Cane al guinzaglio: resta la responsabilità
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18 Ago 2016
 
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Cane al guinzaglio: resta la responsabilità

Il padrone del cane resta responsabile per i danni procurati ai passanti da un morso o un’aggressione anche se l’animale è legato al guinzaglio.

 

Il proprietario di un cane è responsabile per i danni procurati a terzi dall’animale anche se lo fa passeggiare legato al guinzaglio. Così se il cane azzanna e aggredisce un passante, il padrone deve risarcire tutti i danni. Lo dice il Tribunale di Trento con una recente sentenza [1].

 

Come abbiamo spiegato nella nostra guida su “Chi paga i danni causati da animali”, il proprietario o il custode provvisorio di un cane (ad esempio il dog sitter) sono responsabili per tutti i danni procurati a terzi dall’animale, salvo che dimostrino che il fatto è avvenuto in modo imprevedibile e inevitabile (è il cosiddetto “caso fortuito”). Una responsabilità che viene detta “oggettiva” perché prescinde da qualsiasi profilo di colpa. Dunque, anche se il cane è assicurato al guinzaglio, chi in quel momento lo porta a spasso risponde di tutte le lesioni procurate ad eventuali passanti. In questo caso, si può rimproverare al padrone il fatto di non aver dotato l’animale pericoloso di una museruola o di non aver “stretto” la presa del guinzaglio o di non averne accorciato la lunghezza in presenza di altri soggetti. Ad esempio, se il cane, per l’euforia, salta addosso a un bambino, facendolo cadere a terra e facendogli del male, il proprietario ne è responsabile.

 

Come dicevamo, solo il caso imprevedibile e inevitabile può esonerare il proprietario dalla responsabilità. Egli deve cioè dimostrare di aver fatto di tutto per prevenire ed impedire il danno. Tale comportamento non si esaurisce nell’assicurare il cane a un guinzaglio, misura che certamente riduce il rischio di incidenti, ma di sicuro non li evita completamente. L’animale, inferocito, e specie se di grossa taglia, potrebbe infatti, nonostante il laccio al collo, aggredire un pedone, morderlo e procurargli serie ferite.

 

Nel caso di specie, il proprietario di un cane è stato condannato a risarcire quasi 100mila euro a una sua conoscente, incontrata mentre era a passeggio con l’animale e violentemente aggredita ed azzannata da esso, causando il 30% di invalidità permanente.


La sentenza

Tribunale di Trento – Sezione civile – Sentenza 2 maggio 2016 n. 465

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE ORDINARIO DI TRENTO

SEZIONE CIVILE

Il Tribunale, nella persona del giudice dott. Giuseppe Barbato ha emesso la seguente

SENTENZA

nella causa civile di I grado iscritta al n. r.g. 217/2014 promossa da:

BI.EL., residente in San Giovanni V.no (AR), Via (…)

rappresentata e difesa dall’avv. Ma.La. del foro di Firenze per procura a margine dell’atto di citazione

ATTRICE CONTRO

DA.GI., residente in Vermiglio, località Passo del Tonale, via (…) rappresentato e difeso dagli avv.ti An.Gi. e Da.So. per procura in calce alla copia notificata dell’atto di citazione

CONVENUTO
OGGETTO: risarcimento danni FATTO E DIRITTO

Con atto di citazione ritualmente notificato Bi.El. esponeva che verso le ore 13,00 del 29 marzo 2013 in Località Passo del Tonale del Comune di Vermiglio, mentre stava passeggiando in compagnia del suo convivente Ca.Cl. lungo la locale via di Circonvallazione, era stata improvvisamente aggredita da un cane di grossa taglia, razza Ak.In., di proprietà di Da.Gi., che nella circostanza lo conduceva con un lungo guinzaglio e senza museruola.

Dopo aver fatto presente che a causa della profonda

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[1] Trib. Trento sent. n. 465/16 del 2.05.2016.

 


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