Cosa fare in caso di terremoto
Lo sai che?
27 Ago 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Cosa fare in caso di terremoto

Serve prepararsi prima: individuare luoghi di riparo, mettere in basso oggetti pesanti. Durante il sisma, proteggersi e stare lontani da ciò che può crollare.

 

Nessuno lo può prevedere. Ma tutti possono prepararsi a mettersi al riparo quando arriva e, per quanto possibile, cercare di limitare i danni. Un terremoto, in una frazione di secondo o in lunghi, interminabili momenti, può essere in grado di distruggere delle vite umane e tutto quello che è stato creato con fatica durante il tempo: una casa, un’azienda. Queste ultime cose, con pazienza, con impegno e con aiuti economici, possono essere rifatte. La vita no. Quella se ne va per sempre. Ecco, allora, cosa fare in caso di terremoto. Prima, durante e dopo un sisma.

 

 

Cosa fare prima di un terremoto

Può risultare antipatico dirlo, ma le disgrazie non capitano per forza sempre agli altri. Chi vive in una zona a rischio sismico deve prepararsi a questa eventualità prima che si verifichi il terremoto, anche perché in quei momenti è facile andare nel panico e non sapere come o dove muoversi. E’ importante, quindi, individuare i posti più sicuri all’interno e all’esterno della propria abitazione, per sapere immediatamente dove mettersi al riparo appena si avverte la scossa: mobili robusti (una scrivania, un tavolo) o muri portanti all’interno, luoghi isolati all’esterno.

 

Ci sono, poi, alcuni piccoli accorgimenti che possono, però, rivelarsi grandi se tenuti in considerazione prima di un terremoto:

  • allontanare mobili pesanti da letti o divani;
  • fissare alle pareti scaffali, librerie e altri mobili alti;
  • appendere quadri e specchi con ganci chiusi, per impedire che si stacchino dalla parete;
  • mettere gli oggetti pesanti sui ripiani bassi delle scaffalature e fissare gli oggetti su quelli alti con del nastro biadesivo;
  • utilizzare in cucina un fermo per l’apertura degli sportelli dei mobili che contengono piatti e bicchieri, in modo che non si aprano durante la scossa;
  • imparare dove sono e come si chiudono i rubinetti di gas, acqua e l’interruttore generale della luce;
  • tenere in casa una cassetta di pronto soccorso, una torcia elettrica e una radio a pile;
  • informarsi se esiste e cosa prevede il Piano di protezione civile del proprio Comune.

 

 

Cosa fare durante un terremoto

Nel momento in cui si verifica una scossa di terremoto, anche se, a volte, è chiedere troppo, la prima cosa da fare è restare lucidi e cercare riparo. Se l’uscita dell’immobile non è vicina (ad esempio perché si abita in un piano alto o perché si è in un edificio pubblico lontani dalla porta di ingresso), bisogna proteggersi nel vano di una porta inserita in un muro portante o sotto una trave, per evitare di essere travolti da eventuali crolli. Altrimenti ci si può riparare sotto un tavolo o sotto una scrivania, stando attenti, però, a non essere vicini a mobili, oggetti pesanti o vetri che potrebbero cadere addosso.

 

Attenzione alle scale: a volte sono la parte più debole dell’edificio. Se non sono più che sicure, meglio non precipitarsi durante un terremoto. E tantomeno usare l’ascensore: potrebbe bloccarsi durante il sisma ed impedire l’uscita di chi si trova all’interno.

 

Se si riesce ad uscire dall’edificio, è importante restare lontani da costruzioni o linee elettriche, che potrebbero crollare in qualsiasi momento, da impianti industriali in cui si potrebbero verificare degli incidenti, e dai bordi dei laghi o delle spiagge, in quanto, se la scossa di terremoto è particolarmente violenta, ci potrebbe essere uno tsunami. Stesso discorso per chi si trova in auto: è opportuno restare lontani da ponti, cavalcavia, terreni franosi o spiagge.

 

La curiosità di vedere cosa sta succedendo durante un terremoto è forte, ma è anche troppo pericolosa. Bisogna, dunque, evitare di andare in giro a curiosare. E’ meglio cercare di raggiungere le aree di attesa individuate dal piano di emergenza comunale.

Verrebbe istintivo, infine, utilizzare il telefono per avere notizie di qualcuno o per far sapere ai parenti le proprie condizioni. Durante un terremoto è meglio non farlo, per non intasare le linee e lasciarle libere ai soccorritori. Lo stesso vale per le strade: una fuga di massa in auto ostacolerebbe chi deve muoversi per prestare soccorso.

 

 

Cosa fare dopo un terremoto

Dopo una scossa di terremoto, la priorità è quella di aiutare i soccorritori nel loro lavoro con gesti anche piccoli ma efficaci. Ad esempio, togliere la password al proprio Wi-Fi in modo da renderne l’uso più facile per i soccorsi, evitando, però, l’accesso ad indirizzi sensibili, come la banca o la carta di credito. Il malintenzionato di turno (lo sciacallo, insomma) non aspetta altro.

Può essere utile anche utilizzare il servizio Safety Check attivato di norma da Facebook in situazioni critiche come quella di un terremoto. Il servizio, che permette a chi si trova in una zona interessata dal sisma di far sapere che sta bene, serve ai soccorritori a rivolgersi dove c’è veramente bisogno.


 


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Commenti
30 Ago 2016 Carlo Vanelli

Il vostro Studio ha una opinione chiara su quanto previsto dal Governo in merito alla non risarcibilità pubblica dei danni da terremoto? Sui social netw. e quotidiani vari si fa un gran parlare (ed una grande confusione) su questo fatto. Chi scrive che la scala di riferimento sia la Richter, chi dice che sia la Mercalli, chi parla di cospirazioni del Governo per non più risarcire…