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Lo sai che? Pubblicato il 20 agosto 2016

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Lo sai che? Multe ZTL: come vincere il ricorso

> Lo sai che? Pubblicato il 20 agosto 2016

Zone a traffico limitato: le ultime sentenze dei giudici di pace e della Cassazione indicano la strada per impugnare la multa e vincere il ricorso.

In tema di pluralità di multe per le infrazioni commesse nelle zone a traffico limitato, non ogni rilevazione, ma ogni accesso alla ZTL costituisce un illecito distinto. Questo significa che, in caso di rilevazioni pressoché simultanee, non si possono elevare più contravvenzioni poiché unico è il comportamento dell’automobilista e, in caso di pluralità di multe, vanno annullate lasciandone in piedi solo una (la prima). Diversamente, il giudice deve motivare se ritiene che il trasgressore sia entrato nella ZTL una sola volta e vi si sia trattenuto, o se ritiene che vi sia entrato una volta per ciascuna rilevazione [1].

Sono nulle le multe seriali per chi entra nella ZTL senza permesso valido se il titolare dell’autorizzazione non l’ha rinnovata per una dimenticanza, mentre il servizio mediante sms agli utenti in quel periodo risulta sospeso dalla società partecipata del Comune che gestisce la mobilità in città: i verbali devono dunque essere annullati perché il trasgressore non ha rinnovato in buona fede il permesso che gli consente di circolare nella zona a traffico veicolare limitato [2].

In caso di nuova immatricolazione di un veicolo per smarrimento della targa, il permesso di circolazione nelle zone a traffico limitato riferito alla targa smarrita non vale per la targa nuova, restando il veicolo identico in senso materiale, ma non in senso giuridico [3]. Va quindi pagata la multa emessa per ingresso senza autorizzazione nella Ztl anche se quel veicolo, munito di permesso con una specifica targa, perde la targa e ottiene una nuova immatricolazione. Non è il veicolo ma la targa ad avere il permesso per l’area a traffico limitato. La Cassazione, a riguardo, ha detto che “in caso di smarrimento di una delle targhe, si procede, a seguito della denuncia e della successiva richiesta dell’interessato, ad una nuova immatricolazione del veicolo, con il rilascio di un nuovo numero di targa. E poiché la necessità della nuova immatricolazione esclude che vi sia identità, sul piano giuridico, tra il veicolo con la targa precedente allo smarrimento ed il veicolo munito della nuova targa, il permesso rilasciato dal Comune per l’accesso alla Ztl al veicolo con una certa targa non è idoneo a consentire detto accesso al medesimo (ma soltanto in senso materiale) veicolo una volta reimmatricolato e munito di nuova targa a seguito dello smarrimento della precedente”. Per evitare la sanzione è quindi necessario munirsi di un nuovo permesso.

Non è possibile presentare ricorso contro le multe per accesso alle Ztl nel caso in cui il verbale non indichi il responsabile del procedimento. Infatti, nel caso di illecito stradale rilevato a distanza (con telecamere), tanto l’immissione e la riproduzione dei dati quanto l’emanazione del verbale sono effettuate da un medesimo soggetto che ne assume la responsabilità e che diviene a tutti gli effetti autore dell’atto d’accertamento, non essendovi spazio, né dal punto di vista logico né da quello normativo, per ipotizzare come necessaria la presenza di altri soggetti che svolgano un’ulteriore, diversa e autonoma funzione avente rilevanza esterna [4].

Le amministrazioni comunali possono subordinare l’ingresso o la circolazione di auto e moto, all’interno delle zone a traffico limitato, anche al pagamento di una somma di denaro, ma l’esercizio di tale potere è condizionato:

  1. all’istituzione di una ZTL (zona a traffico limitato);
  2. all’adozione del Piano urbano del traffico;
  3. all’introduzione della tariffazione degli accessi alla ZTL all’interno del Piano urbano del traffico [5].

È nulla l’ordinanza del sindaco del Comune che regolamenta accessi, sosta e sanzioni per la zona a traffico limitato della città. E ciò perché il provvedimento che, ad esempio, decide anche gli orari nei quali si può accedere alla ZTL spetta al dirigente dell’ente locale responsabile del servizio traffico e mobilità. Soltanto l’urgenza consentirebbe al sindaco di scavalcare il dirigente comunale emanando una propria ordinanza [6]. La conseguenza è che anche le multe sono nulle laddove il Comune, nella causa di impugnazione, non esibisca il provvedimento del dirigente comunale, ma quello del sindaco.

La multa per passaggio nella zona a traffico limitato deve essere annullata se non viene prodotta in giudizio la foto che attesta il transito della vettura. Secondo il Tribunale di Roma [7], il verbale di accertamento dell’infrazione fa piena prova, fino a querela di falso, dei fatti attestati dal pubblico ufficiale e avvenuti in sua presenza senza alcun margine di apprezzamento. La fede privilegiata, tuttavia, non si estende agli apprezzamenti e alle valutazioni del verbalizzante né ai fatti di cui gli ufficiali hanno avuto notizia da altre persone. Nella rilevazione dell’infrazione tramite dispositivi tecnologici, ha proseguito il tribunale, le circostanze di fatto non sono «apprezzate direttamente dal verbalizzante ma sono verificate attraverso operazioni tecniche di cui si dà atto a verbale». Ne consegue che, nel caso di sanzioni per accesso non autorizzato in ZTL, elemento essenziale della multa è la «documentazione fotografica dell’infrazione rilevata con apparecchiatura omologata».

I residenti con il permesso di transito e sosta nelle ZTL non possono chiedere il risarcimento dei danni al Comune per le multe ricevute per il parcheggio in altre zone con divieto di sosta perché i posti a loro assegnati sono occupati [8].

L’amministrazione comunale ha il potere discrezionale di aumentare le tariffe di accesso alle ZTL purché nel rispetto dei principi generali dell’agire amministrativo e, pertanto, l’esercizio di tale potere deve fondarsi su di una adeguata e completa istruttoria secondo i criteri di logicità e proporzionalità della misura rispetto al fine perseguito. (Sulla base di questo principio è stata accolta la richiesta di annullamento della deliberazione della giunta comunale con cui si era proceduto all’aumento delle tariffe di accesso alla ZTL per disincentivare l’uso dei mezzi privati all’interno della stessa, senza che tale aumento fosse sostenuto da un’adeguata istruttoria) [9].

In tema di violazioni di ZTL, la mera tolleranza, ovvero la mancanza di controlli od altri interventi da parte della p.a. non possono essere invocate dall’utente della strada per affermare l’errore incolpevole circa l’illiceità della sua condotta. Per provare la sua buona fede ed escludere l’elemento soggettivo dell’illecito, occorre che l’utente provi la sussistenza di circostanze di fatto positive atte ad ingenerare la convinzione della liceità della sua condotta; e che lo stesso non sia stato negligente od imprudente, ossia che abbia fatto tutto quanto possibile per osservare la legge. (Nella specie, la Cassazione ha rigettato il ricorso escludendo la sussistenza dell’esimente invocata da società a cui era stato rilasciato un permesso di circolazione in ZTL per l’effettuazione di operazioni di carico e scarico senza l’indicazione delle fasce orarie in cui tali operazioni erano consentite) [10].

note

[1] Trib. Pisa, sent. n. 854/16 del 6.07.2016.

[2] GdP Prato, sent. n. 290/16 del 28.04.2016.

[3] Cass. sent. n. 20130/2015.

[4] Cass. sent. n. 9815/15.

[5] Const. St. sent. n. 2359/2015.

[6] Tar Lombardia, sent. n. 132/16.

[7] Trib. Roma, sent. n. 10476/2015.

[8] Cass. sent. n. 24353/15.

[9] Tar Roma, sent n. 3666/2015.

[10] Cass. sent. n. 4251/2015.

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