Il permesso di costruire va mostrato al vicino di casa?
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23 Ago 2016
 
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Il permesso di costruire va mostrato al vicino di casa?

Il Comune è tenuto ad esibire gli atti amministrativi con il rilascio delle autorizzazioni e del permesso di costruire al vicino che faccia la richiesta di accesso?

 

Lecito impicciarsi nelle pratiche amministrative del vicino di casa, specie se queste hanno ad oggetto concessioni e rilasci di permessi di costruire. Questo perché la legge sull’accesso agli atti amministrativi consente a chiunque possa vantare un minimo interesse personale di frugare tra le autorizzazioni che il Comune concede al proprietario di un immobile prima di eseguire dei lavori. È quanto chiarito da una recente sentenza del Tar Puglia [1]. Un diritto – quello dell’accesso agli atti – rafforzato dalla recentissima riforma, che ha introdotto il cosiddetto FOIA (Freeedom of Information Act) [2] e che dà diritto a chiunque di spulciare tra gli altrui atti, anche per semplice curiosità e senza la prova di uno specifico interesse.

 

Così, stando alla sentenza in commento, il proprietario del terreno confinante può impicciarsi del progetto edilizio del vicino anche se quest’ultimo si oppone: in base alla legge sulla trasparenza amministrativa, infatti, è possibile ottenere dal Comune una copia del permesso di costruire rilasciato dagli uffici dell’ente, benché il titolare dell’autorizzazione non voglia. La privacy non c’entra più quando uno dei due soggetti interlocutori è la pubblica amministrazione, la cui attività deve essere improntata ai principi di imparzialità, buon andamento e, come appena detto, trasparenza.

 

Con un capovolgimento di impostazione, il nuovo FOIA prevede l’obbligo della P.A. di mostrare i documenti dei procedimenti amministrativi definitivi a chiunque ne faccia richiesta, senza quindi pretendere che questi dimostrino di avere, sulla pratica, uno specifico interesse. Anche la semplice curiosità o la cavillosità di voler verificare che tutto sia avvenuto a norma di legge è ritenuto sufficiente per esibire i documenti al vicino di casa. Solo particolari interessi di Stato o dell’economica alla tutela della segretezza potrebbero fare da contrappeso.

 

La risposta della P.A. deve intervenire entro 30 giorni, altrimenti si passa alle maniere forti: il richiedente può pretendere che la sua richiesta venga soddisfatta ricorrendo al TAR.


[1] Tar Puglia, sez. Lecce, sent. n. 1136/16.

[2] Dlgs 97/2016, che ha corretto il precedente dlgs 33/2013.

 


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