Quando si può passare col semaforo rosso
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14 Ago 2016
 
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Redazione
 


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Quando si può passare col semaforo rosso

Come contestare la multa al semaforo rosso: il photored, il ricorso e lo stato di necessità.

 

È sempre vietato passare con il semaforo rosso? Ci sono dei casi in cui si può chiudere un occhio o l’automobilista viene scusato dalla legge? Se non c’è neanche una macchina per strada (ad esempio le cinque del mattino) e non si mette in pericolo nessuno è davvero necessario attendere il verde?

L’attraversamento dell’incrocio con il rosso continua ad essere l’illecito stradale più commesso, nonostante la nuova legge sull’omicidio stradale preveda addirittura il carcere per chi, passando col rosso, ferisce o uccide una persona (leggi “Carcere per chi passa col rosso”). Si tratta anche del comportamento di fronte al quale la collettività mostra maggiore tolleranza, con una percezione tutt’ora minima di disvalore sociale.

 

 

Cosa rischia chi passa col rosso?

In verità, il codice della strada non fa sconti e chi passa col rosso viene multato con una sanzione di 150 euro e la decurtazione di 6 punti dalla patente. Mica poco per un comportamento dettato spesso dalla incapacità di attendere qualche secondo.

 

Eppure ci sono dei casi in cui il giudice di pace può cancellare la multa quando l’automobilista abbia agito in “stato di necessità”. Non si deve trattare di una generica fretta o di situazioni che, per quanto urgenti, possono essere prevedute per tempo e, quindi, anticipate (“i figli stanno uscendo da scuola e non c’è nessuno altrimenti a prenderli”; “rischio di perdere il treno che sta per partire”; “ho un appuntamento di lavoro urgente e ho fatto tardi”; “mi scappa e devo correre al bagno di casa”; “mia madre è rimasta sola a casa e ha bisogno di assistenza”). Si deve trattare piuttosto di situazioni imprevedibili, urgenti e gravi. Questi tre requisiti devono sempre sussistere cumulativamente; essi possono essere così spiegati:

  • la necessità deve essere imprevedibile: deve, cioè, trattarsi di un evento che non poteva essere conosciuto in anticipo, tanto da consentire all’automobilista di mettersi, per tempo, al volante senza dover violare le norme della strada. Ad esempio, una telefonata improvvisa di un parente che rischia la vita e che costringe a una “corsa contro il tempo” è una valida giustificazione. Non vale però la scusa di avere un familiare ricoverato in ospedale, in quanto l’evento si è già verificato ed entrato nella sfera di conoscibilità dell’automobilista;
  • la presenza dell’automobilista è richiesta con urgenza: è il caso di chi non possa contare su altre persone, più vicine al luogo ove si sta recando, che lo possano sostituire o di chi, ad esempio, trasporti un ferito all’interno della propria auto; è ancora il caso di chi si sia sentito male tutto d’un tratto e si stia recando all’ospedale. Prevale l’aspetto soggettivo dell’urgenza e non quello oggettivo, ossia come l’urgenza è percepita dal conducente: ad esempio, se l’automobilista avverte fibrillazioni al cuore e, temendo un infarto, fa una volata in pronto soccorso, mentre si tratta di una semplice aritmia senza conseguenze, egli è comunque scusato;
  • l’urgenza deve essere grave: sempre per tornare all’esempio della macchina che corre in ospedale, una ferita a un dito che richiede qualche punto di sutura non è considerabile un’urgenza, al contrario, invece, di una ferita sulla testa.

 

 

Se non c’è nessuno per strada posso passare con il rosso?

Il passaggio con il rosso non è giustificato neanche dal fatto che, per strada, non vi siano altre auto la cui incolumità è messa in pericolo da una violazione del codice della strada. Difatti, l’attraversamento dell’incrocio a semaforo non verde è sanzionato in sé e per sé, ossia per la semplice condotta, e non per il pericolo che essa può costituire.

 

 

Come contestare la fotografia col rosso?

Peraltro, c’è anche da dire che, spesso, sebbene non siano presenti altre auto, è tuttavia vigile il photored, ossia la telecamera posta sopra il semaforo, pronta a scattare la foto alla targa dell’auto indisciplinata. A riguardo la giurisprudenza ha chiarito che tali multe sono valide anche se la presenza della telecamera non è segnalata da alcun cartello stradale. Inoltre, chi voglia mettere in discussione la validità della foto, contestando il corretto funzionamento dell’apparecchio, ne deve dare prova. Alla polizia basta solo produrre la fotografia.

Si segnala una recente sentenza del Giudice di Pace di Lecce (contrario all’orientamento della Cassazione) secondo cui la multa è nulla se la violazione non è contestata immediatamente dalla polizia posta nelle adiacenze al semaforo rosso.

 

Secondo una sentenza di quest’anno della Cassazione [1], la fotografia scattata dal photored costituisce una valida prova la cui validità non è subordinata alla dimostrazione — il cui onere probatorio talvolta si vorrebbe addossare agli organi accertatori — della funzionalità dell’apparecchio (sotto vari profili, della corretta installazione al momento della rilevazione, della sua corretta taratura, etc.) al momento della contestazione.

Ciò che unicamente conta, ai fini della validità e della efficacia probatoria della contestazione, è che l’apparecchio sia stato omologato nel rispetto delle regole tecniche.

Una volta che il Comune abbia dimostrato tali elementi esso ha soddisfatto l’onere della prova richiestogli dalla normativa vigente; al cittadino non resta che provare circostanze specifiche e non solo congetturali circa il mancato funzionamento del photored.

Sempre la Suprema Corte ha affermato [2] che né il Codice della strada né il suo regolamento di esecuzione prevedono che il verbale di accertamento dell’infrazione debba contenere l’attestazione che la funzionalità dell’apparecchio utilizzato sia stata sottoposta a controllo preventivo e costante durante l’uso.


La sentenza

Cass. sent. n. 8285/16

In tema di attraversamento del semaforo rosso, la documentazione fotografica costituisce da sola prova sufficiente e non può essere contestato l’accertamento in fatto posto in essere dalla decisione impugnata.

 

 

Cass. sent. n. 4255/16

In tema di rilevazione della violazione del divieto di proseguire la marcia con impianto semaforico rosso a mezzo di apparecchiature elettroniche, né il Codice della strada né il relativo regolamento di esecuzione prevedono che il verbale di accertamento dell’infrazione debba contenere, a pena di nullità, l’attestazione che la funzionalità del singolo apparecchio impiegato sia stata sottoposta a controllo preventivo e costante durante l’uso, giacché, al contrario, l’efficacia probatoria di qualsiasi strumento di rilevazione elettronica perdura sino a quando non risultino accertati, nel caso concreto, sulla base di circostanze allegate dall’opponente e debitamente provate, il difetto di costruzione, installazione o funzionalità dello strumento stesso, o situazioni comunque ostative al suo regolare funzionamento, senza che possa farsi leva, in senso contrario, su mere congetture, connesse alla idoneità della mancanza di revisione o manutenzione

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[1] Cass. sent. n. 4255/16.

[2] Cass. sent. n. 22191/14, n. 17361/2008.

 


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