Incidente stradale ed auto danneggiata: a quanto ammonta il risarcimento?
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13 Ago 2016
 
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Ditelo Voi
 


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Incidente stradale ed auto danneggiata: a quanto ammonta il risarcimento?

In caso di incidente stradale le compagnie assicurative risarciscono le riparazioni sempre che il loro ammontare sia inferiore al valore di mercato del veicolo.

 

In caso di tamponamento o altro incidente stradale, l’automobilista che ha ragione confida di poter fare riparare la propria vettura a spese del soggetto che ha causato l’incidente. Purtroppo non è sempre così e se il nostro veicolo ha già qualche anno sulle spalle bisogna essere consapevoli del fatto che non sarà facile ottenere il risarcimento delle spese sostenute per le riparazioni se l’importo di queste supera il valore dell’auto.

 

Nel risarcire il danno, però, le compagnie di assicurazione guardano al valore di mercato dell’auto e usano quell’importo come parametro per il risarcimento. Il valore di un’auto usata viene calcolato sulla base della media dei valori tra stabiliti da Eurotax blu (che viene usato dai commercianti per stabilire il valore del ritiro dell’auto usata) ed Eurotax giallo (che indica il valore

del prezzo di vendita).

 

La prassi di risarcire come massimo il valore di mercato del mezzo e di non coprire le spese per la riparazione del mezzo incidentato è un comportamento lecito e consentito dal nostro Codice Civile [1]. La ragione per cui la legge consente tale comportamento è di evitare che il danneggiato possa sfruttare a suo vantaggio il sinistro. La stessa Cassazione [2] appoggia questa prassi, affermando come un incidente che comporti la sostituzione di parti dell’auto con nuove componenti significhi un allungamento della vita del mezzo rispetto a quella prospettabile prima del sinistro.

 

Il proprietario di un veicolo tenuto in modo impeccabile rischia di ricevere come risarcimento una somma troppo bassa. Difficilmente tale importo gli consentirà di trovare lo stesso modello di veicolo e nelle stesse condizioni del proprio prima dell’incidente. Le compagnie assicuratrici tendono ad applicare questa regola quasi in modo matematico.

 

Vi sono però delle accortezze da mettere in atto per poter mitigare la regola del risarcimento in base al valore di mercato dell’auto. Prima di tutto, così come stabilito anche dalla Cassazione [3], è legittimo risarcire solo il valore di mercato e non il costo per le riparazioni solo nel caso in cui tra i due valori vi sia una considerevole differenza. Di conseguenza se la differenza è minima è giusto chiedere il pagamento delle riparazioni necessarie.

 

Vi sono inoltre altri accorgimenti e voci di spesa da tenere a mente in modo da evitare di ricevere un risarcimento troppo basso:

 

1) nelle voci di spesa deve essere considerato il deprezzamento che viene subito dall’auto a causa dell’incidente se fosse riparata ed anche quello che viene chiamato “fermo tecnico”, ovvero i giorni lavorativi necessari per rimettere in buono stato il veicolo e le spese necessarie per l’eventuale noleggio di una vettura sostitutiva,

 

2) il risarcimento del danno anche se avviene sulla base del valore di mercato dell’auto deve comunque includere tutte le spese accessorie: il rimborso del bollo per il periodo di validità rimanente, il costo per il trasporto del mezzo al demolitore, la demolizione stessa e la radiazione dal Pubblico Registro Automobilistico.

 

Vi è inoltre il caso in cui il mezzo oltre ad essere in uno stato di manutenzione e di tenuta impeccabile, abbia anche subito costose modifiche che ne aumentino il valore.

Tali lavorazioni non includono modifiche non omologate che ne comportino l’aumento di potenza del motore o altro. Modifiche risarcibili sono per esempio le modifiche apportate ad un veicolo per renderlo adatto alla guida da parte di disabili.

 

In ogni caso è buona regola tenere i tagliandi e le fatture delle lavorazioni subite dal mezzo in modo tale da provare il maggior valore. Sarà così possibile richiedere un risarcimento superiore al mero valore di mercato dell’auto.

 

In conclusione, in caso di sinistri in cui vi siano danni importanti e vedano coinvolti veicoli di una certa età non bisogna accettare sommessamente la liquidazione del valore di mercato. Nel caso in cui il proprio mezzo sia particolare (ottimo stato o modifiche costose) rispetto alla media del parco circolante, questo può essere fatto valere in sede di liquidazione del danno. Se si riscontrano difficoltà nell’ottenere una propria tutela legale dalla propria assicurazione ci si può rivolgere ad un avvocato.

 

La Corte di Cassazione [4] ha stabilito che nel caso in cui la compagnia assicuratrice non fornisca un’adeguata assistenza tecnica l’assicurato possa rivolgersi ad un legale esterno. La compagnia assicurativa sarà tenuta a pagare gli onorari del legale anche se la sua attività si sia concretizzata in trattative fuori da un procedimento civile.

 

 

Avv. MATTEO CAVASIN avvcavasin@gmail.com


[1] Art. 2058 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 8062/2001 del 14.06.2001

[3] Cass. sent. n. 24718/2013 del 10.10.2013.

[4] Cass. sent. n. 3266/2016 del 19.02.2016

 


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