Regime forfettario: occasione per mettersi in proprio
Lo sai che?
18 Ago 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Regime forfettario: occasione per mettersi in proprio

Chi decide di avviare una nuova attività individuale può usufruire del regime forfettario di determinazione del reddito, con l’aliquota al 5%.

 

Mai come ora mettersi in proprio è stato così vantaggioso. Chi dà il via oggi ad un’attività di impresa o un’arte o professione può beneficiare, grazie alla Legge di Stabilità, del regime forfettario di determinazione del reddito che, per i primi cinque anni, prevede un’aliquota ridotta di due terzi: dal 15% al 5%.

Il regime interessa le persone fisiche che diventano imprenditori individuali, incluse le imprese familiari o coniugali (sempre che non siano società di fatto) e artigiani e professionisti non associati. Non è necessario che siano per forza residenti in Italia: il regime forfettario di determinazione del reddito può essere applicato ai nuovi imprenditori individuali che vivono e lavorano in un Paese dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo economico europeo, purché producano nel territorio italiano almeno il 75% del reddito complessivo.

 

 

Regime forfettario: quando si accede

Chi intraprende una nuova attività può beneficiare del regime forfettario di determinazione del reddito al 5% a queste condizioni:

  • nei tre anni che precedono l’inizio dell’attività non deve avere esercitato alcun tipo di arte, professione o attività di impresa, anche in ambito familiare, societario o associativo;
  • non si può proseguire a livello autonomo l’attività che in precedenza veniva svolta come lavoratore dipendente. L’impiegato che lavorava a busta paga, insomma, non può mettersi in proprio nello stesso luogo, con gli stessi clienti o gli stessi beni dell’azienda per cui lavorava. A meno che il dipendente sia stato precario, cioè abbia lavorato a tempo determinato o come collaboratore per meno della metà del triennio precedente o sia andato in pensione;
  • non si può proseguire un’attività di impresa da chi ha prodotto ricavi superiori al limite stabilito per beneficiare del regime forfettario nell’anno precedente a quello in cui inizia il nuovo regime.

 

 

Regime forfettario: quando viene applicato

Il regime forfettario di determinazione del reddito viene applicato quando si avvia una nuova attività e:

  • si hanno dei ricavi o dei compensi non superiori a certe soglie. Se si svolge più di una attività, il calcolo per l’applicazione del regime forfettario viene fatto sull’importo più elevato;
  • le spese per prestazioni di lavoro non superano complessivamente i 5.000 euro lordi;
  • il costo dei beni mobili strumentali, al lordo degli ammortamenti, non è superiore ai 20.000 euro complessivi. Non fanno testo gli immobili. Rilevano il prezzo di acquisto, al netto dell’Iva, il costo sostenuto dal concedente il bene in leasing ed il valore dei beni in locazione, noleggio e comodato. I beni usati in modo promiscuo concorrono al 50%.

 

 

Chi non può avvalersi del regime forfettario

Ci sono, però, dei motivi di esclusione dal regime forfettario di determinazione del reddito per chi inizia una nuova attività. Resta “fuori” dall’agevolazione:

  • chi beneficia di regimi speciali ai fini dell’Iva o di altri regimi forfettari di determinazione del reddito;
  • chi effettua, in via esclusiva o prevalente, cessioni di fabbricati in toto o in parte, di terreni edificabili [1] o di mezzi di trasporto nuovi [2];
  • chi partecipa contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone o associazioni o, ancora, a società a responsabilità limitata che hanno scelto il regime della trasparenza fiscale. A meno che la partecipazione sia stata ceduta nel corso dell’anno;
  • chi durante l’anno precedente ha avuto un reddito da lavoro dipendente o assimilato superiore ai 30.000 euro, a meno che il rapporto di lavoro sia cessato. I redditi di pensione e quelli percepiti per nuovi lavori concorrono, invece, al raggiungimento di tale soglia.

[1] Art. 10, co. 1, n. 8) Dpr 633/1972.

[2] Art. 53, co. 1, Dl 331/1993.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti