Massimiliano Palumbo
Massimiliano Palumbo
21 Ago 2016
 
Le Rubriche di LLpT


Le Rubriche di LLpT
 

Lavoro, contributi e pensione: ecco le novità

Vademecum per ricordare le notizie degli ultimi sette giorni.

 

Prima la casa, poi i soldi. Ora è il turno del lavoro. Agli italiani interessa la vita, quella concreta. Perché a fine mese ci sono le tasse da pagare e nel mezzo ci sono le spese di tutti i giorni. E allora ecco che l’articolo Concorso cancellieri: in Gazzetta il bando, diventa il più letto della settimana. Non c’è da meravigliarsi. Siamo la Nazione fanalino di coda per quanto riguarda il livello occupazionale e 2mila posti da cancelliere, a tempo indeterminato, sono come acqua dopo giorni nel deserto. Ma solo per quelli che ce la faranno. Perché le assunzioni avverranno dando precedenza a chi proviene da altre amministrazioni dello Stato e poi mediante concorsi pubblici.

 

Ma il concorso per cancellieri non evidenzia solo una urgente esigenza lavorativa. Mostra anche la grave carenza di personale che affligge la nostra Giustizia. Non per niente il Consiglio superiore della magistratura più volte ha parlato di «assoluta criticità (…) nella quasi totalità degli uffici giudiziari italiani». Una situazione così grave che porta a «vanificare ogni sforzo di maggiore efficienza». E va bene, il bando in Gazzetta Ufficiale è ormai pronto. La speranza è che porti una boccata d’ossigeno a tutti.

 

Ed è stato ancora il lavoro a tenere calde le pagine del nostro portale. Anche se in questo caso ad emergere è un certo malcostume nostrano. Ok, di lavoro ce ne è poco, le cose non funzionano, ma anche molti cittadini ce la mettono tutta per non farle funzionare. Al secondo posto, infatti, troviamo Malattia inesistente o falsa del lavoratore: licenziamento. In un mondo normale articoli così non avrebbero motivo di essere scritti. Vien da sé, se tu imbrogli te ne vai a casa. E invece, nel mondo reale, certe cose devono essere scritte. Ricordarle è bene, soprattutto se sull’argomento c’è una recente sentenza della Corte di Cassazione: «la risoluzione del rapporto di lavoro nei confronti di chi si sia procurato un certificato che dichiara una patologia in realtà inesistente è una sanzione più che legittima perché lede il rapporto di fiducia con l’azienda».

 

Ed è sempre il lavoro a tenere banco con gli articoli di Carlos Arija Garcia e Noemi Secci. Se occupazione e futuro stanno a cuore agli italiani, c’è però una normativa che va in controtendenza perché ammorbidisce le punizioni per chi non paga i contributi. Come scrive Arija Garcia, omettere il pagamento dei contributi non è più reato. Se però il mancato versamento dei contributi supera una certe cifra, è prevista la reclusione fino a tre anni ed una multa di 1.032 euro.

 

Nome Secci, invece, ritorna su Disoccupati over 50, pensione anticipata e reddito di cittadinanza. L’argomento è ormai una sorta di «evergreen», tra i più letti su La Legge per Tutti. Nell’articolo specifico, invece, Secci parla di alcuni studi che il Governo sta portando avanti. La cosa promette bene, ma mai dimenticare il detto «tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare». Pessimismo a parte resta però la notizia positiva: «Allo studio nuovi provvedimenti per il sostegno dei disoccupati ultracinquantenni: Ape, estensione del Salvacondotto, reddito minimo e ricollocazione». Ed anche questa volta abbiamo chiuso pensando al futuro.


 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti