Auto col fermo: niente bollo
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18 Ago 2016
 
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Auto col fermo: niente bollo

La Regione Toscana, tramite Equitalia, mi ha chiesto il pagamento del bollo per gli anni 2013 e 2014 relativo a un’auto sottoposta a fermo amministrativo. Come procedere per fare ricorso e annullare le cartelle esattoriali?

 

L’auto sottoposta a fermo di Equitalia non può essere soggetta al pagamento del bollo auto, checché ne dicano le leggi regionali. A tal fine è possibile presentare ricorso entro 60 giorni dalla notifica delle cartelle esattoriali alla commissione tributaria provinciale. È importante citare in esso:

 

– l’art. 5, comma 36 del d.l. 953/1982, secondo il quale: “La perdita del possesso del veicolo per forza maggiore o per fatto di terzo o la indisponibilità conseguente a provvedimento dell’autorità giudiziaria o della pubblica amministrazione, annotate nei registri indicati nel trentaduesimo comma, fanno venir meno l’obbligo del pagamento del tributo per i periodi d’imposta successivi a quello in cui è stata effettuata l’annotazione”;

 

– la sentenza della Corte Costituzionale n. 288/12, con la quale la Corte ha ribadito che la tassa automobilistica è un tributo istituito e regolato da legge statale e, per tale motivo, le Regioni non hanno alcun potere di derogare alle norme previste dalla legge statale, (nel caso specifico la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 10, legge regione Marche n. 28 del 28.12.2011, secondo cui “A decorrere dall’anno di imposta 2012, la disposizione del fermo amministrativo o giudiziario di beni mobili registrati non esenta dall’obbligo del pagamento della tassa automobilistica regionale”).

 

Prima di proporre ricorso alla commissione tributaria, è possibile anche contestare la richiesta di pagamento contenuta nelle cartelle inviate da Equitalia direttamente all’ente creditore attraverso la procedura c.d. di autotutela, con cui si evidenzia all’ente l’errore.

Qualora la Regione riconosca la fondatezza della ragioni del cittadino, provvederà a disporre l’annullamento della richiesta di pagamento, comunicando lo sgravio al soggetto incaricato della riscossione che, a sua volta, disporrà lo sgravio delle cartelle esattoriali.

 

La presentazione di un’istanza in via di autotutela non è obbligatoria e non sospende i termini (60 giorni dalla notifica) per procedere dinnanzi al giudice tributario. Sia nella presentazione del ricorso alla commissione tributaria che dell’istanza di autotutela all’ente creditore, è necessario provare la perdita di possesso (anche temporanea, come in questo caso), mediante la produzione di visura della targa del veicolo, dalla quale risulti effettuata la relativa annotazione. La visura della targa può essere richiesta al PRA, ma è possibile ottenerla anche tramite internet sul sito dell’Aci, nell’apposita sezione “visure”, o recandosi presso una delegazione Aci o un’agenzia di pratiche auto.

 

In alternativa, in caso di mancanza di attestazione della indisponibilità del veicolo, si può ricorrere anche ad una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, resa ai sensi del d.pr. 445/2000, ugualmente idonea allo scopo, secondo quanto stabilito dal Ministero delle Finanze (circolare n. 122/1998).

 

Per evitare di incorrere in situazioni analoghe in futuro, se l’auto è già sottoposta a fermo amministrativo, è bene richiedere agli uffici preposti l’esenzione dal pagamento del bollo auto producendo, anche in questo caso, la documentazione necessaria a provare la temporanea perdita di possesso del mezzo e l’indicazione precisa del periodo di tempo nel quale il veicolo rimarrà sottoposto a questo provvedimento.


 


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