Avviso bonario: è necessaria la notifica al contribuente?
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12 Ago 2016
 
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Ditelo Voi
 


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Avviso bonario: è necessaria la notifica al contribuente?

La notifica degli esiti di irregolarità, a seguito dei controlli automatici sulle dichiarazioni, non sempre è atto dovuto nei confronti del contribuente.

 

L’avviso bonario, tecnicamente definito comunicazione di irregolarità, è un atto emesso dall’Agenzia delle Entrate per portare il contribuente a conoscenza degli errori riscontrati nella dichiarazione dei redditi in sede di controllo automatizzato [1]. Ogni anno, infatti, l’Amministrazione Finanziaria procede alla liquidazione di tutte le dichiarazioni presentate dai contribuenti per verificare la regolarità dei dati riportati nelle stesse e la tempestività dei versamenti. Se dal controllo automatico emergono degli errori, il sistema genera una comunicazione di irregolarità per cui il contribuente deve essere informato.

 

Ma è sempre obbligatoria la comunicazione preventiva al contribuente? No, secondo un ormai consolidato orientamento giurisprudenziale per il quale la comunicazione preventiva non è necessaria quando non vi sono dubbi sulla violazione commessa dal contribuente [2]. Questa ipotesi ricorre in tutti i casi di omessi o carenti versamenti rispetto alla dichiarazione da cui emergono le imposte dovute. In tal caso, infatti, si verifica una divergenza tra dichiarato e versato. La dichiarazione formalmente è corretta e non presenta errori nella determinazione dell’imposta, ma sono stati omessi i versamenti o, se effettuati, risultano insufficienti.

 

In termini pratici, per ciò che interessa il contribuente, l’omesso o carente versamento è una violazione che non lascia spazio a dubbi o incertezze e il contraddittorio preventivo non avrebbe alcun effetto sulla comunicazione dell’esito. Ne potrebbe obiettarsi che la comunicazione dovrebbe essere effettuata per garantire al contribuente il pagamento delle sanzioni ridotte, non essendo questo il caso per cui la riduzione è prevista. Inoltre, la riduzione delle sanzioni è riconosciuta solo se il contribuente provvede al pagamento di quanto richiesto entro 30 giorni dalla comunicazione, con la conseguenza che tale benefico non sussiste se a monte non è previsto il diritto a ricevere la comunicazione. Tale diritto, infatti, manca nei casi in cui non vi siano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione, come appunto per gli omessi o carenti versamenti.
Diversamente dall’ipotesi di omessi o carenti versamenti, invece, è necessario procedere alla comunicazione degli errori quando vi siano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione [3]. In questo caso, infatti, non siamo di fronte ad una dichiarazione formalmente corretta, ma ad una dichiarazione che presenta errori o omissioni. Più precisamente, la comunicazione preventiva è necessaria quando dalla liquidazione della dichiarazione emerga un risultato diverso rispetto a quello dichiarato. Pertanto, è quanto mai importante il contraddittorio con il contribuente e l’invito a fornire chiarimenti e documenti utili. La sua partecipazione deve essere garantita per assicurare il diritto di difesa e per consentire all’Amministrazione di valutare elementi ulteriori, non conoscibili durante il controllo e che potrebbero contribuire a modificare l’esito.
Ricordiamo che la comunicazione, in quanto avviso bonario, non è immediatamente impugnabile. L’avviso contiene un semplice invito a fornire chiarimenti e regolarizzare la propria posizione pagando le somme richieste, comprensive di interessi e sanzioni, entro 30 giorni dalla notifica, elevati a 90 in caso di avviso telematico trasmesso al commercialista o CAF che ha curato l’invio della dichiarazione. Quando il contribuente riceve una comunicazione può chiedere informazioni all’Ufficio territorialmente competente utilizzando il canale telematico CIVIS. L’Ufficio, valutate le ragioni del contribuente, può: confermare l’irregolarità; rideterminare la pretesa; annullare l’esito e regolarizzare la dichiarazione. Se il contribuente provvede nei termini prescritti al pagamento delle somme richieste, anche in forma rateale, può beneficiare della riduzione delle sanzioni a 1/3 del minimo, il 10% in luogo dell’ordinario 30%. In caso di mancato pagamento nei termini previsti, gli importi richiesti vengono iscritti a ruolo con successiva notifica della cartella di pagamento e sanzioni applicate in misura piena.

 

Dottoressa FEDERICA GABRIELI – federica.gabrieli@hotmail.it


[1] Art. 36 bis D.P.R. 600/1973 “Accertamento delle imposte sui redditi” del 29 settembre 1973 e art. 54 bis D.P.R. IVA 633/1972 del 26 ottobre 1972.

[2] Cass. sent. n. 12023/2015 del 10/06/2015. Lo stesso orientamento è espresso anche in altre pronunce, in particolare Cass. sent . n. 7329/2012 del giorno 11/05/2012 e Cass. sent. n. 1306/2015 del 26/01/2015.

[3] Art. 6, c. 5, L. 212/2000 del 27 luglio 2000 “Statuto dei diritti del Contribuente”. La norma, al comma 5, stabilisce che prima di procedere all’iscrizione a ruolo delle somme derivanti dalla liquidazione dei tributi, è necessario invitare il contribuente a fornire i chiarimenti necessari se dal controllo emergono incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione.

 


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