Che significa tracciabilità dei pagamenti?
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11 Set 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Che significa tracciabilità dei pagamenti?

La tracciabilità dei pagamenti è lo strumento a disposizione del Fisco per ricostruire tutti i movimenti del denaro, con l’obiettivo di contrastare l’evasione fiscale. Come funziona?

 

 

Tracciabilità dei pagamenti: cos’è e a cosa serve

Tracciare i pagamenti significa permettere al Fisco di ricostruire tutti i movimenti che ha fatto il denaro: se ad esempio, Tizio ha accreditato qualcosa sul conto di Caio, il Fisco lo sa [1].

 

Naturalmente, per tracciare il denaro è necessario che il suo movimento sia effettuato attraverso strumenti che non siano il denaro contante che non ha né nome nè possessore e non lascia alcune traccia, appunto.

 

Con la tracciabilità dei pagamenti, il legislatore vuole contrastare il riciclaggio dei capitali di provenienza illecita, l’evasione ed elusione fiscale (che consiste nel mettere in pratica, da parte di un contribuente, comportamenti per pagare meno tasse. Ad esempio, si può usare una società per azioni non per un’attività imprenditoriale, ma per trasferire la proprietà di un immobile, oppure si può lavorare non come semplice lavoratore autonomo, ma tramite una società, per avere una tassazione agevolata e maggiori detrazioni).

 

Eliminando il contante, non solo si riduce l’evasione fiscale ma anche un altro fenomeno, per il quale, ancora una volta, il nostro Paese registra un triste primato: parliamo del denaro contraffatto.

 

 

Tracciabilità dei pagamenti: a cosa serve la moneta elettronica?

L’unico modo per scoraggiare tali pratiche è quello di mettere un limite all’utilizzo del denaro contante e incentivare la moneta elettronica (un valore monetario che rappresenta un credito e che viene memorizzato su un dispositivo elettronico): questo limite si chiama soglia di tracciabilità e, in Italia, è pari a 3.000 euro, mentre per il money transfer rimane a 1.000 euro. Per chi non lo sapesse, il money transfer è il trasferimento di denaro per mezzo di intermediari diversi da banche (si pensi, ad esempio, a Western Union). Si tratta di uno strumento nato per consentire agli immigrati presenti in un determinato Paese, di trasferire i propri risparmi nel Paese d’origine, evitando gli alti costi previsti dal sistema bancario.

 

Dunque, nel momento in cui si effettua un pagamento superiore alla soglia di tracciabilità prevista, occorre utilizzare la moneta elettronica: bonifico, carte di credito, carte di debito, carte prepagate, transazioni telematiche via POS (parola che in inglese significa Point Of Sale, Punto di Vendita; si tratta dell’apparecchiatura che permette l’acquisto di beni e servizi con l’utilizzo di una carta di pagamento) [2], tutte modalità di pagamento in grado di lasciare traccia, rendendo più facile seguire il flusso del denaro e sapere chi effettua il pagamento e chi lo riceve.

 

 

Tracciabilità dei pagamenti: aspetti negativi?

Da non sottacere, in ogni caso, gli aspetti negativi della tracciabilità dei pagamenti:  secondo alcuni esperti, le restrizioni sull’uso del contante non ridurrebbero l’evasione fiscale. E ciò a causa della difficoltà di controllare tutte le transazioni, con un’enorme mole di dati difficile da controllare.


[1] Per obbligo di completezza, precisiamo che, in ambito economico e finanziario, la tracciabilità dei pagamenti comprende tutte i provvedimenti legislativi atti a sfavorire o limitare l’utilizzo di contanti per adempiere alla transazioni economiche.

[2] Dal 30 giugno 2014 è entrato in vigore l’obbligo di possesso del POS da parte di liberi professionisti, medici, commercianti, artigiani. Questo provvedimento è volto a contrastare l’evasione fiscale e a consentire la tracciabilità dei pagamenti. Si configura, inoltre, come un servizio volto a favorire il cittadino e una sicurezza in più anche per gli esercenti.

 

 


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