Un contratto di lavoro senza firma è valido?
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28 Ago 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Un contratto di lavoro senza firma è valido?

Se il rapporto di lavoro inizia senza un contratto firmato, è da intendersi a tempo indeterminato. La lettera di assunzione basta solo a certe condizioni.

 

Può esistere un contratto di lavoro senza firma del lavoratore? Teoricamente sì, anche se, in certi casi, è obbligatorio porre al nuovo dipendente carta e penna per siglare le condizioni del contratto.

 

Non tutti sanno che un rapporto di lavoro subordinato è, in linea di massima, a tempo indeterminato e a tempo pieno. Qualsiasi altro tipo di assunzione (contratto a termine, part time, apprendistato, formazione lavoro, ecc.) è considerata una deroga che va, necessariamente, messa nero su bianco e sottoscritta dalle parti. Se ne deduce che se un datore di lavoro non prevede la firma di un contratto con il dipendente, il rapporto si deve intendere a tutti gli effetti di legge a tempo indeterminato e a tempo pieno. Fin dal primo giorno. Con tutte le conseguenze del caso. Come, ad esempio, quella che riguarda il periodo di prova. La normativa prevede che questo lasso di tempo, in cui ciascuna delle parti può decidere in qualsiasi momento di interrompere il rapporto di lavoro, risulti da un atto scritto. Quindi, in mancanza di un documento firmato dall’azienda e dal dipendente in cui venga stabilito il periodo di prova e la sua durata, il rapporto di lavoro è da considerarsi immediatamente stabile. Il datore di lavoro, pertanto, non potrà licenziare il dipendente se non per giusta causa o per giustificato motivo, pagando il relativo preavviso stabilito dal contratto nazionale di categoria anche se il dipendente avesse messo il piede in azienda un solo giorno. Viceversa, se è il lavoratore ad andarsene via subito, il suo titolare potrà pretendere da lui il mancato preavviso.

 

 

Contratto di lavoro senza firma: gli obblighi dell’azienda

In caso di assunzione di un nuovo dipendente, l’azienda deve darne comunicazione il giorno prima dell’inizio del rapporto di lavoro al centro per l’impiego e agli enti previdenziali utilizzando il modello Unilav. In questo modulo, vengono precisati i dati del datore di lavoro e del dipendente e le caratteristiche del rapporto (a tempo indeterminato, a termine, part-time, ecc.). Si tratta di una procedura telematica imposta per scoraggiare le assunzioni in nero che, però, non prevede il coinvolgimento del dipendente. Quindi, alcune aziende lo fanno senza avere provveduto alla firma del contratto di lavoro. L’azienda dovrà obbligatoriamente comunicare anche la cessazione, la trasformazione o la proroga del contratto entro i cinque giorni successivi a ciascuna di queste eventualità. Questo vincolo riguarda tutti i datori di lavoro privati (compresi quelli agricoli), gli enti pubblici economici e la pubblica amministrazione. Ma anche chi intende assumere un lavoratore con un rapporto non subordinato: contratto lavoro coordinato e continuativo, contratto di agenzia e rappresentanza, associazione in partecipazione, tirocini o esperienze simili. Chi ha un contratto di lavoro senza firma può, a questo punto, controllare presso il centro per l’impiego se l’azienda ha inviato la relativa comunicazione circa l’inizio del rapporto di lavoro. In caso contrario, il dipendente (o il lavoratore autonomo) scoprirà di avere un rapporto di lavoro in nero. Anche qui con tutte le conseguenze. Per lui e per l’azienda.

 

 

Contratto senza firma: la lettera di assunzione

L’azienda dovrebbe consegnare il primo giorno al lavoratore (ma non tutte lo fanno perché sanno di non rischiare alcuna sanzione in proposito) una copia firmata del contratto o una lettera di assunzione (anche questa con apposita firma) in modo tale che il lavoratore conosca qual è il contratto nazionale di categoria applicato, la mansione, l’inquadramento e le caratteristiche del contratto (se è a termine, la data di scadenza).

In particolare, un contratto di lavoro senza firma è valido tramite la lettera di assunzione solo quando in questa vengono indicati:

  • l’identità delle parti;
  • il luogo di lavoro;
  • il numero di matricola del dipendente iscritto sul libro unico del lavoro aziendale;
  • la data di inizio del rapporto di lavoro e quella di cessazione in caso di contratto a termine, nonché la precisazione se si tratta di un rapporto a tempo determinato o indeterminato;
  • la durata del periodo di prova (se non è indicata, questo periodo non è valido);
  • inquadramento nel CCNL, livello, qualifica e mansioni del dipendente;
  • importo iniziale dello stipendio ed eventuali altri elementi retributivi (benefit, gettoni, ecc.);
  • orario di lavoro.

 

 

Contratto di lavoro: cosa non firmare

Ci sono alcune situazioni in cui il contratto di lavoro senza firma è più conveniente che quello sottoscritto da entrambe le parti. Il dipendente deve fare attenzione a non prendere la penna in mano se sul foglio che si trova davanti legge una di queste clausole:

  • deve espletare mansioni promiscue senza che siano state specificate;
  • deve effettuare degli straordinari senza precisare termini, modalità e limiti (i soliti “straordinari forfettizzati”);
  • deve accettare la flessibilità di orario senza l’esistenza di un accordo tra l’azienda ed i sindacati (sarebbe obbligatorio);
  • deve essere disponibile ad essere trasferito da un’unità produttiva all’altra in base alle sole esigenze dell’azienda. Se il trasferimento è a una distanza ragionevole, il lavoratore potrebbe anche accettare senza particolari problemi. Ma se firma questa clausola e l’azienda lo trasferisce dall’altra parte dell’Italia, o cambia vita o è costretto a dimettersi;
  • sottoscrivere la propria data di dimissioni in un allegato per poter essere assunto. Altro non è che un ricatto concreto al momento della firma del contratto e potenziale durante il rapporto di lavoro.

 


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