Imprese minori: la contabilità semplificata
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18 Ago 2016
 
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Carlos Arija Garcia
 


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Imprese minori: la contabilità semplificata

Gli imprenditori individuali che non godono del regime forfettario, possono applicare la contabilità semplificata, purché i ricavi non superino i 700.000 euro.

 

Il regime di contabilità semplificata, stabilito per le imprese minori [1] può essere applicato dagli imprenditori individuali che non hanno i requisiti per beneficiare del regime forfettario di determinazione del reddito. Possono accedere le imprese di servizi che hanno avuto nell’anno precedente ricavi inferiori a 400.000 euro oppure le altre attività che hanno conseguito ricavi non superiori a 700.000 euro, compresi – in entrambi i casi – quelli da beni destinati a consumo personale o familiare. I ricavi possono essere stimati se l’attività è iniziata nel corso dell’anno. Il regime di contabilità semplificata si estende di anno in anno, se non si superano i limiti indicati.

L’importo non va indicato nella dichiarazione di inizio attività ai fini Iva: occorrerà segnalare il volume d’affari presunto se implica degli adempimenti o criteri particolari di determinazione dell’Iva.

Per chi esercita contemporaneamente prestazioni di servizi ed altre attività la verifica della soglia dei ricavi avviene sull’attività prevalente – posto che i ricavi siano registrati separatamente – ed il tetto per tale attività rimane fissato a 700.000 euro [2]. Se, invece, i ricavi vengono registrati insieme, si può accedere al regime di contabilità semplificata se non si supera la soglia dei 700.000 euro totali.

 

 

Contabilità semplificata: il calcolo del reddito

Il reddito dell’impresa nel regime di contabilità semplificata è pari alla differenza tra:

  • i ricavi ed i proventi individuati dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi [3];
  • le spese inerenti e documentate, con i limiti di deducibilità previsti.

La differenza aumenta o diminuisce in base alla variazione delle rimanenze finali e delle esistenze iniziali.

Concorrono al reddito plusvalenze e sopravvenienze attive [4] e minusvalenze e sopravvenienze passive, così come determinate dal Tuir [5].

 

Ammortamenti e accantonamenti di quiescenza e previdenza del personale vanno annotati nel registro dei beni ammortizzabili.

 

Il reddito degli esercenti di arti e professioni che non hanno i requisiti per il regime forfettario e beneficiano del regime di contabilità semplificata, viene calcolato con la differenza tra compensi in denaro o natura e spese che riguardano la loro attività, purché documentate.

Il principio di cassa viene applicato tranne che per ammortamenti, canoni di leasing, spese di manutenzione di immobili strumentali e indennità di fine rapporto di dipendenti e collaboratori. Se gli esercenti di arti e professioni e gli imprenditori individuali vanno in perdita, possono compensarla con redditi diversi, ma solo dello stesso periodo d’imposta.


[1] Art. 66 Tuir.

[2] Ris. 293/E/2007.

[3] Artt. 57, 85, 89 e 90, co. 1, Tuir.

[4] Artt. 86 e 88 Tuir.

[5] Art. 101 Tuir.

 


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