Cos’è il catasto e come funziona
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14 Ago 2016
 
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Edizioni Simone
 


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Cos’è il catasto e come funziona

A che serve il catasto; l’agenzia delle Entrate e del Territorio; il decentramento delle funzioni catastali.

 

L’Agenzia del Territorio, nata all’interno della riforma del Ministero dell’Economia e delle Finanze avvenuta ad opera del D.Lgs. n. 300 del 1999 è stata incorporata, a decorrere dal 1° dicembre 2012, nell’Agenzia delle Entrate ad opera del D.L. 95/2012, conv. in L. 135/2012.

Tale fusione sta avvenendo gradualmente coinvolgendo inizialmente le strutture centrali per poi estendersi a quelle regionali e completarsi entro il 2015 con gli Uffici operativi.

 

L’Agenzia delle Entrate, pertanto assicura:

 

— i servizi relativi al catasto, servizi geotopocartografici, servizi di pubblicità immobiliare e quelli relativi alle ex Conservatorie dei Registri Immobiliari;

— la costituzione dell’anagrafe integrata dei beni immobiliari esistenti sul territorio nazionale;

— l’integrazione delle attività statali in materia con quelle attribuite agli enti locali;

— la gestione dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare con i connessi servizi estimativi;

— il supporto al processo di decentramento delle funzioni catastali agli enti locali.

 

 

Cos’è il catasto?

Il catasto è l’inventario dei beni immobili esistenti nel territorio nazionale e ha finalità fiscali e civili.

Gli scopi fiscali del catasto consistono nel determinare il reddito imponibile dei terreni e dei fabbricati ai fini delle imposte dirette e indirette. Il reddito catastale o il valore catastale costituiscono la base imponibile per l’IRPEF e l’IMU, l’imposta di registro e le imposte ipotecarie e catastali.

 

Gli scopi civili del catasto consistono nell’individuare e tenere distinta la proprietà immobiliare.

 

Il valore degli immobili, ai fini fiscali, è dato dalla rendita catastale che è definita dall’Amministrazione del catasto.

 

A livello periferico gli Uffici della Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate hanno il compito di tenere aggiornati gli estimi catastali, cioè i redditi agrari e dominicali, su cui si basa l’imposizione fiscale, in ragione delle variazioni e dei miglioramenti o declassamenti dei terreni agricoli, i trasferimenti di proprietà per compravendita, successione, usucapione.

 

Questo ufficio provvede alla formazione del Nuovo Catasto che si divide in Nuovo Catasto Terreni (inventario di beni immobili considerati produttivi di reddito in quanto coltivabili), e Nuovo Catasto Edilizio Urbano (archivio dei beni immobili, detti unità immobiliari urbane, costituiti da singoli fabbricati, porzioni di fabbricato o complessi di fabbricati considerati in grado di fornire un reddito).

 

Attualmente quasi tutti gli uffici del catasto sono stati unificati facilitando l’accesso agli utenti avendo informatizzato il servizio, per cui . possibile avere informazioni sia sui terreni sia sui fabbricai ad uno qualsiasi dei sportelli; inoltre è possibile accedere alle informazioni anche di un altro ufficio di provincia diversa grazie all’informatizzazione del sistema.

 

La gestione informatizzata degli atti catastali, prevede l’utilizzo di due procedure: il DOCFA per ciò che attiene al Catasto fabbricati, e PREGEO per il Catasto terreni

 

 

Cenni sul decentramento delle funzioni catastali

A decorrere dal 1° novembre 2007, i comuni possono esercitare direttamente, anche in forma associata, o attraverso le comunità montane, le funzioni catastali loro attribuite dall’articolo 66 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, come da ultimo modificato dall’articolo 13 della legge finanziaria 2007 (L. 27 dicembre 2006, n. 296), fatto salvo quanto stabilito per la funzione di conservazione degli atti catastali.

