Distanze minime: nessun vincolo se l’opera non è in muratura
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26 Ago 2016
 
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Distanze minime: nessun vincolo se l’opera non è in muratura

Se si tratta di scale esterne in ferro o di opere non stabili i vincoli del codice civile che fissa le distanze minime non operano.

 

Tre metri è la distanza minima che deve esistere tra una costruzione e il confine con la proprietà del vicino [1], tuttavia tali limiti valgono solo per le opere in muratura e quelle che presentano caratteri di “stabilità” e “consistenza”. Pertanto, una scala esterna costruita in struttura leggera, come in ferro o in altro metallo, non deve rispettare le distanze dal confine. Lo ha chiarito il Tar Lombardia in una recente sentenza [2]. Procediamo con ordine.

 

In tema di distanze legali tra proprietà confinanti, il codice civile, nello stabilire per le costruzioni su fondi vicini la distanza minima di tre metri dal confine o quella maggiore fissata dai regolamenti locali, fa riferimento solo alle costruzioni che abbiano caratteristiche di consistenza e stabilità, o che emergano in modo sensibile dal suolo e che, per la loro consistenza, abbiano l’idoneità a creare intercapedini pregiudizievoli alla sicurezza e alla salubrità del godimento della proprietà. È considerata, ad esempio, una costruzione che deve rispettare la distanza minima una tettoia [3], una rampa aerea e uno scivolo carraio [4].

 

Una scala in ferro è certamente un’opera stabile, ma non è “consistente”, pertanto non deve rispettare le distanze minime dal confine proprio per via del minimo ingombro che essa comporta.

 

Nel caso di specie, la scala oggetto della controversia tra due vicini di casa era praticamente tutta in metallo: in ferro era la trave centrale su cui erano innestati i gradini, oltre che il corrimano e la balaustra (solo la pedata era rivestita di cotto).

Si trattava, quindi, di una struttura essenziale e completamente aperta, che occupava solo lo spazio dei gradini e delle altre strutture lineari: essa non aveva quindi il “volume di ingombro apprezzabile” in materia di distanze minime fra edifici.

 

Lo scopo delle distanze minime, stabilite dal codice civile, è infatti quello di impedire che tra i fabbricati si formino intercapedini pericolose da un punto di vista dell’igiene e dell’incolumità delle persone.

 


[1] Art. 873 cod. civ.

[2] Tar Lombardia sent. n. 1606/16.

[3] Cass. sent. n. 25136/2015.

[4] Cass. sent. n. 23189/2012.

 

Autore immagine: Pixabay.com

 


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