Professionisti Pubblicato il 13 agosto 2016

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Professionisti Cosa è il sequestro conservativo?

> Professionisti Pubblicato il 13 agosto 2016

Il sequestro conservativo, ha lo scopo di evitare che il debitore disponga dei propri beni, in pregiudizio del creditore.

Il codice civile, all’art. 2905, stabilisce che il creditore può chiedere il sequestro conservativo dei beni del debitore, secondo le regole stabilite dal codice di procedura civile. Il giudice, su istanza del creditore che ha fondato timore di perdere la garanzia del proprio credito, può autorizzare il sequestro conservativo di beni mobili o immobili del debitore o delle somme e cose a lui dovute, nei limiti in cui la legge ne permette il pignoramento (art. 671 c.p.c.).

Non producono effetti a danno del creditore sequestrante, secondo il disposto dell’art. 2906 c.c., le alienazioni e gli altri atti che hanno per oggetto la cosa sequestrata (in conformità delle regole stabilite per il pignoramento).

Il sequestro ha quindi effetti sia materiali (i beni oggetto del sequestro sono infatti sottoposti a custodia) sia giuridici (esso crea infatti il vincolo di indisponibilità ora detto).

Il giudice può autorizzare il sequestro conservativo di beni del debitore allorché concorrano due presupposti:

— il cd. fumus boni iuris, ossia che sussistano elementi che consentano di ritenere, con un certo grado di probabilità, che sussista e sia fondato il diritto di colui che si afferma creditore;

— il cd. periculum in mora, ossia che vi sia il rischio che, nel lasso di tempo occorrente al creditore per far valere le sue ragioni in giudizio, il debitore possa depauperare il suo patrimonio, compromettendo le attese di soddisfacimento dello stesso. Il periculum in mora può essere desunto sia da elementi oggettivi, concernenti la capacità patrimoniale del debitore in rapporto all’entità del credito, sia da elementi soggettivi, rappresentati dal comportamento del debitore, il quale lasci fondatamente presumere che, al fine di sottrarsi all’adempimento, ponga in essere atti dispositivi, idonei a provocare l’eventuale depauperamento del suo patrimonio (Cass., 13 febbraio 2002, n. 2081).

Deve pertanto essere respinta la richiesta di sequestro conservativo quando non sono sufficientemente provati dal ricorrente i requisiti sopra detti (Trib. Firenze, 12 agosto 1985).

La carenza anche soltanto di una delle suddette condizioni impedisce la concessione della misura cautelare (Cass., 26 giugno 1998, n. 6336).

Il-Recupero-dei-Crediti

Il sequestro conservativo prende le mosse dall’istanza del creditore al giudice affinché questi autorizzi il sequestro dei beni mobili, immobili o delle somme di denaro a lui dovute, quando si presenti fondato timore di perdere la garanzia del credito.

Presupposti del sequestro conservativo sono:

— il fumus boni iuris, ossia elementi tali da far ritenere che il diritto vantato dal creditore esista;

— il periculum in mora, ossia il rischio che il debitore, nelle more del giudizio, possa ridurre notevolmente il suo patrimonio, alienando beni ecc.

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