Professionisti Pubblicato il 27 agosto 2016

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Professionisti Responsabilità del concorrente nel reato diverso da quello voluto

> Professionisti Pubblicato il 27 agosto 2016

Diritto penale, il concorso di persone nel reato, la responsabilità dei concorrenti nel caso in cui uno dei partecipanti alla condotta criminosa ponga in essere un reato diverso da quello voluto dagli alti.

Può accadere che, nell’eseguire il piano criminoso, taluno dei concorrenti commetta di propria iniziativa altro reato al posto di quello voluto, o altro reato oltre quello voluto dagli altri cooperatori. Sicché, mancando nel concorrente il dolo di concorrere nel reato diverso, si pone il problema di stabilire se questo possa essere penalmente attribuitogli ed a quale titolo.

Sancisce, in proposito, l’art. 116 c.p. che, qualora il reato commesso sia diverso da quello voluto da taluno dei concorrenti, anche questi ne risponde, se l’evento è conseguenza della sua azione od omissione. Peraltro, se il reato commesso è più grave di quello voluto, la pena è diminuita riguardo a chi volle il reato meno grave. Tale disposto è stato più volte oggetto di interpretazione da parte della giurisprudenza della Cassazione.

In uno dei suoi più recenti asserti, la Corte ha affermato che sussiste la responsabilità a titolo di concorso anomalo, ex art. 116 c.p., in ordine al reato più grave e diverso da quello voluto qualora vi sia la volontà di partecipare con altri alla realizzazione di un determinato fatto criminoso ed esista un nesso causale nonché psicologico tra la condotta del soggetto che ha voluto solo il reato meno grave e l’evento diverso, nel senso che quest’ultimo deve essere oggetto di possibile rappresentazione in quanto logico sviluppo, secondo l’ordinario svolgersi e concatenarsi dei fatti umani, di quello concordato, senza peraltro che l’agente abbia effettivamente previsto ed accettato il relativo rischio, poiché in tal caso ricorrerebbe l’ipotesi di concorso ex art. 110 c.p.; inoltre, la prognosi postuma sulla prevedibilità del diverso reato commesso dal concorrente va effettuata in concreto, valutando la personalità dell’imputato e le circostanze ambientali nelle quali si è svolta l’azione (in tal senso, Cass. 9-10-2009, n. 39339).

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