Se l’ascensore si blocca chi risarcisce il danno?
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12 Ago 2016
 
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Se l’ascensore si blocca chi risarcisce il danno?

Spetta al condominio e non alla ditta di manutenzione risarcire i danni eventualmente provocati a chi resta bloccato nell’ascensore.

 

Chi ti risarcisce i danni se l’ascensore si blocca e ti tiene imprigionato per mezza giornata? Magari perdi un appuntamento importante, un concorso, un colloquio di lavoro, la partenza con l’aereo o il treno. In questi casi, secondo una recente sentenza del tribunale di Larino [1], l’unico responsabile a cui chiedere i soldi è il condominio, che non potrà scaricare la responsabilità sull’azienda di manutenzione. Non almeno nei tuoi riguardi (fatta quindi salva la possibilità di rivalersi, in un momento successivo, dopo aver pagato i danni all’utente). Ma procediamo con ordine.

 

Secondo la pronuncia in commento, in caso di danni derivanti dal malfunzionamento dell’ascensore, il responsabile è il condominio, in qualità di custode [2] salvo che non provi il caso fortuito, ossia un episodio imprevedibile e inevitabile come potrebbe essere la condotta imprudente del terzo (si pensi al caso di 7 persone che entrano in ascensore, superando i limiti di peso prescritti per l’impianto). Il condominio, prosegue il Tribunale, non è nemmeno liberato dall’aver affidato, ad una ditta esterna, l’incarico della manutenzione, dato che l’impianto resta nella sua sfera di disponibilità e controllo.

 

 

La vicenda

Tre persone salgono per la prima volta su un ascensore all’interno di un condominio. Una volta partito, l’ascensore sale velocemente, poi si blocca e scende improvvisamente, bloccandosi tra il primo ed il secondo piano, dove rimane per circa due ore, fino a che i vigili del fuoco non soccorrono i malcapitati.

 

 

Ascensore bloccato: il condominio è custode e responsabile

La sentenza ricorda che il condominio, al pari di qualsiasi altra persona o società, è responsabile delle cose comuni poste sotto la sua custodia e, quindi, è tenuto a risarcire i relativi danni procurati a terzi. Il codice civile [2] dispone infatti che ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito.

 

In via diretta, nei confronti dei danneggiati, è responsabile solo il condominio, salva la possibilità per quest’ultimo di rivalersi poi sulla ditta di manutenzione se la causa del danno è dipesa da una cattiva gestione e conservazione dell’impianto.

 

Ma attenzione: per ottenere il risarcimento nel caso in cui l’ascensore rimane bloccato, il privato deve dimostrare il danno economico (ad esempio, la perdita di chance derivante da un affare sfumato, un biglietto per un viaggio sfumato, ecc.).

Per il danno morale, invece, il risarcimento è molto più difficile poiché bisogna dimostrare la lesione di un diritto costituzionale (il diritto alla salute, ad esempio, come nel caso di persona claustrofobica; il diritto al lavoro, come nel caso di una persona che abbia perso un’importantissima occasione lavorativa; ecc.).

 

 

Ascensore bloccato: inversione dell’onere della prova

Il giudice aderisce all’orientamento in dottrina e giurisprudenza [3] secondo cui il condominio ha una responsabilità oggettiva che porta ad un’inversione dell’onere della prova: mentre il danneggiato deve solo provare che il danno è diretta conseguenza del blocco dell’ascensore, il condominio che voglia evitare di risarcire i danni deve provare il caso fortuito (che può essere anche rappresentato dal comportamento dello stesso danneggiato), il solo elemento che può liberarlo.

 

Sono numerosi, in giurisprudenza, i casi in cui il condominio è stato ritenuto responsabile per i danni derivati da cose in custodia e, in particolare, da difetto di funzionamento dell’ascensore.

Secondo la sentenza in commento si tratta danno causato da una cosa pericolosa, posta nella disponibilità materiale del condominio.

 

Nemmeno la presenza di una ditta incaricata della manutenzione libera il condominio, in quanto il bene «resta nella sfera di disponibilità e controllo» del condominio e questo conserva comunque «il potere-dovere di controllarne il funzionamento e di intervenire allo scopo di eliminare situazione di pericolo che possano insorgere» [4].


La sentenza

Tribunale di Larino, sentenza 7 maggio 2016
Giudice Di Nino

Svolgimento del processo

Con atto di citazione R.N., P.M. e P.D. hanno convenuto in giudizio il Condominio P.D.U. in Campomarino, chiedendo il risarcimento del danno derivatogli in data 14/10/2005, alle ore 22,30 circa, a causa del malfunzionamento dell’ascensore del condominio convenuto. Secondo le ricostruzioni dei fatti svolte dagli attori, detto ascensore prima saliva velocemente verso il secondo piano, poi si bloccava e scendeva repentinamente verso terra, arrestandosi bruscamente tra il primo e il secondo piano e rimanendo
bloccato per circa due ore, fino all’intervento dei Vigili del Fuoco. A seguito di detti fatti R.N., P.M. e P.D. sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale di Termoli, San Timoteo, dove è stato loro diagnosticato un trauma distorsivo del rachide cervicale e a P.D., altresì, il trauma distrattivo della regione lombare.
Hanno rappresentato gli attori che il sinistro si è verificato per responsabilità esclusiva del titolare-custode del Condominio convenuto in quanto l’insidia della res non era visibile e segnalata, ed hanno chiesto, quindi, nelle conclusioni, il risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali derivati agli attori, oltre rivalutazione monetaria ed

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[1] Trib. Larino, sent. del 7.05.2016.

[2] Ex art. 2051 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 10860/2012.

[4] Cass. sent. n. 4385/1979; Cass. sent. n. 25251/2008.

 


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