L’amministrazione straordinaria delle grandi imprese
Professionisti
16 Ago 2016
 
L'autore
Edizioni Simone
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

L’amministrazione straordinaria delle grandi imprese

Presupposti soggettivi ed oggettivi, procedimento e organi, effetti.

 

L’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza

è una procedura concorsuale finalizzata a conciliare l’esigenza di soddisfacimento integrale delle pretese creditorie con la necessità di recuperare complessi produttivi di particolare consistenza nel quadro economico generale del paese mediante prosecuzione, riattivazione o riconversione delle attività imprenditoriali, anche al fine di mantenere quanto più possibile stabili i livelli occupazionali.

 

Introdotta nel nostro ordinamento con il D.L. 26/1979, conv. in L. 95/1979, la disciplina dell’amministrazione straordinaria è stata interamente riscritta dal D.Lgs. 8-7-1999, n. 270 (da ultimo modificato dal D.L. 132/2014, conv. in L. 162/2014) che ha abrogato la L. 95/1979.

 

 

Presupposti soggettivi ed oggettivi

L’istituto trova esecuzione nei confronti di imprenditori commerciali, di natura privata, ai quali sono applicabili le norme sul fallimento (art. 2, D.Lgs. 270/1999).

Deve inoltre trattarsi di imprese:

 

— che abbiano un numero di dipendenti pari o superiore a 200 unità;

— che abbiano un’esposizione debitoria pari almeno ai due terzi dell’attivo patrimoniale e dei ricavi provenienti dalle vendite e dalle prestazioni dell’ultimo esercizio;

— che per esse sia accertata, da parte del commissario giudiziale, sentito il Ministro dello sviluppo economico, la sussistenza di concrete possibilità di recupero dell’equilibrio economico.

 

 

Procedimento ed organi

È il Tribunale del luogo in cui l’impresa ha la sede principale che dispone l’apertura della procedura, su ricorso dell’imprenditore, di uno o più creditori, del pubblico ministero ovvero d’ufficio, con sentenza dichiarativa con cui:

 

— dichiara lo stato di insolvenza;

— nomina uno o, nei casi di particolare complessità, tre commissari giudiziali, su indicazione del Ministero competente o, in caso di inerzia, di propria iniziativa;

— nomina il giudice delegato;

— ordina all’imprenditore di depositare entro due giorni in cancelleria le scritture contabili e i bilanci;

— stabilisce la data per l’udienza di verifica dello stato passivo.

 

Il commissario giudiziale predispone, nel termine di 30 giorni, la relazione sulle cause del dissesto e sull’esistenza delle condizioni per il recupero aziendale e la presenta al Tribunale che, raccolto il parere del Ministero competente depositato in cancelleria, può dichiarare con decreto l’apertura dell’amministrazione straordinaria oppure, qualora non intraveda le prospettive di recupero, dichiarare con decreto il fallimento.

 

Contro il decreto del Tribunale, può essere apposto reclamo alla Corte d’Appello, da chiunque vi abbia interesse, entro 15 giorni.

 

La procedura di amministrazione straordinaria può attuarsi attraverso meccanismi alternativi fra di loro:

 

— un programma di cessione dei complessi aziendali, con finalità liquidatorie, della durata massima di un anno;

 

— un programma di ristrutturazione aziendale, con finalità conservative e rinnovative, della durata massima di due anni;

 

— per le società operanti nel settore dei servizi pubblici essenziali, anche tramite la cessione dei complessi di beni e contratti sulla base di un programma di prosecuzione dell’esercizio dell’impresa di durata non superiore ad un anno (tale previsione è stata introdotta dal D.L. 134/2008, conv. in L. 166/2008).

 

Durante tale periodo la continuazione delle attività si svolge sotto la vigilanza di uno o tre commissari straordinari nominati dal Ministero dello sviluppo economico, che hanno la gestione dell’impresa, l’amministrazione dei beni dell’impresa insolvente e predispongono il programma di attuazione della procedura, e di un comitato di sorveglianza, sempre di nomina ministeriale, con funzioni consultive.

 

Le novità introdotte dal D.L. 85/2012 (cd. crescita), conv. in L. 134/2012, sono principalmente finalizzate al contenimento dei costi della procedura e riguardano la determinazione dei compensi degli organi e i criteri di attribuzione di incarichi di collaborazione e consulenza professionale. Infine, in seguito alle modifiche introdotte al D.Lgs. 270/1999 dal D.L. 18-10-2012, n. 179 (cd. crescita bis) conv. in L. 17-12-2012, n. 221, la regola delle comunicazioni a mezzo posta elettronica certificata (PEC) riguarda anche la procedura di amministrazione straordinaria.

 

 

Chiusura della procedura

In caso di esito negativo della procedura, al termine del periodo stabilito, ovvero in qualsiasi momento nel corso di essa, qualora risulti che la stessa non possa essere utilmente proseguita, il Tribunale dispone con decreto la conversione dell’amministrazione in fallimento. In caso, invece, di esito positivo, il Tribunale con decreto motivato dichiara la chiusura della procedura.

 

agente-immobiliare


 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti