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Lo sai che? Pubblicato il 16 agosto 2016

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Lo sai che? Conchiglie, sabbia, fiori: quali materiali è vietato raccogliere?

> Lo sai che? Pubblicato il 16 agosto 2016

Conchiglie, sassi, erbe e fiori: quali sono le specie e i materiali di cui è vietata la raccolta e quali le conseguenze per chi li porta via dal loro ambiente.

 

La conchiglia raccolta per conservare un ricordo della gita al mare può costare molto cara: difatti, secondo il Codice della navigazione [1], il prelievo di qualsiasi materiale o specie animale o vegetale marittima è punito col pagamento di una sanzione amministrativa che può arrivare sino a 9.296 euro.

Ma le sanzioni non si limitano al materiale marittimo: anche chi parte nelle località interne ha il divieto di raccogliere diverse specie di fiori e piante. Vietatissima, ad esempio, la raccolta della stella alpina, con sanzioni per i trasgressori che si aggirano intorno al migliaio di euro. Le singole Regioni, inoltre, hanno imposto severi limiti alla raccolta di erbe, come l’arnica e il tarassaco e ai prodotti del sottobosco, come i funghi.

Considerata la presenza di numerose norme che sanzionano la raccolta e il prelievo di vegetali, animali e materiali, è dunque utile fare un punto della situazione, per stabilire quali prelievi sono vietati e quali sono le conseguenze.

Gita al mare: meglio non toccare nulla

Se si parte in una località marittima, per essere sicuri di non essere sanzionati è necessario non prelevare alcunché. Come già illustrato, secondo il Codice della navigazione chi estrae senza concessione arena (sabbia), alghe, ghiaia o altri materiali nell’ambito del demanio marittimo, del mare territoriale o delle zone portuali della navigazione interna, è punito col pagamento di una sanzione amministrativa da 1.549 euro a euro 9.296 euro.

È dunque sanzionata l’estrazione di qualsiasi tipo di materiale, comprese le alghe e l’acqua di mare: certo, non è vietato riempire d’acqua un secchiello per fare un castello di sabbia, ma lo è riempire delle taniche di acqua di mare e portarsele via. Peraltro, vi sono numerose ordinanze regionali, oltre al Codice della navigazione, che vietano la raccolta, l’utilizzo e la vendita dell’acqua di mare, volte soprattutto ad evitare che la stessa acqua sia usata per scopi alimentari.

Lo stesso Codice della navigazione, peraltro, vieta ulteriori comportamenti collegati alla corretta fruizione delle spiagge e degli ambienti marittimi: ad esempio, lasciare in spiaggia il proprio ombrellone per “prenotare il posto in prima fila” integra il reato di abusiva occupazione di spazio demaniale [2], per il quale è previsto l’arresto sino a 6 mesi o l’ammenda sino a 516 euro.

Gita in montagna: conoscere le specie protette

Anche per prelevare fiori ed erbe dalle località interne (montagne, boschi, etc.) è necessario informarsi preventivamente sulle specie di cui è vietata o limitata la raccolta e su quelle che richiedono particolari autorizzazioni.

A tal fine è necessario aver riguardo alla normativa regionale (alcuni territori prevedono un patentino per la raccolta di erbe selvatiche) e, se si va in un’area protetta come un parco, leggere attentamente il regolamento del parco.

Anche per un’attività piuttosto comune, come la raccolta dei funghi, molte Regioni prevedono l’ottenimento di un tesserino e limitano la quantità che può essere raccolta.

In definitiva, se non si è assolutamente sicuri che la raccolta di un determinato materiale o specie sia legale, è meglio raccoglierne soltanto l’immagine, con una fotografia, per evitare spiacevoli situazioni.

Certo, in molti casi le sanzioni appaiono sproporzionate, ma bisogna considerare che il prelievo di materiali dal demanio marittimo ha ultimamente raggiunto delle dimensioni preoccupanti: in Sardegna, solo l’estate scorsa, presso l’aeroporto di Cagliari sono state sequestrate 5 tonnellate di sabbia. Il “pugno di ferro” è dunque necessario per scoraggiare simili comportamenti, volti a depredare l’ambiente delle sue risorse naturali.

note

[1] Art. 1162 Cod. della Navigazione.

[2] Art. 1161 Cod. della Navigazione.

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