Condomino impedisce uscita dell’auto dal garage: è reato
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16 Ago 2016
 
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Ditelo Voi
 


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Condomino impedisce uscita dell’auto dal garage: è reato

Sono proprietario di un garage sito nel cortile interno di un condominio. Uno dei condomini parcheggia ripetutamente la sua auto nello spazio antistante l’ingresso del box, impedendo così l’uscita della mia vettura. Come posso difendermi?

 

La condotta di chi ostacola reiteratamente e volontariamente l’uscita dell’auto dal garage nonché l’accesso alla pubblica via integra il reato di violenza privata [1]. Pertanto, tale comportamento è penalmente perseguibile.

 

Si tratta di fenomeni che non di rado si verificano nella quotidianità condominiale e che possono essere percepiti come particolarmente fastidiosi dal soggetto che li subisce. Nella specie, è evidente che la frequente ostruzione dell’accesso al box auto va a ledere il diritto di proprietà del titolare dello stesso, cui deve essere garantita la possibilità di goderne in modo pieno ed esclusivo [2].

La Cassazione [3] si è più volte pronunciata sulla questione, affermando la rilevanza penale del fatto descritto. Il condomino che si renda protagonista dell’azione riferita (parcheggio davanti l’ingresso del box) andrebbe incontro a conseguenze non di poco conto (reclusione fino a quattro anni).

 

Il delitto di violenza privata si configura nel momento in cui un soggetto costringe un altro a tollerare, fare o omettere qualcosa contro la propria volontà. Ciò comporta una “coazione personale” che si risolve in un’evidente privazione della libertà di determinazione e di azione dell’individuo leso.

Tanto premesso, occorre delineare quali sono le condizioni necessarie affinché il reato in questione si perfezioni.

Innanzitutto, occorre che la condotta illecita abbia carattere non episodico. Ciò significa che potrà avere rilevanza penale solo un’azione ripetuta, che non si risolva in un’occasionale compressione della libertà di movimento. In secondo luogo, è necessario che il soggetto ostacoli l’uscita (o l’accesso) dell’auto consapevole di arrecare danno al proprietario del box. A questo proposito, il condomino danneggiato dovrà opportunamente segnalare il fatto, in modo che l’autore della violazione prenda coscienza del carattere illecito della propria condotta. Qualora questi continui a bloccare l’ingresso del garage consapevole del dissenso del titolare, il reato potrà dirsi realizzato.

 

Sulla questione si rende necessaria un’ulteriore precisazione.

Il proprietario del box auto non può difendersi mediante l’apposizione di un passo carrabile. Ciò in quanto, trattandosi di cortile interno al condominio, il garage non permette un accesso diretto alla pubblica via (requisito necessario per la costituzione del passo carraio) [4].

 

In pratica dunque, il condomino leso deve adottare una serie di comportamenti per tutelare il suo diritto.

In primis, egli ha l’onere di segnalare il fatto all’autore stesso dell’illecito, in modo che questi prenda consapevolezza dell’antigiuridicità della condotta perpetrata. Nel caso in cui egli perseveri nel comportamento ostruzionistico, il condomino potrà denunciare l’accaduto all’autorità competente.

Si sottolinea, a questo proposito, che il reato di violenza privata è perseguibile d’ufficio. Ciò significa che la denuncia fa sorgere in capo all’autorità giudiziaria l’obbligo di indagare sull’illecito segnalato, con conseguente instaurazione del procedimento penale a carico del suo artefice. Tale effetto si produrrà, pertanto, anche prescindere dall’eventuale ritiro della querela presentata.

 

Avv. EMANUELE CARBONARA – e.carbo@libero.it


[1] Art. 610 cod. pen.

[2] Art. 832 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 48346/2015 del 7.12.2015.

[4] Art. 3 cod. str.

 


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