Il concorso di reati
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25 Ago 2016
 
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Edizioni Simone
 


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Il concorso di reati

Diritto penale, concorso di reati, assorbimento, cumulo materiale e cumulo giuridico.

 

Si ha concorso di reati allorché un soggetto violi più volte la legge penale e perciò è chiamato a rispondere di più reati.

Non si ha concorso di reati nei casi in cui già la legge, nella previsione tipica della singola norma incriminatrice, faccia rientrare più fatti che, singolarmente considerati, costituiscono reati diversi (così ad esempio la rapina comprende le fattispecie del furto e della violenza privata). Tale unificazione legislativa dà luogo alle figure del reato continuato, del reato abituale e del reato complesso.

 

Il concorso di reati assolve la funzione di limitare l’entità della pena da applicare a chi deve essere giudicato per più reati.

 

Quanto alla disciplina del concorso di reati, sono concepibili in astratto tre sistemi:

 

a) l’assorbimento, in virtù del quale si applica solo la pena prevista per il reato più grave;

b) il cumulo materiale, per il quale si applicano tante pene quanti sono i reati commessi;

c) il cumulo giuridico, per il quale si applica la pena prevista per il reato più grave, aumentata proporzionalmente alla gravità delle pene previste per gli altri reati: la pena complessiva risulta però inferiore al cumulo materiale.

 

Il concorso può essere:

 

A) Materiale

Quando con più azioni od omissioni un soggetto viola più volte la stessa o differenti disposizioni di legge (es.: Tizio ruba più volte oppure ruba e poi uccide la vittima). Si fa luogo al cd. cumulo materiale delle pene (tot crimina tot poena ): al responsabile vengono comminate tante pene per quante sono le violazioni commesse, con alcuni temperamenti circa la pena massima da infliggere (artt. 72-80 c.p.).  La disciplina dettata dal codice penale per il concorso materiale di reati si applica sia nel caso che una stessa persona sia giudicata per più fatti, sia nel caso che contro di essa debbano eseguirsi più condanne (artt. 71 e 80 c.p.).

 

I reati commessi da un unico agente possono essere legati da un vincolo (rilevante ai fini della pena: art. 61 n.2):

 

ideologico (o teleologico): quando un reato è commesso allo scopo di eseguirne un altro (esempio: omicidio per derubare la vittima). I reati hanno un vincolo nella finalità cui tendono;

 

conseguenziale: allorché un reato viene commesso per assicurarsi jl prezzo, il prodotto, il profitto o l’impunità di un altro reato (esempio: dopo aver ucciso un neonato, si occulta il cadavere). In tal caso un reato dipende dall’altro;

 

occasionale: nei casi in cui la commissione di un reato offra l’occasione per commetterne un altro (esempio: Tizio, entrato in casa per rubare, vede una giovane e la violenta). In ial caso, il vincolo tra i reati risiede nella contestualità degli eventi.

 

B) Formale (o ideale)

Quando con una sola azione od omissione si viola più volte la stessa o diverse leggi penali, commettendo più reati. Il concorso formale può essere:

 

eterogeneo, quando con una sola azione od omissione si violano diverse disposizioni di legge (es.: con un colpo di pistola si uccide una persona e se ne ferisce un’altra);

omogeneo, quando con una sola azione od omissione si compiono più violazioni della medesima disposizione di legge (es.: una parola che ingiuria contemporaneamente più persone).

 

Si fa luogo al cumulo giuridico, cioè si applica la pena prevista per il reato più grave aumentata fino al triplo (art. 81 comma 1 c.p.).

 

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