Contabilizzatori di calore: costi e vantaggi
Lo sai che?
17 Ago 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Contabilizzatori di calore: costi e vantaggi

La ripartizione del costo del riscaldamento in condominio è obbligatoria per legge. L’installazione comporta un costo ma offre risparmio e agevolazioni fiscali.

 

Tutti gli edifici in cui è installato un impianto centralizzato di riscaldamento devono essere dotati di contabilizzatori di calore. La legge [1] impone questo strumento (pena sanzione da 500 euro a 2.500 euro) che misura l’effettivo consumo di ciascun appartamento e che, quindi, stabilisce la spesa di ogni condomino sulla base dei criteri elaborati dalla norma Uni 10200.

Bisogna distinguere tra due tipi di contabilizzazione: quella diretta e quella indiretta.

La contabilizzazione diretta viene calcolata attraverso dei sotto-contatori di calore che si trovano all’ingresso della derivazione dell’impianto termico di distribuzione verso ciascun appartamento. In pratica, nel punto in cui partono dall’impianto unico i tubi verso le singole unità immobiliari. Qui viene misurata l’energia termica volontariamente prelevata da ogni condomino. La contabilizzazione diretta viene applicata solo agli impianti a distribuzione a zona. Non è necessario installare delle valvole termostatiche, dato che ci sono già dei termostati che permettono di scegliere la quantità di calore che si desidera.

La contabilizzazione indiretta, invece, misura i consumi volontari di energia dei singoli condomini sulla base dell’uso di ripartitori o di altri strumenti installati. Qui, a differenza del caso precedente, è necessario installare una valvola termostatica su ogni radiatore. Viene usata su impianti a distribuzione verticale.

 

 

Contabilizzatore di calore: consumi volontari e involontari

Come conseguenza della contabilizzazione, i consumi conteggiati per il riscaldamento possono essere volontari o involontari.

La voce sui consumi volontari contiene il costo del calore volontariamente prelevato da ogni condomino ma non quello relativo alle dispersioni dell’edificio.

La voce sui consumi involontari (la quota fissa) contiene, invece, le dispersioni di calore dalle tubazioni. Sarà un tecnico abilitato a predisporre la tabella millesimale [2] per la ripartizione dei costi in base al fabbisogno energetico di ciascun appartamento (le unità immobiliari più grandi pagheranno una quota superiore). Per il calcolo dei consumi involontari vengono considerate solo per parti comuni ma non gli interventi che ciascun condomino abbia effettuato nella propria casa (ad esempio doppi serramenti o coibentazioni interne). Questi ultimi serviranno, comunque, a diminuire i costi dei consumi volontari, in quanto ridurranno la quantità di calore da prelevare.

Per la prima stagione termica successiva all’installazione dei contabilizzatori (il primo inverno da affrontare, insomma), la ripartizione dei costi si può effettuare in base ai soli millesimi di proprietà.

Come accennato sopra, la mancata ripartizione della spesa di riscaldamento comporta una sanzione da 500 euro a 2.500 euro. L’addetto al controllo, oltre ad accertare la violazione e e comminare la sanzione, dovrà ammonire il condominio a mettersi in regola entro 45 giorni dalla contestazione. Ciò significa che l’amministratore del condominio avrà un mese e mezzo di tempo per presentare i criteri di ripartizione e la loro applicazione in sede di rendiconto annuale.

 

 

Contabilizzatori di calore: costi, vantaggi e detrazioni fiscali

Il primo vantaggio che si ottiene con l’installazione di un contabilizzatore di calore (oltre a quello di non pagare la sanzione amministrativa) è quello del risparmio sul costo del riscaldamento dal 12 al 30%, il che, tradotto in soldini, significa pagare dai 50 a 100 euro in meno al bimestre.

E’ possibile, inoltre, beneficiare delle agevolazioni fiscali grazie all’Ecobonus per l’efficienza energetica (65%) e al bonus ristrutturazioni (50%).

Agevolazioni più che convenienti, dato che gli impianti non costano poco. Calcolando un appartamento di 80 metri quadri, per l’acquisto e l’installazione di valvole termostatiche per contabilizzatori indiretti si spende mediamente tra i 100 ed i 120 euro. Se nella casa ci sono 6 radiatori, il costo totale sale a circa 1.000 euro, compreso il prezzo per adeguare le pompe di circolazione dell’impianto da portata fissa a portata variabile.

Più sono gli appartamenti di un condominio, più aumenta la spesa: ci sono, infatti, dei lavori da realizzare, come il lavaggio dell’impianto centralizzato prima dell’installazione delle valvole, l’installazione di una pompa elettronica per la modulazione della potenza di circolo dell’acqua, l’addolcitore, ecc. Per ogni contabilizzatore, la spesa di lettura annua è di 5 euro a famiglia.

La contabilizzazione diretta, invece, ha dei costi più contenuti: circa 60 euro per l’acquisto e l’installazione di una valvola termostatica e 200 euro più Iva e installazione per il ripartitore unico collocato all’ingresso di ogni appartamento.


[1] Art. 9, co.5, D.Lgs. 102/2014.

[2] Art. 68, co. 2, disposizioni attuazione cod. civ.

 

Autore immagine: Pixabay

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti
17 Ago 2016 Maurizio Carloni

Obbligatoria “nella misura in cui sia tecnicamente possibile, efficiente in termini di costi e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali “. Il fatto che l’articolo ometta questo particolare che proprio in Italia è estremamente importante per la tipologia delle costruzioni e per le condizioni climatiche completamente differenti dal nord Europa, mi fa pensare ad una delle solite pubblicità ingannevoli promosse dalle ditte interessate, che guarda caso sono principalmente del nord Europa. Eppure il sito è intitolato “la legge per tutti”; sono basito. Bah!!!!