Assegni familiari agli eredi, cosa fare se l’Inps li nega
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19 Set 2016
 
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Noemi Secci
 


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Assegni familiari agli eredi, cosa fare se l’Inps li nega

Mancato pagamento degli assegni al nucleo familiare spettanti al defunto e non richiesti: che cosa fare per ottenerli.

 

Gli assegni al nucleo familiare, noti come ANF, sono un trattamento riconosciuto dall’Inps ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, in presenza di determinate condizioni. Dato che questo trattamento è una prestazione di assistenza, è collegata alla situazione personale dell’avente diritto e non è trasmissibile agli eredi. Gli eredi, però, hanno diritto di percepire gli ANF spettanti al defunto e da lui non riscossi.

In particolare, secondo la Corte di Cassazione [1], gli eredi hanno pieno diritto agli assegni familiari spettanti sulla pensione o sullo stipendio al defunto dante causa, a prescindere dal fatto che questi li abbia richiesti o meno, in quanto il credito entra automaticamente nel suo patrimonio, dunque nel patrimonio trasmissibile agli eredi.

Il diritto alla percezione degli assegni per il nucleo familiare, difatti, nasce per la sola sussistenza dei requisiti di legge: la richiesta degli assegni non fa sorgere il diritto alla loro percezione, che esiste di per sé, se risultano soddisfatti i parametri di legge, ma ha la sola finalità di avviare la procedura amministrativa per fruire del trattamento. Perciò, il diritto agli assegni familiari parte dal momento in cui sorgono i requisiti richiesti dalla normativa, con il solo limite della prescrizione, che è pari a 5 anni.

Si tratta di un orientamento già consolidato della Corte di Cassazione: in tal senso, difatti, si era già espressa una precedente ordinanza [2].

Posto, dunque, il pacifico riconoscimento del diritto agli Anf non richiesti e non riscossi in capo agli eredi, che cosa fare se l’Inps nega il loro riconoscimento?

 

 

Diritto agli Anf: come presentare ricorso

Se l’Inps nega il riconoscimento degli assegni al nucleo familiare è necessario inoltrare un ricorso amministrativo, al Comitato provinciale dell’Inps, entro 90 giorni dal ricevimento della comunicazione di diniego degli Anf, citando i riferimenti giurisprudenziali sopra elencati.

Il ricorso può essere presentato, da parte di uno qualsiasi degli eredi:

 

– tramite il sito web dell’Inps, se si è in possesso di codice Pin: bisogna accedere alla sezione Servizi per il cittadino- Ricorsi Online;

– tramite patronato;

– presso uno sportello della sede Inps locale, o inviato alla sede competente tramite raccomandata o posta elettronica certificata (Pec);

– tramite un consulente del lavoro intermediario Inps.

 

Se il ricorso si conclude negativamente, o senza alcuna risposta entro 120 giorni, è possibile adire l’autorità giudiziaria.

 


[1] Cass. ord. n. 23782/2014.

[2] Cass. ord. n.20405/2012.

 


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