Crisi di sovraindebitamento: che cos’è e come uscirne
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19 Ago 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Crisi di sovraindebitamento: che cos’è e come uscirne

Aziende e consumatori che non riescono a pagare i debiti: l’organismo di composizione della crisi, previsto dalla legge, può aiutare a risolvere il problema.

 

Far aspettare un creditore un paio di mesi per saldare il debito contratto, ci può stare. Ma se lo squilibrio tra le obbligazioni assunte ed il patrimonio liquidabile per rispettarle è “perdurante”, cioè se all’orizzonte non si intravede un sostanziale miglioramento che consenta di adempiere regolarmente a quelle obbligazioni, si può parlare apertamente di sovraindebitamento. La legge sulla composizione della crisi di sovraindebitamento [1] introduce nuove possibilità per imprenditori e consumatori di prevenire una situazione di indebitamento, inteso come un perdurante squilibrio finanziario tra attività correnti liquidabili e passività correnti da soddisfare. Insomma, l’incapacità di liquidare un debito, sia allo stato attuale sia in futuro, perché il proprio patrimonio è inferiore a ciò che spetta ai debitori.

La legge sulla composizione della crisi di sovraindebitamento consente ai soggetti non fallibili, cioè a quelli che non possono accedere per vari motivi alla legge fallimentare, di raggiungere un accordo con i creditori per saldare i debiti e tornare in pista sul mercato.

I soggetti interessati sono:

  • gli imprenditori agricoli;
  • le start up innovative fino a quando mantengano i loro requisiti e non oltre il quarto anno dalla loro costituzione;
  • gli imprenditori commerciali che non superano un attivo di 300.000 euro, un ricavo lordo di 200.000 euro e un totale di debiti superiore a 500.000 euro negli ultimi 3 esercizi antecedenti al deposito del fallimento (i cosiddetti imprenditori commerciali “sotto soglia”);
  • gli imprenditori commerciali “sopra soglia” con un debito totale e non pagato inferiore a 30.000 euro;
  • gli imprenditori commerciali che abbiano cessato l’attività da oltre un anno e che si siano cancellati dal Registro delle imprese;
  • l’erede di un imprenditore defunto dopo un anno dalla morte;
  • i soci illimitatamente responsabili che abbiano perso lo status di soci da almeno un anno;
  • i liberi professionisti, gli artisti, i lavoratori autonomi e le società professionali che svolgono attività strettamente professionali;
  • le associazioni professionali e ele società semplici;
  • i consumatori, in quanto persone fisiche che hanno assunto dei debiti soltanto per scopi stranei all’attività imprenditoriale o professionale svolta.

 

 

Sovraindebitamento: le procedure di composizione della crisi

Le procedure di composizione della crisi di sovraindebitamento previste dalla legge sono tre:

  • l’accordo con il debitore. Consiste nel formulare una proposta al creditore, con l’aiuto di un organismo di composizione della crisi previsto obbligatoriamente dalla legge, che consenta di ristrutturare i debiti e soddisfare i crediti. La proposta dovrà indicare scadenze e modalità di pagamento e deve essere approvata dai creditori che rappresentano almeno il 60%dei crediti;
  • il piano del consumatore. Si tratta di un progetto da sottoporre ad un giudice, il quale valuterà la fattibilità del piano in base alle caratteristiche morali ed economiche del creditore e del consumatore;
  • la liquidazione del patrimonio. Su istanza del debitore, viene accertato il passivo e liquidato l’attivo.

 

 

Sovraindebitamento: l’organismo di composizione della crisi

Come accennato poco fa, la legge sulla composizione della crisi di sovraindebitamento prevede obbligatoriamente l’intervento di un organismo interno di un ente pubblico per la gestione, anche in via non esclusiva, dell’accordo e del piano di ristrutturazione dei debiti.

Possono svolgere questo delicato compito enti pubblici dotati di indipendenza e professionalità; organismi di conciliazione costituiti presso le Camere di commercio, dai Comuni, dalle Provincie, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dalle istituzioni universitarie pubbliche; segretariato sociale; ordini professionali degli avvocati, dei commercialisti ed esperti contabili e dei notai, iscritti di diritto in un apposito registro tenuto presso il ministero di Giustizia.

Questi i compiti dell’organismo di composizione della crisi di sovraindebitamento:

  • assumere ogni iniziativa mirata a predisporre e ad eseguire un piano di ristrutturazione;
  • verificare che i dati contenuti nella proposta e nei documenti allegati corrispondano al vero per poi attestare che il piano sia fattibile;
  • svolgere le funzioni di liquidatore e di gestore, se il piano lo prevede e se disposto dal giudice;
  • accedere ai dati personali durante lo svolgimento delle sue funzioni, con il consenso del giudice.

[1] Legge 3/2012 modificata dalla legge 221/2012.

 


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