Entro il 3 ottobre 2007, infatti, i comuni hanno reso nota all’Agenzia delle Entrate la scelta riguardo la combinazione di servizi catastali da erogare ai cittadini. Ai sensi del D.P.C.M. del 14 giugno 2007, infatti, i Comuni potevano scegliere fra tre diverse opzioni:

 

— l’opzione A che prevede: 1) consultazione della banca dati catastale unitaria nazionale e servizi di visura catastale; 2) certificazione degli atti catastali conservati nella banca dati informatizzata; 3) aggiornamento della banca dati del catasto mediante trattazione delle richieste di variazione delle intestazioni e delle richieste di correzione dei dati amministrativi, comprese quelle inerenti la toponomastica; 4) riscossioni erariali per i servizi catastali;

 

— l’opzione B che prevede, oltre alle funzioni di cui al punto precedente: 1) verifica formale, accettazione e registrazione delle dichiarazioni tecniche di aggiornamento del Catasto fabbricati; 2) confronto, con gli atti di pertinenza del Comune, delle dichiarazioni tecniche di aggiornamento e segnalazione degli esiti all’Agenzia del territorio per la definizione dell’aggiornamento del Catasto fabbricati; 3) verifica formale e accettazione delle dichiarazioni tecniche di aggiornamento geometrico del Catasto terreni; 4) verifica formale, accettazione e registrazione delle dichiarazioni di variazione colturale del Catasto terreni;

 

— l’opzione C, infine, che prevede, oltre alle funzioni di cui al primo punto: 1) verifica formale, accettazione e registrazione delle dichiarazioni tecniche di aggiornamento del Catasto fabbricati; 2) verifica formale, accettazione e registrazione delle dichiarazioni tecniche di aggiornamento geometrico del Catasto terreni; 3) verifica formale, accettazione e registrazione delle dichiarazioni di variazione colturale del Catasto terreni; 4) definizione dell’aggiornamento della banca dati catastale, sulla base delle proposte di parte, ovvero sulla base di adempimenti d’ufficio.

 

In particolare, il termine, originariamente fissato al 1° novembre 2007, per l’avvio dell’esercizio delle funzioni catastali da parte dei Comuni che le hanno richieste ai sensi dell’art. 10 del D.P.C.M. citato, non è stato rispettato in quanto, nell’ottobre 2007, il D.P.C.M. è stato impugnato davanti al TAR del Lazio da Confedilizia, che ne ha chiesto l’annullamento.

 

Il TAR, con sentenza n. 4259 del 15 maggio 2008, in accoglimento del ricorso, ha interrotto il processo di decentramento in corso, determinando la necessità di ridefinire l’intero percorso attuativo, in quanto, con la predetta decisione, ha annullato il D.P.C.M. 14 giugno 2007 e gli atti correlati. In sostanza, secondo il TAR, “l’attribuzione ai Comuni dell’esercizio della potestà autoritativa di procedere al classamento e quindi alla definizione della relativa rendita catastale costituisce un’opzione non prevista dalla legge nell’ambito del trasferimento di funzioni catastali”.

Successivamente l’ANCI nel luglio 2008 ha chiesto l’annullamento della sentenza del TAR dinanzi al Consiglio di Stato.

 

La nuova sentenza del TAR Lazio n. 4312 del 19 marzo 2010 ha infine confermato la validità generale del citato D.P.C.M. 14 giugno 2007, indicando però la necessità di meglio precisare i poteri di controllo che nell’ambito del disegno del decentramento catastale devono poter essere esercitati dall’Agenzia del Territorio in quanto organismo tecnico di coordinamento e presidio dell’unitarietà del sistema catastale italiano, con particolare riguardo all’uniformità e validità dell’applicazione su base decentrata dei criteri di classamento degli immobili.

 

L’emanazione, infine, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modifiche in L. 30 luglio 2010, n. 122, contenente l’articolo 19 in materia di “Aggiornamento del catasto”, ha operato poi una sostanziale rivisitazione delle modalità per l’esercizio delle funzioni catastali da parte dei Comuni prevedendo linee di intervento di rilievo per gli stessi, in parte innovative rispetto al quadro legislativo precedente.

 

L’esercizio delle funzioni catastali da parte dei Comuni diventa quindi una condizione essenziale ed imprescindibile per la concreta, corretta ed omogenea applicazione delle nuove norme, fra cui da ultimo la L. 11 marzo 2014, n. 23 (Delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita) che prevede la riforma del catasto edilizio urbano in stretta collaborazione con gli Enti locali.

 

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