Professionisti Pubblicato il 15 agosto 2016

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Professionisti Fallimento dell’imprenditore defunto o che ha cessato l’attività

> Professionisti Pubblicato il 15 agosto 2016

Se l’imprenditore è morto o se ha chiuso l’azienda con la liquidazione dell’attività: quando è ancora possibile dichiarare il fallimento.

Gli artt. 10 ed 11 della legge fallimentare disciplinano il fallimento dell’imprenditore defunto e dell’imprenditore che ha cessato l’attività.

L’art. 10 L.F. stabiliva, prima della riforma, che l’imprenditore che, per qualunque causa, avesse cessato l’esercizio dell’impresa poteva essere dichiarato fallito entro un anno dalla cessazione dell’impresa, sempre che l’insolvenza si fosse manifestata anteriormente alla cessazione dell’impresa o entro l’anno successivo.

La riforma del 2006 ha risolto i problemi sorti a causa di tale deficitaria formulazione (che parlava genericamente di «cessazione dall’esercizio dell’impresa» e non considerava la cancellazione delle società) e ha stabilito che l’imprenditore sia individuale che collettivo il quale ha, per qualunque causa, cessato l’esercizio dell’impresa, può essere dichiarato fallito entro un anno dalla cancellazione dal registro delle imprese, se l’insolvenza si è manifestata anteriormente alla medesima o entro l’anno successivo (art. 10 L.F.).

Il 2° comma dell’art. 10 L.F., come modificato dal decreto correttivo del 2007, attribuisce al pubblico ministero ed ai creditori la possibilità di dimostrare il momento dell’effettiva cessazione dell’impresa, qualora sia avvenuta successivamente alla cancellazione. Analoga facoltà non è invece permessa al debitore qualora la cessazione sia avvenuta anteriormente alla cancellazione. I creditori ed il P.M. possono invece portare in avanti la data della cessazione dell’impresa e far fallire il loro debitore anche dopo il decorso di un anno dalla cancellazione, dando prova che l’impresa è proseguita anche dopo l’avvenuta cancellazione.

L’art. 11 L.F. estende l’applicazione dell’art. 10 L.F. anche all’imprenditore defunto; in tal caso il fallimento può essere chiesto anche dall’erede dell’imprenditore defunto, purché non vi sia stata confusione tra i patrimoni.

Altra ipotesi è, invece, quella della morte dell’imprenditore già dichiarato fallito: in tal caso l’art. 12 L.F. stabilisce che la procedura fallimentare prosegue nei confronti degli eredi, anche se hanno accettato con beneficio d’inventario.

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