Bollette: per quanto tempo conservare le ricevute di pagamento?
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15 Ago 2016
 
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Bollette: per quanto tempo conservare le ricevute di pagamento?

L’obbligo di dimostrare il pagamento di tutti i pagamenti periodici, come le utenze della luce, dell’acqua, del gas e del telefono, vale per cinque anni, quanti sono quelli della prescrizione del credito; ma con il canone Rai in bolletta tutto cambia.

 

Cambiano le regole sulla conservazione delle bollette della luce, mentre restano invariate quelle relative alle utenze di gas, acqua e telefono: se per le prime vale un tempo di conservazione di dieci anni – ma solo per chi paga il canone Rai con la bolletta – per le seconde vale invece il vecchio termine di cinque anni. Ma procediamo con ordine.

 

Ci fa piacere che anche Il Sole 24 Ore di questa mattina si sia accorto di quanto da noi anticipato circa tre mesi fa nell’articolo “Bollette della luce: ora si devono conservare per 10 anni”. Tutto nasce, infatti, dalle nuove regole sul pagamento dell’imposta sulla televisione, regole che – come noto – hanno fatto sì che l’intestatario di un contratto di fornitura elettrica paghi automaticamente, ogni anno anche il canone Rai spalmato sulle bollette (attualmente l’importo è di 100 euro diviso in 10 mensilità).

 

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Per inciso, si può evitare di pagare il canone Rai solo inviando, entro i termini di legge, l’autocertificazione all’Agenzia delle Entrate con la quale alternativamente si dichiara:

  • o di non possedere, all’interno dell’abitazione, una televisione;
  • o che un altro membro della famiglia, con cui si è conviventi, paga già il canone Rai.

Altre ipotesi per non pagare il canone Rai non esistono, salvo si rientri nell’esenzione per soggetti con più di 75 anni e un reddito inferiore a 8.000 euro.

 

 

Per quanto tempo vanno conservate le bollette?

Le norme appena viste hanno cambiato le regole in tema di conservazione delle bollette della luce. Non quelle, invece, relative alle altre utenze. Vediamo perché.

 

Il canone Rai si prescrive in 10 anni.

Invece, il pagamento delle bollette della luce, del telefono, del gas e dell’acqua si prescrive in 5 anni.

Risultato: tutte le bollette, con le relative ricevute di pagamento, vanno conservate solo per 5 anni, ma quella della luce per 10: tale aumento del termine si giustifica non per dimostrare l’avvenuto pagamento dell’energia elettrica (che dopo 5 anni, come detto, si presume adempiuto), ma quello del canone Rai (per il quale, invece, sono necessari 10 anni).

 

Chi perde la bolletta della luce prima dei 10 anni ma dopo i cinque, in caso di contestazione della compagnia elettrica non è tenuto a pagare alcunché perché la prescrizione per l’utenza si è già verificata. Qualora, invece, la contestazione provenga dall’Agenzia delle Entrate e riguardi il mancato pagamento del canone Rai, l’utente sprovvisto della ricevuta di pagamento dovrà pagare nuovamente, non potendo dimostrare altrimenti l’adempimento all’obbligo tributario. A meno che non siano decorsi 10 anni, nel qual caso il credito dell’erario è ormai prescritto.

Ciò significa che l’utente, per evitare contestazioni sul pagamento del canone Rai, non potrà liberarsi delle bollette della luce se non dopo 10 anni, sebbene, in teoria, avrebbe potuto farlo dopo soli 5 anni laddove le stesse avessero computato solo i consumi e non anche la suddetta imposta.

 

In sintesi: la bolletta della luce, con il canone Rai, va tenuta per 10 anni; invece la bolletta della luce, senza il canone Rai, va conservata solo per 5 anni.

Le bollette del gas, le bollette del telefono e quelle dell’acqua vanno conservate anch’esse per 5 anni.

 

È sempre consigliabile conservare le ricevute di pagamento in originale cartaceo. Non conviene conservare i documenti in fotocopia o la scannerizzazione al computer perché si tratta di riproduzioni meccaniche facilmente contestabili dal creditore. La conservazione degli originali deve avvenire fino a che sia trascorso il periodo di prescrizione previsto dalla legge, ossia fino al raggiungimento del termine legale entro il quale chi sostiene di essere creditore di una somma può ancora esigerne il pagamento.

Nel caso in cui il pagamento avvenga con domiciliazione bancaria, bisognerà conservare gli estratti conto.

 

Vanno conservate anche per massimo 5 anni (perché tale è la prescrizione) le ricevute di pagamento di:

  • spese condominiali relative alle quote ordinarie;
  • canoni di affitto;
  • rate del mutuo.

 

Vanno conservate invece per 10 anni (perché tale è la prescrizione), le ricevute di pagamento di:

  • spese condominiali relative alle quote straordinarie, in virtù del loro carattere occasionale.

 

Per quanto riguarda il bollo auto, la prescrizione è di 3 anni, a decorrere dall’anno successivo rispetto a quello in cui lo stesso bollo avrebbe dovuto essere corrisposto. Quindi a partire dal quarto anno la ricevuta di pagamento può cestinata.

 

Vanno conservate solo per 1 anno le ricevute di pagamento relative a:

  • premi assicurativi,
  • rette scolastiche,
  • abbonamenti alle palestre.

 

 

Occhio all’interruzione della prescrizione

Nell’eseguire il calcolo sui tempi di conservazione dei documenti bisogna considerare che il termine di prescrizione può subire delle interruzioni per via dell’invio di un sollecito di pagamento. Il quale fa decorrere nuovamente da capo il relativo decorso del tempo. Ad esempio, nel caso in cui il creditore invii una diffida di pagamento al debitore prima dello scadere della prescrizione, quest’ultima subirà l’interruzione e dovrà essere ricalcolata a partire proprio dalla data in cui è pervenuta la diffida.


 


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