Abbonamento telefonico: niente penale per l’utente spinto a recedere
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13 Ago 2016
 
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Ditelo Voi
 


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Abbonamento telefonico: niente penale per l’utente spinto a recedere

Non è tenuto a pagare nessuna penale l’utente che sia spinto a recedere in anticipo da un contratto di abbonamento telefonico, dal comportamento negligente dell’operatore.

 

I contratti di abbonamento telefonico, sia per la linea fissa che per il cellulare, possono avere una durata temporale predeterminata. In tal caso essi generalmente prevedono che l’utente paghi una somma di denaro, a titolo di penale, nel caso egli receda prima della naturale scadenza del contratto stesso.

 

 

La valutazione della condotta assunta dalla compagnia telefonica

Se però la causa che spinge l’utente a recedere dal contratto di abbonamento, prima della naturale scadenza, è proprio il comportamento negligente adottato dalla compagnia telefonica, questa non potrà poi pretendere il pagamento di alcuna penale.

Quanto detto vale anche laddove la penale sia espressamente prevista dal contratto per i casi di recesso anticipato; questo perché l’operatività della clausola penale resta comunque legata al presupposto del corretto comportamento della parte che intende beneficiarne, cioè nel caso di specie, la compagnia telefonica.

 

 

Le ragioni della decisione dell’AGCOM

Questo è quanto affermato recentemente dall’Autorità Garante per le Comunicazioni [1].
Secondo l’AGCOM, infatti, quando è la compagnia telefonica a tenere un comportamento negligente ed inadempiente o peggio ancora contrario all’obbligo di buona fede che arreca danno all’utente, può capitare che quest’ultimo si veda costretto a recedere in anticipo dal contratto, magari per evitare di subire danni maggiori. In casi simili la compagnia telefonica non avrà alcun diritto di esigere dall’utente il pagamento di quanto previsto dal contratto a titolo di penale per recesso anticipato.

 

Alla base di questo principio, l’AGCOM pone il fatto che la legge obbliga la compagnia telefonica, in quanto parte del contratto di abbonamento, ad eseguire la propria prestazione contrattuale con diligenza e correttezza [2]. Perciò, se è proprio la compagnia telefonica a violare i propri doveri contrattuali e la sua violazione si traduce poi in un danno per l’utente, essa non potrà, in un secondo momento, pretendere di attribuire a quest’ultimo la responsabilità di non aver rispettato la scadenza del contratto, esigendo da lui il pagamento della penale per recesso anticipato, perché ciò significherebbe arrecare un doppio pregiudizio all’utente.

 

 

Il valore pratico di questa decisione

Per spiegare il valore pratico di questa decisione, consideriamo il caso di un utente che abbia sottoscritto un contratto di abbonamento telefonico con addebito dei canoni sul proprio conto corrente e che tale contratto, oltre ad avere una durata minima predefinita, preveda che il cliente paghi una penale nel caso di recesso prima della normale scadenza. Se però il recesso anticipato, da parte del cliente è motivato, per esempio, dal fatto che l’operatore gli abbia addebitato sul conto una serie di somme ingiustificate, oppure per un prolungato malfunzionamento della linea telefonica, in tal caso l’utente potrebbe vedersi costretto a recedere in anticipo, proprio al fine di evitare ulteriori addebiti o pregiudizi. Va da sé che in tali casi non gli si potrà imputare alcuna responsabilità, né chiedergli di pagare una penale, anche se in teoria il contratto lo prevede.

 

Avv. GIUSEPPE DAVIDE GIAGNOTTI – gdgiagnotti@libero.it


[1] AGCOM delibera n. 4/16/CIR del 14.01.2016.

[2] Gli art. 1175 e 1176 cod. civ. e ancor più l’art. 1375 cod. civ. impongono, infatti a tutte le parti che hanno stipulato un qualsiasi contratto, di eseguire con diligenza e buona fede le proprie prestazioni.

 


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