Chi non paga le tasse perde la casa nel fondo patrimoniale
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26 Ago 2016
 
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Chi non paga le tasse perde la casa nel fondo patrimoniale

Il mancato pagamento di imposte rientra nei bisogni familiari: può quindi essere ipotecata e pignorata la casa inserita nel fondo patrimoniale prima dell’arrivo della cartella esattoriale di Equitalia.

 

Neanche il fondo patrimoniale salva la casa dalla cartella di pagamento di Equitalia: questo perché, secondo un orientamento ormai stabile nella giurisprudenza, il mancato pagamento delle tasse, anche se collegate all’impresa, consente sempre allo Stato di ipotecare e pignorare l’immobile della coppia sposata (a meno che si tratti della “prima casa”). È quanto ricorda una recente sentenza della Corte di Appello di Lecce [1].

 

 

Il fondo patrimoniale tutela solo dai debiti estranei ai bisogni familiari

In base a quanto dispone il codice civile [2], la casa inserita nel fondo patrimoniale non può essere pignorata dai creditori solo quando il debito per il quale è in corso il pignoramento non è collegato a bisogni della famiglia. Pertanto, solo in caso di debiti contratti per scopi di investimento o voluttuari (come l’acquisto di un’auto di lusso, un viaggio, ecc.) il creditore trova nel fondo una barriera.

 

La Cassazione ha più volte detto che il pagamento delle tasse, anche se collegate ad attività imprenditoriale, rientra nella definizione di “bisogni della famiglia”. Il che, da un punto di vista pratico, significa che il credito di Equitalia può spingersi a pignorare finanche gli immobili inseriti nel fondo patrimoniale.

 

Questo orientamento è ormai condiviso da numerosi giudici. Così, nella sentenza in commento, si ribadisce che, in tema di fondo patrimoniale, le spese sostenute per il potenziamento della capacità lavorativa del coniuge, ossia i risparmi conseguiti omettendo di pagare imposte e contributi, anche di derivazione imprenditoriale, costituiscono debiti contratti per i bisogni familiari. La vicenda vedeva coinvolta una coppia di coniugi in un pignoramento immobiliare per non aver l’uomo pagato imposte (Iva, Irpef, Irap), contributi previdenziali, nonché multe per contravvenzioni al Codice della strada. Tali crediti dello Stato o della P.A. sono da ritenere inerenti ai bisogni della famiglia proprio perché contratti dall’imprenditore per soddisfare tali esigenze.

 

 

Le tasse rientrano nei bisogni della famiglia

La sentenza in commento ribadisce che, nell’ipotesi in cui i coniugi abbiano assunto obbligazioni nell’interesse della famiglia, in caso di inadempienza, “il creditore può procedere all’iscrizione d’ipoteca sui beni costituiti nel fondo, attesa la funzione di garanzia che essi assolvono per il creditore, in quanto correlati al soddisfacimento delle esigenze familiari”.

Nella nozione di “bisogni della famiglia” rientrano anche quelle esigenze «destinate a potenziare le capacità lavorative di uno dei coniugi, eventualmente imprenditoriali». Di conseguenza, i bisogni della famiglia comprendono anche tutte le esigenze volte al «pieno mantenimento ed all’armonico sviluppo della comunità familiare, nonché al potenziamento della capacità lavorativa dei coniugi». E tra queste rientra anche il mancato pagamento dei debiti tributari che si traduce in una forma di risparmio per le casse della famiglia.

 

 

Come tutelare la casa da Equitalia?

L’unico modo per tutelare la casa dal pignoramento di Equitalia si rivela, dunque, non già il fondo patrimoniale ma rispettare le condizioni richieste dalla legge per il divieto di pignoramento della cosiddetta “prima casa”. In pratica:

  • non bisogna avere intestati altri immobili: chi ne ha potrebbe provvedere a venderli o donarli, sebbene questo comportamento, a debito già sorto (e purché superiore a 50mila euro), configura il reato di sottrazione fraudolenta alle imposte;
  • tale immobile deve essere accatastato come civile abitazione e deve essere la residenza del contribuente.

La sentenza

Corte d’Appello di Lecce – Sezione II civile – Sentenza 28 aprile 2016 n. 434

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

La Corte di Appello di Lecce – Sezione seconda Civile – composta dai Signori:

1) Dott. Piergiorgio BUCCARELLA – Presidente estensore

2) Dott. Raffaella BROCCA – Consigliere

Opposizione del terzo

3) Dott. Cinzia MONDATORE – Consigliere

immobiliare.

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile in grado di appello iscritta al n. 1014 del Ruolo Generale delle cause dell’anno 2 0 12, trattata e passata in decisione all’udienza collegiale del 27 Ottobre 2015.

TRA

EQ. S.p.A. (già Eq. S.p.A.), con sede legale in Roma al Lungotevere (…), in persona del procuratore speciale pro tempore, rappresentata e difesa dall’avv. Ni.Mu., in forza di mandato posto a margine dell’atto di citazione in appello, elettivamente domiciliata nello studio sito in Lecce alla via (…).

– APPELLANTE –

E

Ma.Pa., nata (…), elettivamente domiciliata presso e nello studio dell’avv. Gi.D’E., sito in Lecce alla via (…), rappresentata e difesa dall’avv. Vi.Ma., in virtù di mandato a margine della

Mostra tutto

[1] C. App. Lecce sent. n. 434/16 del 28.04.2016.

[2] Art. 167 cod. civ.

 


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