Truffa su Skype: come avviene e come difendersi
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24 Set 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Truffa su Skype: come avviene e come difendersi

Una ragazza sexy, qualche ammiccamento e l’invito hard: pochi gesti per una truffa su Skype a regola d’arte. Il tutto con una webcam e una connessione internet: ecco come non cascarci.

 

Secondo recenti dati forniti dalla Polizia Postale, le truffe in webcam su Skype e Facebook sono in costante aumento: in particolare, il riferimento è a quelle a sfondo hard, in cui le vittime di belle ragazze disinibite che invitano, con pose e sguardi ammiccanti al sesso virtuale, sono soprattutto gli utenti maschili.

 

 

Skype: cos’è?

Ancora una volta emerge il lato oscuro di strumenti nati con funzioni assolutamente diverse: Skype, come molti sanno, infatti, è un software che consente di parlare con persone in tutto il mondo. Non a caso, è utilizzato da milioni di utenti e aziende per effettuare gratuitamente videochiamate e chiamate con un solo interlocutore e chiamate di gruppo, inviare messaggi istantanei e condividere file con altri utenti. Si può usare sul dispositivo che si preferisce: sul tuo telefono cellulare, sul computer oppure su una TV abilitata.

 

La ragione della sua diffusione capillare è dovuta principalmente al fatto che tale servizio può essere scaricato gratuitamente ed è facile da usare. E non è tutto: con una spesa minima si possono persino effettuare chiamate, accedere a reti Wi-Fi e inviare SMS.

 

 

Skype: come avvengono le truffe?

Purtroppo, però, come avviene spesso con gli strumenti che funzionano tramite internet, essi vengono sfruttati anche per finalità tutt’altro che lecite, con intenti truffaldini e speculativi: è questo il caso, come dicevamo, delle truffe a sfondo hard. Una sconosciuta in videochat, lo scambio di contatti da cui si possa provare ad attingere da un database personale – magari sfruttando un livello di privacy troppo basso – e, in pochi secondi, si concretizza il ricatto: cosa comporta? “Ho registrato il tuo video, eccolo. O mi paghi oppure lo renderò pubblico a tutti i tuoi contatti”.

Ultima evoluzione della truffa e del ricatto in webcam su Skype e Facebook è l’invio di finte e-mail firmate YouTube, Google o CIA, in cui si minacciano in lingua inglese (spesso approssimativa) gravi sanzioni o l’arresto a causa della presenza online del video incriminato con il proprio nome e cognome. Mail assolutamente false, da cui diffidare.

 

È molto più facile di quanto sembri a parole, anche perché in rete abbondano siti dedicati, camgirl certificate e, inevitabilmente, truffatori ben organizzati, incredibilmente abili nello sfruttare la poca dimestichezza degli utenti con gli strumenti del web, violando, con poche e semplici mosse, le regole più elementari in materia di tutela della privacy: un esempio ulteriore? Forse pochi conoscono la formula chatroulette che consente con un click di essere collegati automaticamente con perfetti sconosciuti in tutto il mondo; pochi secondi di chiacchierata, in cui l’avvenente controparte virtuale si mostra molto disponibile ed ammiccante, e subito la richiesta di scambiare i contatti Skype e Facebook, con la scusa di una connessione più stabile, per proseguire lì il divertimento. A questo punto il danno è fatto, perché il truffatore ha già acquisito tutti i dati personali della vittima e, se ciò è avvenuto tramite Facebook, è ancora più rischioso dal momento che egli ha praticamente libero accesso all’archivio personale di contatti, amici, familiari e potrebbe, senza problemi, inviare loro qualsiasi link video o prova della chiacchierata piccante.

 

È opportuno ricordare che qualsiasi flusso video inviato dal proprio computer – quello della webcam, in questo caso – può essere facilmente registrato da chi è in contatto diretto con noi.

La truffa avviene sul momento e mai due volte, nel senso che, dopo il pagamento, i truffatori, di solito, non tornano alla carica con altre richieste. È un colpo da una botta e via, ma la copia di video e foto resta nelle loro mani ed è questo il vero problema.

