PCT: come attestare la conformità all’originale delle copie
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22 Ago 2016
 
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PCT: come attestare la conformità all’originale delle copie

Processo civile telematico: tre modi diversi, per l’avvocato, di attestare la conformità all’originale delle copie degli atti processuali e dei provvedimenti del giudice.

 

Gli avvocati che utilizzano il processo civile telematico hanno tre diverse vie per estrarre copia di atti processuali o di un provvedimento del giudice e attestarne la conformità all’originale. Ma procediamo con ordine.

È del 2014 il decreto legge che, nell’ambito del cosiddetto PCT (processo civile telematico) ha attribuito all’avvocato difensore e ad altri soggetti la facoltà di estrarre con modalità telematiche duplicati, copie analogiche o informatiche degli atti e dei provvedimenti contenuti nel fascicolo informatico. Un successivo decreto [2] ha poi disciplinato il potere del difensore (e degli altri soggetti che possono estrarre copie dai fascicoli informatici) di attestare la conformità delle copie all’originale, prevedendo tre modalità. Vediamole singolarmente.

 

 

Come attestare la conformità di un atto cartaceo

Nel caso di copie analogiche (ossia nate e firmate su carta e non in formato elettronico, con il pdf), l’attestazione di conformità può essere effettuata dall’avvocato scrivendola a mano, sulla copia dell’atto stesso, quindi in originale cartaceo. L’attestazione può essere apposta sua in calce, che a margine della copia. In alternativa, l’attestazione può essere effettuata su un foglio separato, ma congiunto materialmente alla copia stessa.

Se l’attestazione deve essere apposta su una copia cartacea (analogica), è possibile redigere l’attestazione di conformità manualmente, con la stampa, o con un timbro, in calce o a margine della stessa copia, provvedendo poi a firmarla a penna. È possibile che l’attestazione sia redatta pure su separato foglio, purché materialmente congiunto alla copia cartacea la cui autenticità di sta certificando.

Se invece l’attestazione deve essere apposta su una copia digitalizzata del documento in origine analogico (ma posseduto in originale o copia conforme), che, ad esempio, dobbiamo depositare nel fascicolo telematico, l’attestazione va apposta nel medesimo documento informatico. In tal caso dovremo dotarci di Adobe Acrobat Reader DC che consente di inserire una finestra di testo all’interno del documento informatico. In essa bisognerà scrivere quanto segue:

 

Il sottoscritto avvocato (oppure CTU, o delegato), nella qualità di difensore di X (oppure di consulente nominato dal GI nella causa X, ovvero di Curatore del Fallimento X, ecc) ai sensi e per gli effetti dell’art. 16 decies del D.L. 179/2012 convertito in L. 221/2012 attesta che la presente copia informatica (inserire descrizione dell’atto) depositata nel fascicolo telematico è copia conforme, in formato digitale ed informatico, all’originale dell’atto in formato analogico da cui è stata estratta.
Luogo, data
Avv. Tizio”.

 

A questo punto bisogna apporre la firma digitale (che Adobe mette in formato PaDes).

A tal fine è necessario inserire nel computer il token USB (dispositivo di firma) e, sempre utilizzando Adobe Acrobat Reader DC, cliccare nuovamente su strumenti e poi su certificati. Bisogna selezionare la voce firma digitalmente e tracciare sul documento il box rettangolare ove apporre materialmente la firma.

 

 

Come attestare la conformità di una copia informatica

Nel caso di una copia informatica, l’avvocato effettua l’attestazione di conformità apponendola all’interno del documento informatico stesso, ossia scrivendola sul pdf in modalità elettronica. Anche tal fine è necessario procurarsi l’ultima versione di Adobe Acrobat Reader DC.

 

 

Come attestare la conformità di un atto separato

In ultimo, nel caso di documento separato (quindi senza modificare la copia) di una copia informatica, l’attestazione di conformità deve essere elaborata all’interno di un file tipo Pdf e deve contenere “una sintetica descrizione del documento di cui si sta attestando la conformità nonché il relativo nome del file”. Il documento deve poi essere sottoscritto con firma digitale da parte di chi compie l’attestazione.


[1] Dl 90/2014, con il nuovo comma 9-bis dell’articolo 16-bis del Dl 179/2012.

[2] Dl 83/2015.

 


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