Come difendersi dalle compagnie della luce
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25 Ago 2016
 
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Ditelo Voi
 


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Come difendersi dalle compagnie della luce

Come gestire i contenziosi con le compagnie che forniscono elettricità e gas

 

Nella vita quotidiana può capitare di imbattersi in problematiche legate ai rapporti con l’azienda che ci fornisce (o vorrebbe fornirci) l’energia elettrica o il gas naturale: attivazioni non richieste, fatture esagerate, mancato invio di fatture per periodi prolungati, mancate disattivazioni o anche distacchi senza preavviso, solo per elencare le principali.

Per la soluzione di problematiche di questo tipo esistono anche degli strumenti stragiudiziali che permettono di tentare la risoluzione della controversia senza necessariamente passare dal giudizio del tribunale e limitando notevolmente gli esborsi.

 

 

Il reclamo

Il primo passo da compiere per la gestione di queste problematiche è inviare una raccomandata r.r. o una PEC all’azienda con la quale si ha il contenzioso. Questo reclamo, oltre alla descrizione della problematica e delle richieste del cliente, dovrà necessariamente contenere alcuni elementi che consentano di identificare univocamente, ossia:

  • Cognome e nome dell’intestatario della fornitura;
  • Codice fiscale dell’intestatario della fornitura come indicato in bolletta;
  • Indirizzo dell’intestatario della fornitura ed indirizzo di fornitura (se diverso da quello di residenza);
  • POD per l’energia elettrica o PDR per il gas (sono dei codici alfanumerici che si trovano sulla bolletta e servono per identificare univocamente il “punto di consegna” dell’energia)

 

La descrizione dei fatti che viene fatta nel reclamo, quando possibile, dovrebbe essere supportata da elementi oggettivi come, ad esempio, una foto della rilevazione del consumo indicato dal contatore o un documento che attesti l’avvenuto pagamento delle bollette o la copia della richiesta di attivazione o cessazione della fornitura, in base alla problematica in gestione. Per le casistiche, peraltro non infrequenti, dell’attivazione non richiesta o del mancato invio di fatture per un periodo prolungato, è più che sufficiente la semplice dichiarazione del cliente.

 

Una volta inviato il reclamo è necessario attendere una risposta da parte dell’Azienda alla quale è stato indirizzato.

 

Se l’Azienda risponde in modo considerato insoddisfacente dal cliente oppure non risponde nel termine di 45 giorni è possibile procedere con la conciliazione.

 

 

La conciliazione

Esistono due tipi di conciliazione: la conciliazione paritetica, utilizzabile sono dai consumatori e che richiede necessariamente l’intervento di un’Associazione dei Consumatori e la conciliazione davanti all’Acquirente Unico, utilizzabile da consumatori e professionisti\imprese, entrambe gratuite (gli eventuali costi sono legati al tesseramento alle Associazioni dei Consumatori o agli onorari del Professionista eventualmente delegato a seguire queste procedure).

 

Le richieste fatte in fase di conciliazione devono corrispondere alle richieste fatte in sede di reclamo. È ammessa una deroga solo se tra il reclamo e la conciliazione emergono dei nuovi elementi.

 

Il cliente ha sempre facoltà di rinunciare alla conciliazione, avendo presente che la rinuncia alla conciliazione paritetica gli consente di procedere con la conciliazione gestita dall’Acquirente Unico, mentre la rinuncia a questo secondo tipo di conciliazione normalmente non gli consente di iniziare una conciliazione paritetica relativa alla stessa controversia.

 

In caso di esito negativo o rinuncia alle procedure di conciliazione, rimane possibile procedere con le modalità giudiziali, nel rispetto della normativa vigente.

Qualora ci si trovi ad affrontare la controversia in sede giudiziale è sempre consigliabile rivolgersi ad un Professionista anche se il valore della controversia è di basso valore, onde scongiurare il rischio di compiere errori procedurali che potrebbero compromettere il buon esito della causa.

 

Dott. Roberto Capra


In pratica

Quando si verifica il problema bisogna formalizzare il reclamo con raccomandata r.r. o PEC;

Se il fornitore non risponde entro 45 giorni o da risposta insoddisfacente si può attivare una procedura di conciliazione:

  • Paritetica, gestita dalle Associazioni dei Consumatori, riservata ai consumatori;
  • Acquirente Unico, gestibile anche privatamente, utilizzabile anche da professionisti ed aziende

In caso di rinuncia o esito negativo si procede con le modalità ordinarie (Giudice di Pace o tribunale).

 


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