 

 

Skype: cosa fare in caso di truffe e ricatti?

A truffa avvenuta, l’unica cosa da fare è limitare le conseguenze del danno: nel caso di ricatto volto all’estorsione di denaro, la soluzione non è pagare ma  prendere nota rapidamente di tutti i contatti del ricattatore (magari con uno screenshot del suo profilo: una foto della relativa schermata) e poi immediatamente bloccarlo e cancellarlo, sia da Skype che da Facebook. A questo punto, si dovrà procedere alla segnalazione della truffa e all’incremento del livello di privacy.

 

Discorso analogo se la vostra performance sia stata inviata per mezzo di YouTube: procedete immediatamente alla segnalazione del video. Se non è pubblico, in alto apparirà una scritta con cui si indica che l’accesso allo stesso è consentito solo a chi ne conosce l’url (cioè, il nome del sito dove è presente il video), quindi, solo a voi e al truffatore. Segnalate immediatamente il contenuto del video: YouTube provvederà a rimuoverlo in pochissimo tempo dal suo database, recandovi, poi, con urgenza e senza remore presso la Polizia Postale a formalizzare la denuncia.

 

 

Skype: come riconoscere una truffa?

Come detto, gli usi possibili di Skype sono molti, anche di tipo lavorativo e professionale. Se, però, intendete utilizzarlo solo per concedervi un momento di svago piccante sul web, un consiglio elementare ma sicuramente utile è quello di creare account dedicati al solo “intrattenimento” hard, sfruttando indirizzi di posta creati appositamente a tal fine, attraverso i quali non siate ovviamente riconoscibili in nessun modo: in pratica, un profilo Skype e Facebook con uno pseudonimo e senza foto personali, dai quali i truffatori non possano attingere nulla. Altro accorgimento: mai accettare file, anche se vi vengono presentati come foto o – molto più spesso – video hard. Nella maggior parte delle ipotesi, infatti, si potrebbe trattare di programmi autoinstallanti che possono carpire i vostri dati personali dalle applicazioni aperte e rigirarli al truffatore.

 

Skype: come riconoscere un truffatore?

Anche per quanto riguarda un possibile truffatore, chiari ma incontrovertibili segnali devono far scattare il campanello d’allarme:

  • sospettate di ragazze molto avvenenti e sorridenti, con una webcam dalla visuale perfetta, che sin dai primi secondi si mostrano con inquadrature provocanti;
  • fate molta attenzione alla lingua in cui si esprimono: alcune delle organizzazioni di truffatori sgominate risiedono prevalentemente nel Nord Africa e si esprimono con un inglese incerto e molto basilare;
  • se vi viene chiesto in tempi brevi e con modi piuttosto sbrigativi di spogliarvi o mostrare il viso, lasciate immediatamente perdere.

 

Per riconoscere se dall’altra parte della webcam ci sia una persona vera o un video registrato, prestate, inoltre, molta attenzione a due fattori:

  • la ciclicità delle immagini che visualizzate: se i gesti della ragazza sono ripetuti più di due volte (si tocca i capelli o il corpo sempre allo stesso modo) state vedendo un video in loop (in parole povere, un video registrato);
  • la corrispondenza tra i movimenti delle mani della ragazza ed i messaggi che vi arrivano in chat: se vi arrivano più volte messaggi mentre le mani della sconosciuta sono in bella vista e non sulla tastiera del computer, state vedendo un video e dall’altra parte c’è un omino che vi sta registrando.

 

Molti utenti nelle video chat, proprio per capire che non si sta parlando con un video ma con una persona in carne e ossa, chiedono a chi sta dall’altra parte di salutare o “fare il numero due o tre con la mano”. Un’accortezza spesso inutile, visto che questo gesto – prevedibile – è spesso incluso nei filmati pre-registrati che vengono inviati come esca. Indicativi possono essere, invece, altri gesti, come toccarsi il naso o le spalle, ad esempio. Se le risposte non corrispondono mai alle vostre domande o la richiesta del gesto viene glissata, bloccate e cancellate l’utente.


 


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