Aspettativa per dottorato di ricerca, chi ne ha diritto?
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17 Set 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Aspettativa per dottorato di ricerca, chi ne ha diritto?

Congedo per dottorato di ricerca: quali dipendenti ne hanno diritto, quali sono i requisiti per ottenerlo, quale trattamento spetta.

 

I dipendenti pubblici ammessi a un corso di dottorato di ricerca presso un’università hanno diritto, in presenza di determinate condizioni, ad essere collocati in aspettativa dalla propria amministrazione per tutta la durata del corso.

Le previsioni in materia sono state recentemente cambiate dalla Legge Gelmini [1], che ha introdotto dei severi limiti alla possibilità di utilizzare questo tipo di congedo. Vediamo, alla luce delle ultime novità, chi può usufruire dell’aspettativa per dottorato di ricerca, quali sono i requisiti per ottenere il congedo e l’eventuale spettanza della retribuzione durante tale periodo.

 

 

Congedo per dottorato di ricerca: chi ne ha diritto

In linea generale, come appena esposto, hanno diritto al congedo per dottorato di ricerca tutti coloro che dipendono da un’amministrazione pubblica, se ammessi a un corso di dottorato di ricerca presso un’università.

Secondo le previsioni della Riforma Gelmini, però, non possono essere ammessi coloro che hanno già il titolo di dottore di ricerca o coloro che hanno svolto un anno di dottorato, se hanno già usufruito del relativo congedo. Lo scopo della norma è quello di evitare gli abusi, cioè di impedire che il dipendente possa reiterare l’aspettativa iscrivendosi a più corsi di dottorato.

Inoltre, la Riforma Gelmini ha introdotto un’altra importante novità: mentre, in precedenza, l’aspettativa per il dottorato di ricerca era un diritto, ora deve essere concessa a discrezione dell’amministrazione, compatibilmente con le esigenze di servizio.

Questa disposizione è stata molto discussa, in quanto, essendo troppo vaga, darebbe all’amministrazione una discrezionalità totale nel concedere questo tipo di aspettativa. Dottrina e giurisprudenza sono però concordi nell’affermare che un diniego da parte dell’amministrazione debba essere motivato, con l’indicazione delle specifiche esigenze di servizio incompatibili col congedo.

 

 

Congedo per dottorato di ricerca: retribuzione

Il dipendente, durante il congedo per il dottorato di ricerca, ha il diritto di percepire la normale retribuzione se:

 

– il dottorato di ricerca è senza borsa di studio;

– il dipendente rinuncia alla borsa di studio e ad eventuali indennità equivalenti.

 

Il periodo di congedo è utile sia ai fini della carriera, che della pensione e della liquidazione.

 

 

Congedo per dottorato di ricerca: se il dipendente si dimette

Se il dipendente, dopo aver fruito dell’aspettativa per dottorato di ricerca retribuita, si dimette entro i successivi due anni, deve restituire all’amministrazione tutti gli importi da questa percepiti  durante il congedo. Nessun importo è dovuto, invece, se il dipendente è trasferito ad un’altra amministrazione, anche a seguito di mobilità volontaria o di concorso.


[1] Art. 19, L. 140/2010.

 


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