Tasse: per quanto tempo conservare le ricevute di pagamento?
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16 Ago 2016
 
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Redazione
 


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Tasse: per quanto tempo conservare le ricevute di pagamento?

Multe, dichiarazioni dei redditi, Irpef, Iva e sanzioni: i tempi di conservazione della documentazione con i versamenti variano a seconda della prescrizione del diritto.

 

Hai pagato una multa stradale, il bollo auto, il canone Rai, l’Irpef, l’IVA, una sanzione all’Agenzia delle Entrate o le spese di ristrutturazione per le quali hai usufruito delle detrazioni di imposta, e ora ti stai chiedendo per quanto tempo conservare le ricevute di versamento? Con l’avvento della digitalizzazione dei documenti, la carta sta andando gradatamente in soffitta, ma resta tutt’ora il miglior metodo per dimostrare l’adempimento. Diversamente si rischia di dover pagare una seconda volta. E, nel caso in cui il creditore sia lo Stato, non ci sono mezzi termini: anche chi ha già onorato il proprio debito, se non riesce a dimostrarlo, si vede bussare alla porta Equitalia. Ecco quindi una breve guida per sapere, con riferimento alle tasse, i tempi di conservazione delle ricevute di pagamento (abbiamo già trattato, invece, il tema delle bollette in questo articolo).

 

Le ricevute di versamento delle tasse vanno conservate per il tempo strettamente necessario a far prescrivere il credito dello Stato, della Regione o dell’Amministrazione interessata. Una volta verificatasi la prescrizione, infatti, non c’è ragione di conservare le prove dell’adempimento in quanto il creditore, dopo lo spirare di tale termine, non può più pretendere il versamento dell’importo (tanto nell’ipotesi in cui esso sia avvenuto quanto in quella contraria).

La conseguenza è che le ricevute di versamento devono essere conservate secondo tempi diversi a seconda del tipo di tributo: la prescrizione, infatti, non è uguale per tutte le tasse, ma varia in funzione di esse. Attenzione: per il pagamento di alcuni tributi, come le imposte sui redditi, l’Iva e l’Irap, è bene “allungare” di due anni il tempo previsto per la loro conservazione, considerato che in alcuni casi vengono prorogati i termini per il relativo controllo.

 

 

Bollo auto

Le ricevute di pagamento del bollo auto vanno conservate per tre anni, ma il termine non inizia a decorrere dal giorno del pagamento, ma dal 1° gennaio dell’anno successivo.

Così, ad esempio, per chi ha pagato il bollo auto nel 2016, le ricevute potranno essere cestinate solo dal 31 dicembre 2019 in poi.

 

 

Dichiarazione dei redditi: Irpef e Irap

Un orientamento tradizionale della Cassazione ritiene che l’Irpef si prescriva in 10 anni. A tanto, quindi, ammonterebbe il tempo di conservazione delle ricevute di pagamento.

Si sta però aprendo un filone giurisprudenziale secondo cui la prescrizione sarebbe di soli 5 anni, con dimezzamento quindi anche dei tempi di archiviazione dei documenti relativi al pagamento. Lo stesso discorso può essere esteso all’Irap.

Invece per quanto riguarda le sanzioni per l’omesso o il ritardato versamento delle tasse, queste si prescrivono sempre in cinque anni.

 

 

Bonifici parlanti per le ristrutturazioni casa

Il contribuente che effettua lavori di ristrutturazione della casa e beneficia delle detrazioni Irpef deve conservare la relativa documentazione delle spese fino alla fine del quinto anno successivo a quello nel corso del quale viene detratta l’ultima quota dello sconto Irpef del 36, 41 o 50 per cento. Ad esempio, il contribuente che ha sostenuto spese nel 2015, indicherà l’ultima quota della detrazione del 50% nell’Unico 2025 o nel 730/2025, per i redditi del 2024. Dovrà quindi conservare la documentazione fino al 31 dicembre 2030, cioè per 15 anni.

 

 

Multe stradali

Dopo aver pagato una multa, è bene conservare la ricevuta di pagamento per cinque anni. Non sono rari i casi di “cartelle pazze” di Equitalia giunte all’indirizzo di residenza dell’automobilista benché questi abbia pagato la sanzione.

 

 

Ici, Imu e Tasi

Le ricevute vanno conservate per cinque anni a partire dall’anno successivo a quello di pagamento.

 

 

Scritture contabili

Le scritture devono essere conservate per dieci anni dalla data dell’ultima registrazione. Per lo stesso periodo devono conservarsi le fatture, le lettere e i telegrammi ricevuti e le copie delle fatture, delle lettere e dei telegrammi spediti.

 

 

Che fare se arriva una richiesta di pagamento?

Qualora dovesse arrivare una richiesta di pagamento per una tassa o una multa già pagata il contribuente è tenuto a esibire all’ente creditore la ricevuta di versamento custodita nel proprio archivio. L’esibizione è meglio che venga formalizzata in una richiesta di sgravio, che segue le regole del ricorso in autotutela. In pratica, il contribuente presenta un’istanza in carta semplice, inviata con raccomandata a.r. o posta elettronica certificata (Pec) o consegnata a mani all’ufficio (con sottoscrizione di una copia per ricevuta) in cui chiede l’annullamento della richiesta di pagamento e allega una fotocopia della distinta di pagamento o dell’estratto conto bancario dal quale è partito l’ordine di bonifico.


 


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