Passaggio su pagamento: è lecito?
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19 Ago 2016
 
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Passaggio su pagamento: è lecito?

Posso utilizzare la mia auto personale per dare un passaggio e trasportare altre persone dietro pagamento di un compenso?

 

Dare un passaggio su pagamento è vietato dal codice della strada, nonostante attualmente esistano numerosi servizi su internet e social network (come Uber o Bla Bla Car) che prevedano forme di intermediazione tra chi necessita di spostarsi da un luogo a un altro (ed è disposto a pagare pur di non utilizzare i mezzi pubblici o il treno) e chi, invece, proprietario di un’auto, intende arrotondare il proprio stipendio e condividere il viaggio con altre persone. Questi servizi consentono di abbattere fino anche a un terzo il prezzo del normale biglietto. Ma, per chi si presta a concedere un passaggio a pagamento possono scattare delle conseguenze di carattere amministrativo con l’applicazione di multe salate. Vediamo perché.

 

Il codice della strada stabilisce [1] che, al momento dell’immatricolazione, è necessario indicare, nella carta di circolazione, l’uso del veicolo, ossia lo scopo economico del suo impiego. A tal fine la legge distingue due diversi tipi di uso dell’auto:

  • uso proprio dell’auto
  • uso di terzi, ossia quando l’auto viene utilizzata per trasportare persone diverse dal proprietario intestatario della carta di circolazione. In tutti gli altri casi il veicolo si intende adibito a uso proprio.

Si ha uso di terzi ad esempio nell’ipotesi in cui si adibisca l’autovettura a taxi o a noleggio con o senza conducente. In tali casi sono necessarie apposite licenze o autorizzazioni, rilasciate di regola dal Comune con un apposito bando. Inoltre, occorre conseguire una “patente” aggiuntiva, chiamata Kb, ossia un certificato di abilitazione professionale [2].

 

 

Dare un passaggio a pagamento è quindi illegale?

Dare un passaggio dietro compenso è illecito se l’automobile è destinata a uso proprio sulla base di quanto risulta dalla carta di circolazione.

 

Sull’autovettura privata, intestata ad uso proprio, è possibile dare passaggi e trasportare altre persone, ma senza poter chiedere alcun pagamento per il servizio, tranne eventualmente un rimborso per il carburante. Il rimborso, infatti, non costituisce un lucro e, quindi, si deve ritenere del tutto lecito. Diverso il caso in cui il proprietario dell’auto abbatta il prezzo di viaggio in modo particolarmente forte da farlo apparire – solo in una versione di facciata – come un rimborso della benzina. In verità si tratta di un vero e proprio vantaggio economico. Specie se accompagnato da una ripetizione reiterata di tale comportamento.

 

 

Cosa rischia chi dà un passaggio a pagamento?

Per chi dà un passaggio a pagamento sulla propria auto privata è prevista una multa (o meglio detta “sanzione amministrativa”) da 84 a 335 euro, oltre alla sospensione della carta di circolazione da uno a sei mesi [3].

 

Avv. ALESSIO FORTUNA

 


[1] Art. 82 cod. strada.

[2] Art. 116 comma 8 cod. strada.

[3] Art. 82 commi 8 e 10 cod. strada.

 


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