Manutenzione di ascensori: nessuna nuova tassa
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17 Ago 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Manutenzione di ascensori: nessuna nuova tassa

Il regolamento ministeriale non prevede altri costi per la messa in sicurezza dei vecchi impianti: rientra nella manutenzione ordinaria.

 

Non c’è pericolo che i costi di manutenzione degli ascensori condominiali salgano di qualche piano. Il nuovo regolamento in materia, che recepisce la direttiva dell’Unione Europea [1] non prevede alcuna tassa a carico di chi in condominio ha un vecchio ascensore, cioè un impianto prima del 1999 (vale a dire il 70% di quelli esistenti nei condomìni italiani), l’anno in cui è entrata in vigore in Italia l’apposita normativa tuttora in vigore [2]. Il Ministero per lo Sviluppo economico risolve così ogni dubbio, alimentato da chi sosteneva che erano in arrivo nuovi oneri di manutenzione obbligatoria per modernizzare e mettere in sicurezza gli ascensori più vetusti.

Il chiarimento del Mise è puntuale e preciso: nessuna verifica straordinaria ma controlli di sicurezza che verranno realizzati in occasione della prima manutenzione ordinaria dell’ascensore, cioè: già che i tecnici ci sono, fanno un controllino in più ma senza che il condomino debba pagare per questo una tassa obbligatoria. Anzi.

 

Lo stesso ministero ha specificato che “non esiste alcuna nuova tassa sulla manutenzione degli ascensori, così come non esiste alcun provvedimento allo studio che ne preveda l’istituzione”. In altre parole: se volete rinunciare all’ascensore e fare le scale è perché fa bene alla salute, non perché sarete obbligati a pagare di più.

 

Entro i prossimi due anni ci sarà un nuovo provvedimento per fare un censimento degli ascensori più vecchi, allo scopo di programmare, insieme ad enti sovracomunali ed operatori economici interessati, i casi, i tempi e le modalità degli interventi di manutenzione necessari per l’adeguamento degli impianti agli standard di sicurezza minimi in vigore nell’Ue.

 

Il regolamento conferma la competenza delle prefetture per il rilascio delle abilitazioni ai tecnici addetti alla manutenzione degli ascensori. Tecnici che saranno obbligati a predisporre dei piani di manutenzione specifici in base alle caratteristiche di ogni singolo ascensore. Il Governo assicura che si terrà conto “delle innovazioni in materia di accreditamento degli organismi di valutazione della conformità, di vigilanza e controllo del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti, di princìpi generali della marcatura Ce e di stato compatibile”. In questo modo, spiega ancora l’Esecutivo, verrà garantito “un elevato livello di protezione della salute e della sicurezza delle persone e dei beni, nonché una concorrenza leale sul mercato dell’Unione”.

Nella sua direttiva, l’Europa intende per ascensore “il prodotto finito e installato in modo permanente in edifici o costruzioni”, mentre i componenti di sicurezza di un ascensore vengono ritenuti tali se sono nuovi e prodotti da un fabbricante dell’Unione Europea oppure nuovi o usati importati da un Paese extracomunitario. Usati ma perfettamente funzionanti e sicuri, si capisce.

Le imprese accreditate che eseguono la manutenzione degli ascensori devono già seguire le disposizioni stabilite nella direttiva Ue. L’amministratore del condominio è tenuto a verificare che gli interventi siano realizzati nel pieno rispetto delle normative. E che, una volta conclusa la manutenzione, l’ascensore vada su e vada giù senza problemi.


[1] Direttiva 2014/33/Ue.

[2] Dpr 162/99.

 


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