La legge non ammette ignoranza
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24 Ago 2016
 
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La legge non ammette ignoranza

Il principio «Ignorantia iuris non excusat» sancito dall’art. 5 del codice penale.

 

Il principio secondo cui la legge non ammette ignoranza è stato recepito dal nostro codice penale all’art. 5, assumendo però nel tempo diversa portata; infatti, in passato, data la pretesa razionalità della legge scritta, esso si fondava su una generale presunzione di conoscenza della legge.

Attualmente, tuttavia, manca di basi reali, in quanto la continua proliferazione di leggi ha dato vita ad un ordinamento occulto. Ciò ha determinato, in alcuni Paesi, l’introduzione di un principio che serve a temperare il rigore della presunzione di conoscenza della legge dato dalla conoscibilità della legge penale (per cui l’ignoranza e l’errore non scusano se evitabili ed invincibili mentre scusano se inevitabili e invincibili).

 

Nel nostro codice, un siffatto temperamento fu introdotto in via interpretativa, escludendo la conoscibilità della legge in presenza di due cause oggettive:

 

ignoranza invincibile per l’assoluta impossibilità collettiva di prendere conoscenza  della legge (es. mancata distribuzione della Gazzetta Ufficiale dovuta ad uno sciopero);

 

errore scusabile sulla liceità del fatto determinato da fonti qualificate (es. concorde interpretazione giurisprudenziale poi mutata).

 

Questa scusante della buona fede fu ammessa inizialmente dalla Cotte di Cassazione (limitatamente alle contravvenzioni e senza cogliere la ratio profonda della scelta) e poi dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 364/1988 che ha dichiarato incostituzionale l’art. 5 (per contrasto con gli artt. 27 e 3 della Costituzione) laddove non escludeva dall’inescusabilità dell’ignoranza della legge penale l’ignoranza inevitabile.

 

Infine si osserva che l’inevitabilità dell’ignoranza va valutata sia sotto il profilo oggettivo (tenendo conto delle circostanze di fatto che possono averla determinata) sia sotto quello soggettivo (tenendo conto di particolari conoscenze o abilità del soggetto che gli consentano di accertare il contenuto della legge).

 

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