Bonus prima casa: quale classificazione al catasto?
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12 Ago 2016
 
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Bonus prima casa: quale classificazione al catasto?

Agevolazioni fiscali per l’acquisto prima casa solo per le abitazioni non classificate A1, A8 e A9.

 

Bonus prima casa solo se l’immobile non è di lusso, ossia deve essere classificato al Catasto con categorie A2, A3, A4, A5, A6, A7 e A11. Non deve essere quindi A1, A8 e A9. La vecchia definizione di “immobile di lusso” infatti coincide ormai con le categorie catastali sicché si deve fare riferimento solo ad esse per sapere se la casa può usufruire dell’agevolazione fiscale. È quanto chiarito dalla Commissione Tributaria Regionale di Firenze [1].

 

 

Quando spetta il bonus prima casa?

Per ottenere l’agevolazione fiscale detta “bonus prima casa” è necessario rispettare alcune condizioni:

– la casa da agevolare non deve essere “di lusso” ossia accatastata secondo le categorie A1, A8, A9. Essa deve risultare quindi accatastata come A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/11;

– il contribuente non deve essere proprietario di altri immobili all’interno del medesimo Comune ove è situato l’immobile “beneficiato”;

– il contribuente non deve essere proprietario, in tutta Italia, di altri immobili acquistati con il bonus prima casa. Se, invece, ne ha la proprietà, è tenuto a venderlo. La vendita può essere compiuta entro un anno dall’acquisto della nuova casa;

– il contribuente deve trasferire la propria residenza nel Comune ove si trova l’immobile beneficiato. Lo può fare anche in un momento successivo, ma non oltre 18 mesi.

 

 

In cosa consiste il bonus prima casa?

Per chi acquista la “prima casa” (con le condizioni appena viste) spetta un notevole sconto fiscale. In particolare:

  • in caso di acquisto dal costruttore, l’Iva non è del 10 ma del 4%;
  • in caso di acquisto da privato, l’imposta di registro non è del 9% ma del 2% (o all’1,5% se si tratta di un acquisto mediante leasing).

 

 

Cosa si intende per “abitazione di lusso”?

Dal 2014 è cambiata la definizione di “abitazione di lusso”. Un tempo si faceva riferimento alla sua dimensione e si diceva che è di lusso l’immobile di superficie superiore a 240 metri quadrati; oltre tale dimensione, quindi, non veniva più riconosciuta l’agevolazione fiscale. Oggi invece si fa riferimento alla categoria catastale: sono quindi esclusi dal bonus prima casa solo gli immobili di categoria A/1, A/8 e A/9. Le abitazioni classificate nelle categorie diverse (ossi A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/11) le agevolazioni spettano sempre, anche se di dimensioni superiori a 240 metri quadri.

 

I nuovi criteri per individuare gli immobili di lusso, e quindi determinare i beneficiari del bonus prima casa, benché in vigore dal 2014, sono applicabili anche per il passato. Quindi, il concetto di “immobile di lusso” vale per tutti gli appartamenti, a prescindere dalla data di edificazione.

 

Tale circostanza è stata del resto chiarita anche dall’Agenzia delle Entrate [2] secondo cui “ai fini dell’individuazione delle abitazioni la cui costruzione può fruire dell’aliquota agevolata prevista per la “prima casa”, nonché ai fini dell’individuazione dei fabbricati Tupini, rileva, in luogo delle caratteristiche dell’abitazione soltanto la classificazione catastale dell’immobile”. Ed ancora [3], “a decorrere dal 1° gennaio 2014, l’applicabilità delle agevolazioni “prima casa” risulta vincolata, ai fini dell’imposta di registro, alla categoria catastale in cui è classificato o classificabile l’immobile e non più alle caratteristiche individuate dal decreto del ministro dei lavori pubblici del 2 agosto 1969”.


In pratica

Chi acquista la prima casa e vuol usufruire delle agevolazioni fiscali, per stabilire se l’immobile è di lusso o meno non deve più considerare la dimensione dell’appartamento, ma la categoria catastale in base alla quale è classificato. A tal fine è sufficiente procurarsi il certificato catastale o una visura dell’immobile all’Agenzia del Territorio.

[1] CTR Firenze, sent. n. 774/9/2016 del 28.04.2016.

[2] Ag. Entrate circolare n. 31/E del 30.12.2014.

[3] Ag. Entrate circolare n. 2/E del 21.02.2014.

 


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