Si può licenziare due volte lo stesso dipendente?
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24 Ago 2016
 
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Redazione
 


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Si può licenziare due volte lo stesso dipendente?

Se il dipendente, licenziato una prima volta, impugna il licenziamento, durante la causa in tribunale può intervenire un secondo licenziamento per un motivo differente: cosa succede in questi casi?

 

L’azienda può licenziare due volte lo stesso dipendente: lo può fare sia per le medesime ragioni (allo scopo di rimediare a una irregolarità nel procedimento di licenziamento inizialmente intimato), sia per motivi differenti. In questo secondo caso, in particolare, potrebbe verificarsi che il dipendente impugni il primo licenziamento e, mentre ancora pende la causa davanti al tribunale, ne riceva un secondo, fondato però su ragioni diverse venute a conoscenza del datore di lavoro in un successivo momento. Che succede in questi casi? Secondo una sentenza di ieri della Cassazione [1], l’azienda è libera di intimare un secondo licenziamento: nel caso in cui, alla fine della causa, il primo licenziamento venga annullato dal giudice, avrà effetto solo il secondo; viceversa, qualora il tribunale ritenga valido il primo licenziamento, non si terrà conto del secondo (che, appunto, risulterebbe inutile, in quando il lavoratore è già considerato “fuori” dell’azienda).

 

Esiste, tuttavia, un orientamento di segno contrario: in una precedente sentenza la Suprema Corte [2] aveva sostenuto che, in caso di un primo licenziamento impugnato in tribunale, se il giudice dà ragione al dipendente e il datore di lavoro opera un secondo recesso prima della reintegra del dipendente stesso, il secondo licenziamento non ha alcun effetto.

 

 

La revoca del licenziamento

In ogni caso, il datore di lavoro può revocare il licenziamento già intimato in qualunque momento e in qualunque forma [3].

È anche possibile revocare il licenziamento in modo tacito, con comportamenti concludenti che dimostrino la volontà di continuare il rapporto di lavoro. Essa si manifesta attraverso la continuazione del rapporto di lavoro senza alcuna interruzione.

La revoca non può avere effetto senza l’accettazione, espressa o per fatti concludenti, del licenziato [4].

Nel caso, invece, in cui il lavoratore abbia già implicitamente espresso la propria volontà di rientrare al lavoro impugnando il licenziamento e il datore di lavoro revochi il licenziamento entro il termine di 15 giorni dalla ricezione dell’impugnazione stessa, il rapporto di lavoro si intende automaticamente ripristinato senza interruzioni, con diritto del lavoratore alla retribuzione maturata nel periodo precedente alla revoca [5].

 


[1] Cass. sent. n. 17247/2016.

[2] Cass. sent. n. 5125/2006.

[3] Cass. sent. n. 5929/2008.

[4] Cass. sent. n. 13090/2011.

[5] Art. 18, co. 10, L. 300/70; art. 1, c. 42 lett. b), L. 92/2012; art. 5 D.Lgs. 23/2015.

 


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