Legge contro il fumo: multe e divieti
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15 Ago 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Legge contro il fumo: multe e divieti

Sigarette vietate all’aperto in università e ospedali, in auto con donne incinte o minori. Stop a cicche per terra o in spiaggia. Limiti alle elettroniche.

 

Si perde il pelo ma non il vizio. La nuova legge contro il fumo, entrata in vigore in Italia a inizio 2016 e ribadita dall’Unione Europea pochi mesi più tardi [1], non sembra avere cambiato le abitudini di chi non può fare a meno delle sigarette. E nemmeno quelle di chi dovrebbe garantire il rispetto delle regole da parte dei fumatori che infrangono la legge o di chi viola le norme sulla visibilità delle sigarette in tv. Che gli uni e gli altri siano, a loro volta, dei fumatori? Forse è più probabile che i custodi delle normative anti-fumo abbiano altro da fare e che chi compila i palinsesti televisivi siano più attenti all’audience prodotto da una fiction che al divieto di mostrare attori con la sigaretta in mano in orari vietati.

 

 

Dov’è vietato fumare

Eppure, nei confronti di tutti i soggetti interessati, la nuova legge contro il fumo parla chiaro. A partire, ovviamente, di chi ha perennemente indice e medio occupati con una sigaretta in mezzo. E’ vietato, ad esempio, fumare in auto se ci sono a bordo dei minorenni (cioè, ragazzi fino ai 18 anni, anche se fumano pure loro) o donne in stato di gravidanza. Ci si affida alla buona volontà del fumatore, in questo caso: controllare chi tira di accendino in macchina è piuttosto arduo. Ma se lo beccano, la multa va da 50 a 500 euro. O, se preferiscono, da una a dieci stecche di sigarette circa. A seconda delle marche.

Il divieto di fumo, ahimè, riguarda anche gli spazi aperti. E’ vietato accendere una sigaretta nei pressi di università ospedaliere o presidi ospedalieri, di istituti di ricerca scientifica di cura pediatrica, perfino nelle pertinenze esterne (chiamiamoli pure terrazzini o balconi) dei reparti di ginecologia e ostetricia, e di neonatologia e pedriatria delle università ospedaliere, dei presidi ospedalieri e degli IRCCS, gli istituti di ricerca e cura a carattere scientifico. Nonostante la presenza di posaceneri in molte di queste strutture. Vederli lì, in bella mostra (quasi sempre usati, peraltro), non è un invito a sporcarli di più ma a pensare: “Ti guardo ma non ti uso, vedi come sono forte?”

Domanda legittima del vizioso: ma è vietato fumare in piazza, all’aperto, davanti ad un’università ospedaliera? Ed è vietato fumare sul balcone di un ospedale, anche se la porta è chiusa a modo? La risposta è stata appena data: sì. E’ vietato, nonostante – anche qui – raramente si veda qualcuno che segnali la trasgressione. Nel caso della piazza in cui c’è l’università, conviene allontanarsi di qualche decina di metri, magari davanti al negozio di un tabaccaio. Saranno contenti chi fuma la sigaretta e chi la vende. E non si rischierà la multa. Che va da 25 a 250 euro. Da mezza stecca a cinque stecche di sigarette circa. A seconda delle marche.

A meno che, soddisfatti dalla dose di nicotina, il fumatore non butti la sigaretta per terra. In questo caso, ammesso e non concesso di trovare un vigile zelante, il maleducato fumatore dovrà pagare 300 euro di multa. In città come al mare: la stessa multa è prevista per chi butta la sigaretta in spiaggia: 300 euro. Sei stecche di sigarette circa. A seconda delle marche.

 

 

Legge contro il fumo: i vincoli per i produttori di sigarette

Eppure c’è chi ce la mette tutta per ridurre il fumo, quasi nel tentativo di intraprendere la via che porta a smettere di fumare del tutto. Uomini e donne pieni di buona volontà che, anziché comprare il pacchetto da 20 sigarette, ripiegano sul pacchetto da 10 sigarette. Così, giusto per darsi un tetto giornaliero. Addio sogni di gloria: la nuova legge sul fumo vieta la vendita dei pacchetti da 10 sigarette (pensando anche ai ragazzini che, senza troppa disponibilità economica, scelgono questa soluzione per cominciare a fumare). Si torna a comprare quelli da 20. Che fanno passare la voglia ai fumatori più sensibili.

Perché sui pacchetti da 20 sigarette non bastano più le scritte in necrologico riquadro sulle conseguenze del fumo: le normative hanno costretto i produttori di sigarette ad inserire delle immagini shock su quanto sia dannoso questo vizio. Immagini da brivido, vietate ai minori (come lo è il fumo, del resto) che dovranno occupare il 65% del pacchetto nel tentativo di aiutare i fumatori a smettere e ai giovani a non iniziare. I messaggi sono piuttosto espliciti e ricordano (o informano chi ancora non lo sapesse) che il fumo provoca cancro, impotenza, ictus, infarto, disabilità, rovina i denti, crea gravi problemi agli altri, ecc.

I produttori di sigarette non devono più usare degli additivi che rendano attrattivo il tabacco oppure degli aromi caratteristici. In sostanza, la nuova legge sul fumo vuole evitare che uno possa dire: “E adesso ci vuole una buona e profumata sigaretta”.

 

 

Cosa è vietato fumare

Eliminata la possibilità di comprare il pacchetto da 10 sigarette, il famoso fumatore che tenta di smettere potrebbe optare per la sigaretta elettronica. Sappia che la nuova legge sul fumo stabilisce un massimo di concentrazione di nicotina (non superiore a 20 mg/ml) ed un volume massimo delle cartucce ed un limite massimo di concentrazione di nicotina, dei serbatoi e dei contenitori di liquidi. I minorenni si scordino di acquistare sigarette elettroniche o liquido di ricarica che contenga della nicotina: è vietata la vendita a chi non ha almeno 18 anni. Il rivenditore che, nel dubbio, non chieda la carta di identità e chiuda un occhio, rischia la sospensione di 15 giorni della licenza all’esercizio dell’attività ed una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000 euro (da 10 a 60 stecche circa, a seconda delle marche). Se le sigarette le vende non a uno ma a più minorenni, la sanzione va da 1.000 a 8.000 euro (da 20 a 160 stecche circa, a seconda delle marche).

Teoricamente è vietata anche la pubblicità di liquidi o ricariche per sigarette elettroniche contenenti nicotina, all’interno di programmi tv rivolti ai minori e nei quindici minuti precedenti e successivi alla trasmissione degli stessi in televisione nella fascia oraria compresa tra le ore 16 e le 19. Teoricamente, perché in quella fascia, spesso, non mancano fiction o film in cui un attore, ammirato da grandi o piccini, si presenta davanti allo schermo con una sigaretta in mano. La pubblicità ha le sue regole, ed una di queste consiste nell’arrivare all’inconscio di chi guarda pur non lanciando un messaggio esplicito.


[1] D. Lgs. 6/2016 e direttiva 2014/40/UE.

 


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