento di un bene immobile sarà necessario recarsi dal notaio.

 

Invece, se verranno trasferiti beni diversi dagli immobili, il contratto potrà essere firmato senza l’intervento del notaio ed eventualmente con l’assistenza di un avvocato.

 

Avv. FRANCESCA ROMANA RIILI – francescaromanariili@yahoo.it

 

 


 


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