Cartelle Equitalia. Notifica e prescrizione
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14 Ago 2016
 
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Ditelo Voi
 


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Cartelle Equitalia. Notifica e prescrizione

Cartella esattoriale arrivata dopo 5 anni dalla multa oppure arrivata prima dei 5 anni ma in assenza di notifica valida: è prescritta e non si deve pagare.

 

Ricevuta a casa una cartella esattoriale (documento redatto dall’agente di riscossione, solitamente Equitalia), la prima verifica da fare riguarda la tempistica con cui la cartella ci è stata notificata: occorre cioè prendere nota del giorno in cui ci è stata recapitata.

 

Quindi, gli aspetti su cui soffermare la nostra attenzione possono così sintetizzarsi:

  • Vi è stata una precedente notifica del debito cui si riferisce la cartella?
  • Se si, tale notifica è avvenuta in maniera valida ed utile ai fini della prescrizione?

 

Poniamo il caso concreto di una cartella notificata a seguito di sanzione amministrativa, ossia di una multa. In sostanza, chi riceve una cartella deve verificare se abbia in precedenza ricevuto notifica del verbale di accertamento (cioè della multa) cui essa si riferisce.

 

Non sempre la cartella risponde in maniera esauriente al quesito in quanto, per espressa previsione legislativa [1], dovrà limitarsi ad indicare gli estremi dell’atto (se c’è) e la data di notifica: tuttavia ciò non chiarisce se la notifica sia valida, né dà certezza sulla tempistica della stessa, utile ai fini della prescrizione.

 

Nella maggior parte dei casi, si rendono necessarie ulteriori verifiche presso l’Esattore (Equitalia) o presso l’Ente Creditore (Comune, Inps, Agenzia delle entrate, etc.).

 

Ad entrambi può essere chiesto di esibire gli originali e di estrarre copia delle così dette “relate di notifica”, vale a dire dei documenti che testimoniano di aver portato a conoscenza del destinatario l’esistenza del credito: in breve, si tratta della cartolina di ritorno della raccomandata a/r.

 

La notifica è da considerarsi valida se:

  • la cartolina risulta firmata dal destinatario;
  • la cartolina risulta firmata da altra persona a ciò abilitata agli occhi della legge (conviventi, congiunti, addetti all’azienda, portinai);
  • è avvenuta per compiuta giacenza, che si ha quando, pur avendo ricevuto l’avviso di raccomandata, non siamo andati a ritirarla alla posta.

 

Attenzione però. L’ente creditore potrà fornire copia delle relate di notifica degli atti notificati prima della cessione del credito ad Equitalia, momento dopo il quale la relativa documentazione andrà chiesta all’agente per la riscossione.

 

Questa documentazione è molto importante perché permette non solo di verificare la correttezza del procedimento di notifica, ma anche di verificare se la notifica sia avvenuta in tempo utile al fine di interrompere la prescrizione.

 

Per le multe è infatti previsto un termine di prescrizione di 5 anni [2]: ciò significa che la cartella dovrà essere notificata nel termine di 5 anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione o dal giorno in cui vi è stata la notifica di un altro atto (che può essere il verbale di accertamento stesso o un atto di messa in mora o un avviso) idoneo ad interrompere il decorso di tale termine.

 

In pratica, se, dal giorno in cui ci è stata contestata la multa al giorno in cui ci viene notificata la cartella, sono passati più di 5 anni e dalle ricerche fatte non sono emerse ulteriori notifiche valide, il credito risulta prescritto e la cartella è impugnabile per il mancato rispetto dei termini prescrizionali previsti dalla legge.

 

Diversamente, ove fossero passati meno di 5 anni, oppure fosse emersa notifica valida di un ulteriore atto nel frattempo, il termine di prescrizione non è decorso ed il diritto di credito vantato dall’Ente non si è estinto.

 

Avv. ELISA TIBERI – tiberi.elisa@gmail.com


[1] Art. 6 ed art. 1, comma 2, D.M. n. 321/1999: “nel caso in cui l’iscrizione a ruolo consegua ad un atto precedentemente notificato, devono essere indicati gli estremi di tale atto e la relativa data di notifica”.

[2] Art. 28 della Legge n. 689/81

 


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