Le ispezioni nel processo penale
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22 Ago 2016
 
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Edizioni Simone
 


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Le ispezioni nel processo penale

I mezzi di ricerca delle prove nel processo penale: le ispezioni come attività volta a rilevare tracce di reato e altri suoi effetti materiali su persone, luoghi o cose (ispezioni personale, o corporale, locale e reale).

 

I mezzi di ricerca di prova in generale

Come visto, attraverso i mezzi di prova il giudice acquisisce direttamente innanzi a sé gli elementi di convincimento (prove). In sostanza attraverso il mezzo di prova il giudice assiste in prima persona ed in itinere al formarsi della prova (es. testimonianza). Viceversa con i mezzi di ricerca della prova, veicolano innanzi al giudice fonti del suo convincimento (tracce, cose, dichiarazioni) che preesistono (es. cosa sequestrata; conversazione intercettata telefonicamente) e che quasi sempre sono acquisite nelle indagini e cioè prima del dibattimento.

 

Quindi, mentre i mezzi di prova, in quanto creativi e formativi della prova, vivono nella luce del dibattimento e in quella fase anticipata di acquisizione probatoria, che è l’incidente probatorio, i mezzi di ricerca della prova, invece, operano essenzialmente prima della formazione della prova e quindi prevalentemente nella fase delle indagini preliminari. Un’attività di ricerca della prova può avere luogo, sia pure raramente, innanzi allo stesso giudice dibattimentale, il cui compito precipuo, peraltro, è quello di presiedere all’assunzione della prova e non già alla sua ricerca.

 

In ordine alla valenza probatoria, i mezzi di ricerca della prova posti in essere durante la fase delle indagini preliminari formano prova, per quanto attiene alle loro risultanze, in quanto per la loro generale natura di atti cd. a sorpresa si configurano come atti ab origine non ripetibili non potendosi ricreare la sorpresa. Essi, perciò, rifluiscono direttamente nel fascicolo del giudice dibattimentale (art. 431). I mezzi tipici in questione, proprio perché atti a sorpresa, non sono assumibili in sede di incidente probatorio, la cui procedura con i suoi preventi avvisi esclude, in radice, la sorpresa.

 

 

L’ispezione

L’ispezione consiste in attività volta a rilevare tracce di reato ed altri suoi effetti materiali su persone, luoghi e cose (ispezione personale, o corporale, locale e reale).

Le ispezioni possono effettuarsi sia durante le indagini preliminari, ad opera della P.G. (art. 354, c. 3: con esclusione della sola ispezione personale) e ad opera del P.M. (art. 364), sia durante il dibattimento ad opera del giudice.

 

In particolare, per l’ispezione personale, in funzione di garanzie, l’interessato ha facoltà di farsi assistere da idonea persona di sua fiducia. Devono essere rispettate la dignità e il pudore di chi vi è sottoposto e a tal uopo l’autorità giudiziaria può delegare un medico (art. 245 cfr. art. 79 disp. att.).

 

L’ispezione locale, che può concernere il domicilio e anche altri luoghi, deve pure attenersi al rispetto degli altrui diritti, sicché a chi ha la attuale disponibilità del luogo va preventivamente consegnata copia del decreto di ispezione.

 

L’ispezione reale è, infine, anch’essa tutelata da analoga previsione formale.

La legge 48/2008 ha previsto la possibilità di ispezione anche di sistemi informatici; in tal caso devono essere adottate adeguate cautele tecniche (art. 244, co. 2, c.p.p.).

 

Per qualsiasi tipo di ispezione, il diritto di difesa dell’inquisito o imputato contempla per il suo difensore la facoltà di assistere allo svolgimento dell’atto, senza preventivo avviso, se vi procede di sua iniziativa la P.G., trattandosi allora di atto assolutamente urgente (artt. 354 e 356), e con preventivo avviso nei casi di non assoluta urgenza (art. 364), sia che proceda il P.M. o l’uff. di P.G. delegato (art. 370).

 

Giova soggiungere che il giudice e il P.M. emettono in ogni caso decreto motivato (art. 244), mentre la P.G. (che provvede di iniziativa e quindi di urgenza), procede senza decreto, a meno che, fuori dell’urgenza, sia stata delegata dal P.M. appunto con decreto (art. 348, c. 3).

 

Se l’ispezione deve essere eseguita negli uffici dei difensori, a tutela delle loro prerogative di libertà, è escluso che possa procedervi la P.G., di sua iniziativa o delegata dal P.M. Deve procedervi, sempre nel corso delle indagini preliminari, personalmente il P.M., ma in forza di decreto motivato di autorizzazione del giudice (G.I.P.); nelle altre fasi vi procede direttamente il giudice. In ogni caso occorre l’avviso almeno contestuale al Consiglio del locale ordine forense (art. 103).

 

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