Spiare il cellulare del partner: cosa rischio?
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18 Ago 2016
 
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Ditelo Voi
 


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Spiare il cellulare del partner: cosa rischio?

La sottrazione del telefono del partner per controllarne il contenuto può costituire reato.

 

L’abitudine molto diffusa di spiare il  telefono del proprio partner al fine di controllarne telefonate e messaggi può avere conseguenze molto gravi tali da costituire gli estremi di un reato. Da recenti sondaggi risulta che quasi la metà della popolazione “accoppiata” spia regolarmente nella vita online del partner spulciando le mail, entrando nel profilo Facebook e sbirciando tra i messaggi e le chat. Proprio questa attività può consentire di scoprire cose che forse era meglio non sapere.

 

Una sentenza recente della Cassazione [1] ha confermato la condanna [2] nei confronti di un soggetto che aveva sottratto con forza il cellulare alla propria partner con lo scopo di leggere i messaggi in esso contenuti; la finalità era quella di ricercare le possibili prove di un tradimento.

Secondo la Corte la condotta posta in essere configura il delitto di rapina. In tale reato il profitto può non consistere esclusivamente in un vantaggio patrimoniale, ma può concretizzarsi in qualsiasi utilità, anche solo morale, purché l’azione sia attuata impossessandosi con violenza della cosa altrui e sottraendola a chi la detiene. Tale finalità, consistente nel leggere i messaggi, viola il diritto alla riservatezza.

 

La Corte ha ritenuto sussistere, nel caso in oggetto, il reato di rapina e non di furto con strappo.

Il reato di furto con strappo si ha quando la violenza viene esercitata solo sulla cosa ed in via del tutto indiretta verso la persona che la detiene. La rapina, invece, presuppone la necessità di vincere la resistenza del proprietario della cosa e pertanto la violenza si estende alla persona.

 

L’instaurazione di una relazione sentimentale tra due persone appartiene alla sfera della libertà e rientra nel diritto inviolabile dell’autodeterminazione, che ha il suo fondamento nella Costituzione [3], dato che non può assicurarsi una piena ed effettiva garanzia dei diritti inviolabili dell’uomo senza che sia rispettata la sua libertà di autodeterminazione, bene primario nella sfera delle relazioni umane.

Non bisogna sottovalutare, pertanto, il comportamento molto diffuso, a volte anche per gioco, di sottrarre lo smartphone al proprio partner. E’ necessario riflettere bene prima di agire perché oltre a mettere in crisi il rapporto sentimentale si rischia di sporcare la propria fedina penale.

 

Avv. TERESA ALOIaloi.tere@tiscali.it


[1] Cass. sent. n. 24297/2016.

[2] Art. 628 cod. pen.

[3] Art. 2 Cost.

 


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