Abuso edilizio: l’ordine di demolizione non scade mai
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20 Ago 2016
 
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Abuso edilizio: l’ordine di demolizione non scade mai

Non va mai in prescrizione l’ordine del giudice penale di demolire una costruzione abusiva; il reato di abuso edilizio, invece, si può prescrivere.

 

Se il reato di abuso edilizio si prescrive dopo il decorso di quattro anni (cinque, se c’è stato un atto interruttivo della prescrizione [1]), l’ordine di demolire il manufatto invece non scade mai. È quanto ha chiarito la Cassazione con una sentenza pubblicata ieri [2].

 

Il colpevole dell’abuso edilizio può scampare al processo penale, e quindi alla sanzione che da esso discende, se la causa non si chiude nei tempi appena detti, ma l’opera contraria alla legge va comunque eliminata, anche se è passato diverso tempo senza che nessuna autorità ne abbia materialmente intimato la demolizione. Difatti l’ordine di demolizione, anche se disposto dal giudice penale, resta una sanzione amministrativa e non si prescrive mai. Non si può, dunque, applicare per analogia, al provvedimento di demolizione, la norma del codice penale che sancisce la prescrizione dei reati [3].

La giurisprudenza non è nuova a questa interpretazione; già in passato la stessa Suprema Corte aveva offerto lo stesso orientamento. Con la sentenza in commento viene precisato un ulteriore aspetto: sia che l’ordine di demolizione provenga da un’autorità amministrativa, sia che provenga dal giudice del processo penale esso non scade mai (in termini tecnici si dice che è imprescrittibile). Essa infatti non cambia la sua natura di “sanzione amministrativa” a seconda dell’organo (amministrativo o giudiziale) che la impartisce. Si tratta della stessa sanzione amministrativa, la cui emissione è demandata anche al giudice penale all’esito del processo, per garantire l’immediatezza dell’esecuzione del provvedimento.

 

Anche la Corte Europea dei diritti dell’Uomo (Cedu) ha stabilito [4] che la demolizione è in linea con la Convenzione, e quindi legittima, in quanto rivolta a ristabilire lo stato dei luoghi anteriori all’illecito penale.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 10 marzo – 19 agosto 2016, n. 35052
Presidente Rosi – Relatore Riccardi

Ritenuto in fatto

1. Con ordinanza del 14 gennaio 2015 il Tribunale di Napoli rigettava l’istanza di revoca dell’ingiunzione a demolire emesso in esecuzione di condanna irrevocabile per il reato di esecuzione di opere edili in assenza di permesso di costruire.
L’ordinanza impugnata rilevava che la pendenza del procedimento per il rilascio di concessione edilizia in sanatoria non risulta documentata, e che la mera presentazione dell’istanza, risalente a 19 anni prima, è inidonea ad essere valutata ai fini della sospensione dell’ordine di demolizione; del resto, il manufatto abusivo risulta edificato in zona sottoposta a vincoli di assoluta inedificabilità, che escludono anche in astratto la condonabilità o la sanabilità delle opere.
2. Avverso tale provvedimento ricorre per cassazione D.L.M.G. , deducendo i seguenti motivi:
1) violazione di legge e vizio di omessa motivazione in ordine all’eccezione di incompetenza dell’A.G. per la esecuzione dell’ordine di demolizione: lamenta che per gli abusi commessi fino al (OMISSIS) la competenza all’esecuzione delle demolizioni spettasse in via esclusiva all’autorità amministrativa, in quanto solo dopo la

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[1] Come il decreto di citazione a giudizio. Altri atti interruttivi della prescrizione sono la sentenza di condanna, il decreto di condanna, l’ordinanza che applica le misure cautelari personali e quella di convalida del fermo o dell’arresto, l’interrogatorio reso davanti al pubblico ministero o al giudice, l’invito a presentarsi al pubblico ministero per rendere l’interrogatorio, il provvedimento del giudice di fissazione dell’udienza in camera di consiglio per la decisione sulla richiesta di archiviazione, la richiesta di rinvio a giudizio, il decreto di fissazione della udienza preliminare, l’ordinanza che dispone il giudizio abbreviato, il decreto di fissazione della udienza per la decisione sulla richiesta di applicazione della pena, la presentazione o la citazione per il giudizio direttissimo, il decreto che dispone il giudizio immediato, il decreto che dispone il giudizio e il decreto di citazione a giudizio.

[2] Cass. sent. n. 35052/16 del 19.08.2016.

[3] Art. 173 cod. pen.

[4] Cedu, sent. Ivanova, aprile 2016.

 


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